Quel famoso “terzo tempo”

Ma quanti sono i tempi del lavoro?

Credo che molte persone che operano in proprio, o che comunque godono di un buon livello di autonomia organizzativa nella gestione della propria attività, si trovino a fare i conti con due “tipi” di tempo:

  • quello in cui “non ho tempo di occuparmi di nulla che non sia tener dietro alle scadenze”
  • e quello in cui si avrebbe anche tempo, ma per vari motivi (rilassamento post-superlavoro, abitudine, pigrizia mentale, incompetenza, ecc.), non sia affronta un serio programma di miglioramento che metta in condizione di affrontare con maggiore serenità la successiva “sfuriata” di lavoro.
  • Ecco, oggi voglio parlare della necessità, oltreché dell’utilità, di trovare lo spazio, mentale e temporale, per un terzo tempo.

    Perché occorre il terzo tempo? Perché il primo ed il secondo sono quelli dell’insoddisfazione, dell’usura professionale e lavorativa, dell’entropia organizzativa, ovvero di tutta una serie di micro e macro situazione che nel medio/lungo periodo sfiancano il professionista e l’imprenditore, gli tolgono una buona fetta di remunerazione dell’impegno e del capitale investito e nuocciono gravemente al benessere dell’ambiente di lavoro.

    Il terzo tempo è quello dedicato a pensare, decidere, fare e far fare le cose importanti, che qui nel nostro discorso vogliamo distinguere nettamente da quelle urgenti, dalle scadenze, da tutti quei piccoli problemi, in gran parte evitabili, che contribuiscono ad avvelenare gradualmente, ma inesorabilmente, il nostro quotidiano.

    Terzo tempo, gioie e dolori… il terzo tempo va conquistato al lavoro e spesso a se stessi, riuscendo un po’ alla volta a cambiare il modo in cui viene gestito il tempo.
    Facciamoci caso un momento: se ti chiedo di aprire la tua agenda e di scorrere ciò che hai scritto per la prossima settimana, sono certo che vi troverai scadenze, appuntamenti, promemoria su cose da fare… URGENZE, insomma.

    Prova ora a sfogliare indietro e avanti le pagine (o le schermate) dell’agenda: fermati quando trovi un’annotazione che faccia riferimento a qualcosa che, se attuato, possa davvero migliorare in futuro la tua vita professionale e lavorativa.

    Cosa hai trovato? (Oppure, hai trovato qualcosa?)

  • Se hai trovato qualcosa, innanzi tutto mi complimento con te, davvero. Mi (e ti) auguro che tu abbia dato davvero corso a quegli impegni che hai assunto con te stesso.
  • Se invece non hai trovato nulla (e se al momento non sei soddisfatto della tua realtà professionale e lavorativa), come pensi (speri) che le cose possano migliorare in futuro?
  • Io penso che sia conveniente riuscire a trovare questo terzo tempo e a farlo fruttare al meglio. A cominciare dal renderlo “visibile” mettendolo in agenda e cercando, sempre, di mettere in pratica le belle parole scritte sulla carta (o sul video) del calendario.

    Grazie per l’attenzione!

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    2 thoughts on “Quel famoso “terzo tempo”

    1. Il “terzo tempo” me lo trovo sempre la sera, con l’uncinetto, prima di andare a dormire! Per il resto io sono sempre un po’arrabbiata per tutte le porcherie che ci combinano e ci comminano da Roma e dintorni, per le corse veloci per portare a termine al meglio possibile il tutto ecc. Ma mi metto in pace con me stessa quando vedo il sorriso accattivante dei miei tre nipotini che tendono le braccia! Se sappiamo organizzarci un po’ (anche con i tuoi preziosi consigli) riusciamo a portare a termine tutti gli impegni e possiamo avere anche altri spazi per i nostri “terzi tempi”! Saluti a tutti! Alda

    2. Gentile Andrea,

      vorrei condividere con Te che sono rimasta molto colpita.

      Questo perché in occasione dei corsi cui ho partecipato anni fa già ci avevi parlato di quest’aspetto, della sua importanza, della visione futura dell’imprenditore/professionista. Il concetto mi è sempre rimasto in mente tuttavia, e sottolineo purtroppo realizzo che nella mia agenda non c’è altro che l’appunto delle scadenze!

      Mi sento come sempre di ringraziarti perché i Tuoi pensieri sono ogni volta assolutamente illuminanti.

      Cari saluti.

      Tiziana

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