Non sempre è proprio così come sembra

Non avere capi, colleghi, orari, programmi e vincoli da rispettare… quella si che sarebbe la condizione ideale per lavorare!

Potrei davvero fare ciò che mi piace, seguire le mie idee, organizzarmi al meglio, sentirmi libero e felice

Ne sei proprio convinto? Io non sarei così sicuro! Come spesso accade, l’apparenza può davvero ingannare. Soprattutto quando ci si limita alla superficie, ai preconcetti, agli slogan, alle frasi fatte, senza soffermarsi a riflettere più a fondo.

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E allora grattiamo la vernice di superficie e cerchiamo di per penetrare nella sostanza della cosa.
Sono convinto che lavorare da soli sia molto difficile e farlo bene e con continuità nel tempo richieda una capacità di leadership personale davvero non comune.
Tutto ciò che sembra dare fastidio: sottostare alle direttive di un capo, condividere il lavoro con dei colleghi, seguire procedure e metodi di lavoro… insomma fare parte di un sistema con obblighi, responsabilità, tempistiche ed orari da rispettare, forse in fin dei conti semplifica almeno in parte la vita lavorativa e professionale. In che senso? Nel senso che avere un capo che ti dice cosa fare, magari che talvolta ti impone di svolgere attività che non ti piacciono o comprendi, forse scontroso, o burbero; lavorare gomito a gomito sempre con le stesse persone, con le quali può essere che tu non abbia molto da condividere, con i quali accordarsi per ferie, permessi, ponti straordinari, talvolta subendo, ecc.
Ebbene si, tutto questo può avere dei risvolti positivi, quando ti permette di occuparti del tuo “pezzo” senza doverti preoccupare dell’insieme, o del domani; sapendo che dopo una scadenza puoi rifiatare, godendoti un po’ di serena trascuratezza.
Ancora: puoi sentirti libero di delegare ad eventuali collaboratori le attività o le fasi di lavoro che meno ti gratificano, ponendo la tua attenzione a quelle che ritieni essere le tue priorità.
Avere dei binari da seguire, insomma, da un lato lega, ma sono convinto, per esperienza diretta, che il più delle volte semplifichi la vita quotidiana ed aiuti non poco ad essere produttivi ed efficienti.

Quando invece sei da solo e soprattutto se non devi seguire un copione scritto da altri che disciplina il tuo quotidiano, ma te lo devi/puoi scrivere giorno dopo giorno, beh, allora davvero ti devi dotare di una forza di volontà, di una determinazione e di una perseveranza piuttosto fuori dal comune.
Avere una pagina bianca da scrivere, non dico ogni giorno, ma piuttosto frequentemente si rivela entusiasmante quando si è ispirati, ma può essere piuttosto angosciante quando il foglio si ostina a rimanere bianco, e la penna sembra non volerne sapere di produrre nulla di soddisfacente.
E in questi casi l’essere da solo può portare a non comprendere l’urgenza di doversi dare una mossa, perché in fondo sei solo tu con te stesso ed il rischio autoindulgenza è sempre in agguato dietro l’angolo, con tutto ciò che questo comporta in termini di inefficienza ed insoddisfazione.

Quindi se sei da solo che cosa tu serve? Senza dubbio una gran dose di leadership personale, che ti aiuti a dare concretezza al talento ed alla passione, ma che ti sostenga anche quando questi due latitano, e purtroppo succede, mettendo in campo il senso di responsabilità, la grinta e la determinazione che contribuiscono a limitare l’eccesso di alti e bassi e riescano a dare continuità all’operato e, perché no… al fatturato!

Chiaramente in periodi complessi come gli ultimi anni, quando la pressione cresce e l’inventiva è messa a dura prova, quando la serenità rischia di vacillare e questo compromette lo scoccare della scintilla vincente, quando non puoi permetterti di somatizzare le difficoltà perché è tuo preciso dovere essere un punto di riferimento affidabile e rimanere assolutamente credibile nei confronti del cliente (che si aspetta esattamente questo) e della tua rete.
Già, la rete, il vero amplificatore del talento e/o della determinazione. Perché senza rete, network, esisti solo per te stesso e spesso, o sempre, non é affatto sufficiente.

Scopri dunque che se sei solo le inerzie positive sono quasi inesistenti, mentre quelle negative riescono ad amplificarsi, facendoti sprofondare come un’ancora pesante ed affilata; e allora è meglio per te evitarle. E allora rieccola, la capacità di leadership personale, che ti può gratificare nell’affrontare e superare gli ostacoli, quasi fosse l’attenzione che metti nello scalare i livelli progressivi di un videogame, sapendo di potercela fare, perché è l^, proprio lì, che ognuno di noi può trovare la più forte delle gratificazioni, la propria esperienza ottimale; lì dove decide di mettersi in gioco per superare i propri limiti attuali, sentendo di potercela fare e volendo provarci.
Un po’ alla volta, con continuità, ogni giorno.

Grazie per la tua attenzione.

Vedi anche l’esperienza ottimale parte prima e parte seconda.

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4 thoughts on “Non sempre è proprio così come sembra

  1. La situazione da te descritta può’ anche essere ideale, ma occorre, per realizzarla un altissimo impegni: saper comandare a se stessi, senza indugio alcuno, ed essere severissimi con se stessi…….una cosa affascinante, ma difficile, buona notte

  2. Concordo con te: lavorare da soli non è gratificante!!!!! Anche perché non puoi pretendere di tenere tutto sulle tue spalle e finisce, anche, che non hai più una tua vita privata, anche se cerchi in ogni modo di “organizzare” al meglio il tuo lavoro. Parlo per esperienza. I miei primi anni sono stati da “solista” ma non vorrei tornare indietro e non lo consiglio. Ora siamo un gruppo abbastanza ben organizzato (tutto è migliorabile) e non avrei problemi se per un periodo dovessi essere lontana dall’ufficio: le mie collaboratrici (siamo tutte donne perché sono pochi i maschi pazienti per questo mestiere!) sono fidate e posso veramente contare su di loro!
    Saluti e buon lavoro!

  3. Quanto ho letto corrisponde perfettamente a ciò che quotidianamente molti di noi vivono.
    Chi ha la stoffa da leader ha solo una strada possibile:lavorare in scuadra, stimolare, far crescere e gratificare chi ne fa parte.
    Chi ritiene di bastare a se stesso forse non capisce che se due persone hanno 1 idea e non la condividono ognuno di loro rimane con 1idea, se invece la condividono, ognuno di loro avrà 2 idee.
    Nella mia vita ho scalato diverse vette e tutte le volte avevo al mio fianco persone diaciamo “belle” e persone diciamo “brutte”, tutte sono state fondamentali al superamento della vetta e sai perché?
    Perché quelle “belle” mi hanno supportato, aiutato e insegnato, quelle”brutte” hanno avuto un ruolo fondamentale nel processo di crescita della mia autostima.
    Buona giornata.

    Francesca

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