Competenze professionali e capitale umano: ovvero… dove lo spread non arriva!

Ma perché parlare di Capitale umano e di competenze professionali?

Perché possono costituire la tua ancora di salvezza, soprattutto in un momento difficile, quando fare la differenza è davvero complesso.

Lo sviluppo del Sistema Professionale si inserisce in una visione attuale e completa della gestione e valorizzazione del capitale umano, capace di produrre, introdurre e sviluppare politiche, metodi e strumenti attuativi, sistemi di valutazione, la cui attuazione operativa sia poi affidata al management. Parimenti esso contribuisce a fare in modo che l’attenzione sia rivolta in modo completo e coerente alle diverse fasi di generazione dei costi del personale: acquisizione, mantenimento, sviluppo e separazione.

Concorre inoltre a sviluppare una maggiore coerenza tra le esigenze dell’organizzazione e le aspettative delle persone, favorendone la crescita, il ben-essere nell’organizzazione e lo sviluppo professionale.

Un’efficace ed attuale gestione del personale è tesa a promuovere e favorire la valorizzazione del capitale umano dell’azienda, riconoscendo le diverse fasi presenti nei percorsi di carriera, concorre all’implementazione di un sistema retributivo e premiante oggettivo, contribuisce alla diffusione delle competenze organizzative e manageriali, a riconoscere e coltivare le proprie competenze-chiave attraverso la formazione internae ad attuare un’efficace politica di selezione ed inserimento.

Il Sistema professionale è lo strumento metodologico ed operativo che permette ai responsabili di gestire le competenze delle persone loro affidate, di migliorarne la capacità lavorativa e di aumentare il valore del capitale umano dell’organizzazione.

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One thought on “Competenze professionali e capitale umano: ovvero… dove lo spread non arriva!

  1. sono pienamente d’accordo che le competenze umane e il capitale umano sono due elementi vincenti per un paese, che vanno oltre lo spread ma il problema è che secondo me nel nostro paese viene sempre o quasi premiato chi fa il furbetto, in un mercato del lavoro dove non c’è competizione o meglio dove non vengono premiati coloro che con il loro impegno raggiungono obiettivi pre- fissati, ma dove vogliamo andare e arrivare? Vi chiedo?

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