Copiare i cinesi?

Per una volta siamo noi a copiare i cinesi! A parte la battuta, credo che la soluzione sia la più innovativa con un ritorno al passato. Le aziende italiane erano leader in quei settori proprio perchè il capitale umano era al centro dell’azienda. Computer software e gerarchie rigide hanno ridotto la qualità del lavoro e la produttività delle aziende. Ottimo esempio per spiegare a tutti cosa bisogna fare per rilanciarsi.

Grazie sempre utile con questi esempi.

Questo il commento di Salvatore, che ringrazio per l’attenzione, all’articolo precedente.

A parte la provocazione, sono davvero convinto di una cosa: per far funzionare un’organizzazione, profit o non profit che sia, produttiva o di servizi, esistono due strade, che presuppongono scelte strategiche ben distinte, frutto di mentalità e stili gestionali quasi contrapposti.
Il primo è il modello più classico, che prevede la presenza di un sistema, più o meno efficace, informatizzato o meno, che “costringendo” i lavoratori a fare le cose previste da procedure, metodi di lavoro, istruzioni operative, permette all’azienda di funzionare con una certa continuità , migliore o peggiore a seconda di come il sistema è stato congegnato e a come viene fatto funzionare.
La presenza di un sistema gestionale garantisce al gestore che le persone seguano percorsi definiti, poiché funge da guida e non permette di operare al di fuori dei limiti stabiliti (ad esempio molte procedure informatiche non permettono di proseguire se non viene inserito un certo input o se questo non è coerente con istruzioni predefinite).
In questo caso il sistema, più della persona, garantisce il risultato.

L’altra faccia della medaglia vede la costruzione di una squadra, preparata, affiatata, competente e motivata, che non necessiti di un sistema guida, ma che sappia far funzionare efficacemente le cose anche senza una “costrizione” esterna. Qui centra il saper lavorare da soli ed in gruppo, avendo senso di responsabilità individuale, di squadra e complessivo. Significa saper pensare per sé e con gli altri, anche in modo veloce, rapido, snello. In questo caso la gerarchia si appiattisce e conta l’autorevolezza e la condivisione.
Hai presente il clima da start-up ed i balzi da gigante che si compiono in questa fase? L’alternativa ad irrigimentarsi è quella di riuscire a mantenere vivo questo clima, anche se l’organizzazione cresce e si evolve nel tempo.
Ed in un momento come quello attuale, l’ottimismo, la grinta e la motivazione tipiche di una  start-up un sarebbero forse più indicate della rigidezza un po’ grigia di un’organizzazione che interpreta sempre il medesimo copione?

In sintesi: per far muovere un gruppo di persone dentro una realtà complessa puoi ricorrere a due diversi modelli gestionali:

  1. li doti di un GPS programmato con li itinerari che debbono seguire, insegni loro ad usarlo e ne monitori i comportamenti;
  2. costruisci una squadra competente e motivata che sia in grado di svogere il prolprio ruolo conoscendo la trama e l’ordito complessivo del lavoro e l’attività dei colleghi, quindi che conoscano la propria strada e quella degli altri, riuscendo a muoversi in autonomia dentro un paesaggio complesso.

Quale preferisci?

Grazie per la tua attenzione e buona settimana.

PS: se vuoi l’articolo cui si fa riferimento lo puoi trovare proprio qui sotto.

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