Metodi e tempi di lavoro: come analizzarli, capirli e migliorarli

Taylorismo?! No grazie… però…

Però è molto importante dedicare attenzione a conoscere, comprendere e migliorare i tempi ed i metodi del lavoro quotidiano nel tuo studio professionale o nel tuo ufficio.

Metti comodo e guarda il video!

Grazie per la tua attenzione.

Articolo correlato: puoi rivederti il post sull’organigramma!

3 comments

  1. Ciao Andrea,
    ti ringrazio per aver dedicato un approfondimento a questo importante tema. Credo che, contrariamente a come pensavo di organizzare il lavoro, hai perfettamente ragione circa la impossibilità di impostare un’analisi dei tempi fondata su princìpi tayloristici. Forse, per una necessità esemplificativa, sarebbe bello sapere di poter contare le ore di attività così come si contano i gradi su un termometro. Tuttavia………ti faccio un esempio: oggi è venuta una cliente in studio, che si è intrattenuta a parlare circa tre quarti d’ora con una mia collaboratrice. Quando, andata via la cliente, ho chiesto alla mia collaboratrice quanti problemi reali avessero risolto in quei tre quarti d’ora, la risposta è stata: no…….si è lamentata…la crisi….bla, bla, bla….Dubito che su un eventuale time sheet mi sarebbe stata riportata con dovizia di particolari questa “attività”. Detto questo, ok, so che dobbiamo costruire quanti più sistemi interni di procedure e controllo, per far sì che il tempo, anche se non analizzato, venga comunque utilizzato al massimo. Quando “prendi in mano la situazione” sono tante le cose da sistemare e, questa è un’altra cosa che mi hai fatto scoprire, l’importante è segnarsele. Perché se hai da fare 100 cose e alla fine della giornata nei hai fatte 10, se non ti sei annotato l’elenco delle 100 cose e, quindi, cancellate le 10, tornerai a casa sempre con la testa piena delle 90 cose che ancora devi fare, ma senza la consapevolezza di averne fatte 10. Perdonami (e mi perdoni chi ha avuto la pazienza di leggere) per la lunghezza. Ma, come dite voi a Trento….quann’ c’ vò, c’ vò (sottotitolo: quando ci vuole, ci vuole).
    Un abbraccio

  2. Andrea, buona serata.
    INCREDIBILMENTE, ho trovato la strada per lasciare il mio commento (sai quanto sia informaticamente scarso!!).
    Difficile, impossibile, rilevare i tempi nei nostri studi ??? Ha senso ??? Sai che SCL sta avviando una procedura di organizzazione delle diverse attività che ha, come corollario, la rilevazione dei tempi di esecuzione di ciascun lavoro. Tutto questo con lo scopo dichiarato – e soprattutto CONDIVISO dai collaboratori – di attivare un sistema “premiale basato sull’oggettività del miglioramento”.
    Traguardo ambizioso ??? Certo, ma sono convinto si possa fare, meglio si DEBBA fare, se vogliamo dare battaglia andando all’attacco per smettere di giocare in difesa.
    La scommessa che ci stiamo giocando è assolutamente in linea con i principi che hai sintetizzato nel tuo video: prima organizzo poi procedo ad una rilevazione ma nel modo più naturale, senza stressare nessuno.
    Tutto questo per migliorare la qualità del servizio, coinvolgendo sull’obiettivo i collaboratori.
    Da “INTERISTA OTTIMISTA” credo proprio si posa fare.
    Ciao
    Claudio

  3. Carissimi Claudii,
    innanzi tutto grazie per i vs. graditi ed utili commenti.
    Lunedì proporrò un ulteriore video sull’argomento, che vuole affrontare di nuovo il tema da due possibili punti di vista:
    la volontà di razionalizzare ed ottimizzare
    e l’esigenza di costruire autonomia, senso del proprio lavoro, responsabilizzazione equalità.
    Un abbraccio.
    Andrea

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