Brand!

Oggi ho voglia di affrontare un tema che mi affascina, che diciamo pure… mi prende assai!

 

Il BRAND.

 

Il brand non è una marca,

ma il lavoro che la marca fa nella mente del cliente.

 

Questa frase di Beau Toskich, tratta dal suo libro Verbal Driver (vedi anche il post del 23 maggio Ti piace il mondo che vedi ogni giorno?) mi ENTUSIASMA.

 

Per la semplicità della sua efficacia.

 

Trovo che costruire un brand sia un risultato eccezionale, che consiste essenzialmente nel far si che il cliente non veda le caratteristiche del prodotto, ma il carattere.

 

In questo secondo caso tra il cliente ed il prodotto/servizio si crea un rapporto che va al di là della razionalità ed entra nella dimensione dell’emozione, attraverso l’attivazione di un rapporto empatico.

 

Il servizio o il prodotto non offrono al cliente soltanto delle prestazioni, ma gli fanno provare delle sensazioni, delle emozioni positive, che lo aiutano a stare bene, a sentirsi più sicuro, a lavorare più efficacemente, a vivere meglio.

 

Pensiamo a questa differenza:

sono un consulente del lavoro;

svolgo un’attività inerente l’amministrazione del personale e posso propormi al cliente in due modi:

  • focalizzo la mia attenzione sull’aspetto più direttamente tangibile del mio lavoro, il cedolino paga, la pratica di assunzione, ecc. . In questo modo privilegio mostrare la parte più “concreta” della mia competenza, del valore che do al cliente e che le pratiche amministrative non sono certo portate a comunicare, a trasmettere, a far vivere. Perdo la possibilità di raccontare il valore aggiunto del mio lavoro e sembra che io sia soltanto un attuatore di procedure. Automaticamente mi pongo in concorrenza con le strutture che svolgono la stessa attività con criteri di service aziendale.
  • cerco di rappresentare al cliente il valore che il mio lavoro, così come lo realizzo, genera per lui; non gli dò delle pratiche, ma contribuisco ad aumentare la capacità competitiva della sua impresa ponendomi come un partner affidabile e competente per quanto riguarda la gestione amministrativa del personale. Gli faccio capire come egli si può concentrare con decisione sul suo core business, perchè da questo versante il mio lavoro, o meglio il carattere del mio lavoro lo garantisce e gli evita problemi e difficoltà nel rapporto con il personale e con gli enti. Soprattutto se è un piccolo imprenditore, gli offro l’opportunità di avere la mente meno ingombra, di cancellare il tarlo di una burocrazia complessa, il dubbio dell’errore amministrativo, il rischio di un contenzioso estenuante. E inoltre lo metto in condizione di avere un rapporto positivo con i propri collaboratori e questo è certanete un grande valore aggiunto soprattutto per quelle imprese che hanno a cuore la qualità e sanno bene che essa nasce dalle persone che ogni giorno si impegnano e che, proprio per questo, vanno seguite in modo puntuale, preciso, competente.

 

Certo, fra i due atteggiamenti corre molta differenza, non solo di comunicazione al cliente, ma anche di percezione del proprio lavoro e del valore offerto al cliente.

 

Se sono proprio io il primo a ritenere che il mio lavoro consista nell’elaborazione di pratiche, questo comunicherò al cliente, ponendomi nei suoi confronti non come un partner delegato all’amministrazione delle persone, ma come un collaboratore, magari bravo, ma non essenziale e, dunque, sostituibile.

 

Immagino un gran numero di Consulenti del lavoro che – ciascuno per proprio conto – avviino un processo di continua comunicazione del valore insito nel proprio lavoro.

Immagino in parallelo un’azione strutturata che supporti e rappresenti questa azione di persuasione ai diversi livelli.

Immagino delle aziende powered by CDL!

Che dire?

 

Prendo a prestito una frase di Henry Ford ed una di Walt Disney:

 

Che tu pensi di riuscire oppure di fallire, hai comunque ragione.

 

Se puoi sognarlo… puoi farlo!

 

 

Sono curioso di conoscere le vostre opinioni!

 

Ciao e grazie per l’attenzione 

 

Ps: Non rinunciare a fare bei sogni, molto concreti!! 

http://it.wikipedia.org/wiki/Marca

www.consulentidellavoro.it

 

1 comment

  1. Penso sia importante quanto dici.

    Mi accorgo di qunto conti il modo in cui mi viene presentato un prodotto o un servizio, rispetto all’effetto che esso ha su di me, sulla mia valutazione e sul gradimento.

    Aspetto che tu proponga altre riflessioni su questo tema.

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