Un esempio di stile personale, efficace e che ti può portare soddisfazioni immense (terza puntata)? Eccolo a te; PROVA E CREDICI!!!

Bene!

 

Continuiamo a parlare di efficacia (…e come potrebbe essere altrimenti!),

sempre correndo lungo la metafora sportiva,

 che Fabio ha proposto con il suo commento.

 

Josè Mourinho,

nuovo allenatore dell’Inter

e mio coetaneo (sarà meglio che mi dia una mossa!!)

si è presentato da par suo (leggi: da protagonista e da vincente)

alla squadra ed ai tifosi,

proponendo un mix ad alto impatto formato da:

  • definizione dei paletti che inquadrano la relazione allenatore-squadra ed i rapporti tra i giocatori;
  • richesta di disciplina e di rispetto di regole condivise e valide per tutti;
  • ognuno è utile, nessuno indispensabile e dunque viene introdotta la competizione per l’ingresso in campo;
  • sulla base di uno schema di riferimento, la virtù praticata sarà la flessibilità dei ruoli;
  • da buon responsabile e coach egli si farà carico di tutelare il gruppo.

 

Questo vale per tutti – Mourinho compreso – e pare di capire che una delle leve che utilizzerà sarà quella dell’effetto-esempio:

Chiedo solo quello che posso fare anche io.

Se arrivo al lavoro un’ora prima non posso accettare che uno si presenti in ritardo.

ecco un esempio semplice. …. quello che conta è che

se l’allenamento inizia alle 10, alle 10 si comincia.

Se ci siamo tutti bene, se siamo in 14 lavoro solo con loro.

(E gli altri?)

Vanno a casa.

E vanno a casa anche quando c’è la partita.

 

Mourinho dice inoltre di sè:

Sono una persona che stabilisce gli obiettivi con molto rischio; lo faccio in modo un pò aggressivo e voglio che il gruppo sia con me e la pensi come me.

Insieme possiamo fare un buon lavoro.

 

 Così lo descrive Gianni Piva, a contorno dell’intervista pubblicata su repubblica del 16 luglio:

Gli esami cominceranno presto per l’Inter e Mourinho è un giudice a cui non piace chi sbaglia.

No, non c’è stato spazio per promesse facili, o sogni ad occhi aperti nel primo giorno dell’Inter entrata nel segno di Josè, uno cui piace parlar chiaro.

E che alle star del pallone che formano il sontuoso organico neroazzurro chiede molto e non concede sconti. …

Misurato, preciso, padrone di un italiano dove non ci sono parole sprecate o equivocabili, specchio di un carattere forte e idee chiare, ha parlato di “empatia” giusto perchè non si pensi che basti un pò di impegno negli allenamenti per avvere un 6.

Il tempo dirà se è la ricetta che serve a far vincere l’Inter, intanto ha fatto capire… la sua filosofia di calcio, di lavoro, di vita insieme.

 

  • Obiettivi,
  • rispetto di regole condivise,
  • spirito di gruppo,
  • tensione verso la competizione,
  • empatia,
  • fame di traguardi,
  • attenzione alla comunicazione da parte di un allenatore straniero che ha imparato prima e non strada facendo l’italiano per non mettere veli tra il messaggio lanciato e quello percepito (ricordate Trapattoni… http://www.youtube.com/watch?v=qoSLm9G8o4c ) e per sottolineare che anche le “sfumature” e i particolari più piccoli concorrono a creare il senso ed a rappresentare la consapevolezza di ciò che fai.

 

 

Nulla puoi lasciare al caso!

 

Nulla puoi dare per scontato, se vuoi ottenerei risultati cui aspiri.

 

Trovo ci sia molto da apprendere da questo atteggiamento, mentale e comunicativo,

ovvero di comunicazione rivolta verso di sè e verso gli altri.

 

Vale la pena di tenerne conto;

lo definirei un modello interessante

di manager vincente e di efficace imprenditore di sè stesso.

 

Grazie per la tua attenzione.

3 comments

  1. Sai, leggerti al mattino mi aiuta a partire con più desiderio di essere “efficacie”, con più voglia di realizzare. Realizzare le poltrone rosse! Buona gionata.

  2. Mi sono stampato questo intervento, perché attraverso i servizi giornalistici e televisivi (a dire la verità quei pochi che ho visto, non essendo proprio un patito) avevo già notato in Mourinho un qualcosa che me lo faceva somigliare ad un condottiero. Un condottiero dove grinta e sensibilità mi sembrava si unissero e dessero vita all’autorevolezza. Andrea, sei riuscito a tradurmi bene quelle sensazioni che avevo avuto. Sensazioni, anche queste guarda caso, veicolate dall’empatia: empatia derivante dalla mia antica “fede” (da ragazzino) ed attuale simpatia per l’INTER.
    Ciao, Claudio

  3. grazie Andrea dopo il tuo corso sto imparando a saltare il mio cerchio e riuscire a realizzare i miei obbiettivi.

    p.s. non mangio dolci dalla colazione di lavoro che abbiamo fatto durante il corso ed il mio frigo scoppia di dolci

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