Cosa ti serve davvero per cambiare?

Auguriamoci davvero possa essere l’anno della svolta, senza illuderci di recuperare in brevissimo tempo quanto perso in questi ultimi cinque anni.
Sarebbe sufficiente “sentire” il fondo per darsi la spinta necessaria alla riemersione progressiva; credo sia l’auspicio più saggio e concreto per i tempi che stiamo vivendo.
Per il resto, abbiamo la fortuna di essere “incorreggibili OTTIMISTI” sempre disposti a mettersi in gioco per nuove avventure come veri e propri “apprendisti STREGONI” per cui, finchè rimarrà tale condizione mentale, saremo protetti da qualsiasi TIPO di SFIGA !!!!!!!!!!!!!!!
Un augurio SPECIALE per questo 2014.
Ciao
Claudio

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Grazie, Claudio, per questa tua riflessione, come sempre tutt’altro che banale.

Quando parli della necessità di toccare il fondo, interpreto queste parole come l’esigenza, quasi l’attesa, di una discontinuità “esterna” che ci obblighi a cambiare comportamento e ad affrontare in modo diverso la situazione in atto.

Credo invece che ognuno di noi possa costruire di propria spontanea volontà questa discontinuità, senza attenderla dall’esterno e dunque mettendo subito in atto un fattivo cambiamento nei propri comportamenti ed atteggiamenti personali e professionali.

Questa è la differenza che vedo in un approccio pro-attivo anziché reattivo  re-attivo.

Tu che ne dici? Posta il tuo commento!

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