La forza della gratitudine. Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!)?

Proprio così!!

Sai che puoi scegliere tra uffa(#@!?#) e grazie(!) ?

Ma … che razza di titolo per questo articolo, Andrea!

Forse che l’eccesso di nevicate ti ha fatto ammuffire (del tutto) il cervello??

I tuoi 2 … (due) neuroni non sono più disposti ad incrociare le rispettive sinapsi??

Affatto, il mio cervello sarà quello che è, ma il titolo – e l’argomento – non sono affatto peregrini.

Tu sei una persona che tende ad esternare lamenti o gratitudine?

Nella vita di tutti i giorni, intendo dire, ti cogli più frequentemente a lamentarti di ciò che non va o che potrebbe andare meglio oppure essere diverso, o invece noti prevalentemente frasi e pensieri di gratitudine verso ciò che hai e fai?

Vedi, sono profondamente convinto che esista una relazione diretta e profonda tra l’atteggiamento adottato ed il tipo di esperienza di vita che ognuno di noi costruisce.

Mi spiego meglio: credo fermamente che chi vive la propria esperienza quotidiana con un sentimento sincero e duraturo di gratitudine verso chi e ciò che lo circonda, a prescindere dal fatto che non necessariamente tutto questo sia ‘fantastico’, beh, chi riesce a vivere in questo modo ottiene due grandi risultati. Da un lato sta certamente meglio con se stesso, dall’altro l’atteggiamento di maggior fiducia e positività nei confronti della vita, delle situazioni, delle persone, non può non riverberarsi in una maggior voglia di fare, di sperimentare, di agire.

Ne consegue che un individuo che abbia maturato questo modo d’essere dispone a mio parere di un approccio più proficuo ed efficace al proprio percorso di vita, rispetto a chi indulge in lamentazioni verso ciò che sta intorno a lui.

In questo secondo modo di porsi ravvedo il rischio – o meglio la concreta possibilità – che si verifichi un continuo stop-and-go, un procedere a singhiozzo tra un momento di entusiasmo o motivazione ed un successivo più o meno immediato scoramento dovuto al fatto che sicuramente si incontra qualcosa che non è/o non va come si vorrebbe. Purtroppo per lui è difficile andare distante con la tecnica del singhiozzo, ma è anche molto difficile vivere bene ed essere felici!

Allora certo, sia la prima persona che la seconda si imbattono nelle medesime situazioni e persone, ma ciò che fa la differenza – e non poco – è la loro reazione: una è positiva, trasmette all’esterno (quindi agli altri) e all’interno (a te stesso) positività, benessere (anche se relativo, ovvio), entusiasmo. L’altra ottiene il risultato contrario.

Mi sembra quindi piuttosto chiaro che di fronte alla medesime condizione, puoi decidere come ‘sentirti’, ‘comportarti’, ‘agire’. Ed i risultati che otterrai saranno conseguenti a questa ‘scelta di campo.

Ok, supponiamo tu abbia ragione; che ci posso fare?

Beh, di sicuro puoi scegliere di fare qualcosa, abbastanza a lungo per vedere cosa cambia… e poi scegli tu come comportarti.

Dà un occhiata alla mia proposta!

Ci rivediamo fra un mese.

Grazie per la tua attenzione!

7 comments

  1. Ciao Andrea -Sono d’accordo con te andrea quando dici

    “Ne consegue che un individuo che abbia maturato questo modo d’essere dispone a mio parere di un approccio più proficuo ed efficace al proprio percorso di vita, rispetto a chi indulge in lamentazioni verso ciò che sta intorno a lui.”

    Devo inoltre complimentarmi con te per il buon lavoro svolto in questo blog , si vede l’impegno che trasmetti e lo vede anche GOOGLE infatti ti ha assegnato ad oggi un bel PAGE RANK 3 .ciao Patrizio

  2. Ciao Andrea, sei proprio efficace nel trasmettere messaggi del tutto condivisibili.

    Io ho un solo grosso problema. Pur essendone consapevole non riesco, spesso, a far pendere la bilancia dalla parte del GRAZIE!!!

