Tra ansia di cambiamento e vincoli organizzativi: la palestra quotidiana del buon capo

La parola cambiamento costituisce ormai da tempo un riferimento costante dei discorsi di imprenditori e professionisti.
Per molto cambiare e’ un’ ansia che serpeggia strisciante nella mente, spesso senza delinearsi chiaramente nei tempi e nelle modalità.
E spesso l’ansia aumenta quando si immagina di proporre a il progetto di cambiamento alla propria organizzazione, poiché è forte la preoccupazione per il rifiuto o almeno per un’accoglienza fredda, che potrebbe rivelarsi mortale per l’implementazione del progetto stesso.

Ogni scelta strategica si attua attraverso la leadership di chi la vuole attuare e si confronta direttamente con la cultura organizzativa che caratterizza l’organizzazione e le persone che la formano. Sarebbe davvero rischioso immaginare di non tenere conto di questo riferimento apparentemente invisibile ma effettivamente molto influente. La cultura organizzativa risente fortemente della capacità di leadership del titolare e rappresenta il sedimentato, il risultato della politica gestionale e manageriale da questi adottata.

Conoscere a fondo la cultura organizzativa della propria organizzazione e’ importante per avere consapevolezza dei risultati prodotti dalla propria azione di ‘capo’ e dalle potenzialità reali su cui fare conto nell’impostazione di un processo di cambiamento che voglia risultare efficace e sia in grado di coinvolgere positivamente i collaboratori.

Le difficoltà che un capo può incontrare nel conoscere a fondo la cultura organizzativa che caratterizza la propria organizzazione sono le seguenti:
– manca frequentemente una cultura manageriale di fondo che porti a porre attenzione a questa dimensione dell’impresa e dello studio professionale;
– non è semplice essere lettore oggettivo e sereno di un contesto di cui si è al contempo artefice principale e membro;
– può risultare preferibile non voler vedere i propri errori, così come condensati nel ‘carattere’ assunto dall’organizzazione;
– si cerca di importare soluzioni esterne, senza valutare le reali potenzialità espresse dall’organizzazione;
– si affida all’esterno un processo strategico che non può essere delegato in toto.

Sensibilità, determinazione e comunicazione attenta sono essenziali per affrontare un processo di cambiamento che possa evolvere in modo positivo.
Tu che ne dici?

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