    Inizio adesso. Grazie a te per l’impegno e per l’amicizia personale che ci lega.

    Ciao

  3. Patrio, Tommaso,
    grazie a voi, che altro posso dire.
    Grazie per l’attenzione e per i contributi.
    Vi auguro un’ottima settimana.
    Ps:anche per me – e per la maggior parte dei bipedi più o meno pensanti – la bilancia non si inclina automaticamente nel verso ottimale, che è poi quello che ci può far star meglio. Pensa un pò quanto siamo dissennati! E’ per questo che ho pensato ad un’immagine visiva, di immediata comprensione ed utilizzo, per ognuno di noi.
    La sera chiudo gli occhi, vedo la bilancia, considero l’inclinazione e rifletto almeno un pò su me stesso!
    Ciao!

  4. Salve a tutti.

    Concordo pienamente con quello che dite e anch’io dedico quotidianamente tutta la mia attenzione a non cedere vittima “dell’uffa”.

    Vorrei solo far notare una cosa, forse anche molto marginale.

    Un’amica lavora con i bimbi abbandonati in Africa.

    Ogni volta che va là sente una grande meraviglia per la loro capacità di sorridere a cuore aperto e di giocare: sanno che non ci sarà sempre da mangiare, sanno bene che sono soli, le loro condizioni di vita sono veramente di sussistenza. Ma la loro capacità di sorridere e di essere aperti a quello che può avvenire è meravigliosa.

    E questa sensazione te la daanno molte persone di origine asiatica. Sono abituati a sorridere, a ringraziare e a dire sempre si in un modo che per noi occidentali è comunque sconcertante. E come tutti gli eccessi è a volte improduttivo.

    Secondo me questo vuol dire che noi siamo solo ABITUATI ad essere negativi, a fare sempre previsioni oscuranti e preoccupanti.

    Non è scovolgente?
    E’ solo una cattiva abitudine che ci costa così tanto?
    Come tutte le abitudini è difficile cambiarla,
    (anche perchè tutti intorno a noi si lamentano),
    ma si può fare. E quando si comincia si è immediatamente ripagati dello sforzo.

    Ciao,
    buona giornata a tutti
    Eleonora
    http://www.natiperesserefelici.com

  5. Ciao Andrea ed amici, ho letto con attenzione ed interesse il tuo articolo.
    Che dire? Ho scritto anch’ io qualcosa di simile nel mio blog…www.investisutestesso.com, invero un blog alle prime armi.
    La gratitudine e il semplice grazie e’ la benzina che ci fa muovere .
    Molti sottovalutano il potere del grazie e credo sia un errore..Da li’ si parte per creare un mondo migliore.
    Mi e’ piaciuto il riferimento all’ Africa di Eleonora, con l’ amica che lavora con quei bambini.
    Io poi son stato diverse volte in Africa. Mia moglie, di origini francesi, ha vissuto 17 anni lungo tutta la fascia dell’ Africa equatoriale ( Benin,Togo,Niger, Mali, Costa d’ avorio , Burkina Faso…) e poi ha pensato bene di portare anche me con nostra figlia,la piccola Anna che, nella prima occasione , aveva tre anni….beh, vedere lei,bianca, biondina, giocare con i bambini africani, con una gioia tale, una vicinanza d’ intenti,una fratellanza e vedere che a distanza d’ anni dopo esser stati in tanti altri luoghi la sua idea rimane quella di ” papa’, perche’ non andiamo a vivere in Africa….beh , vi garantisco che e’ sempre un colpo al cuore…

    In Africa si dice tante volte Grazie

  6. Ciao Andrea! GRAZIE anche per gli auguri! Vedi, io sono già zodiacalmente BILANCIA e di solito tendo al GRAZIE. Uffa! è un’espressione che non fa parte del mio vocabolario se non proprio in casi estremi. Non è che abbia sempre momenti positivi, ma tendo a vedere il bicchiere mezzo pieno! Apprezzo tanto i tuoi suggerimenti e ne faccio tesoro! Salutoni! Alda

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