Ci vuole calma (oltre che preparazione)

Ciao, più corri e più sbagli. Sembra ovvio, ma spesso cadiamo nel tranello di confondere velocità con fretta. E la fretta umilia la nostra preparazione, poiché quest’ultima, per darci modo di metterla a frutto con completezza, richiede il tempo e la calma mentale per essere richiamata, vagliata e per permetterle di aiutarci a scegliere la soluzione migliore, dato il contesto su cui stiamo operando. E questo è tanto più vero quanto più abbiamo a che fare con situazioni composite e complesse. Quello che meno serve in questi casi è cominciare a sentirsi sempre più insicuri, perché, da quando si è sbagliato per fretta alcune volte, poi risulta difficile fidarsi di se stessi come prima. Cosa fare: interrompere quanto prima la spirale avviata, prima che le permettiamo di minare nel profondo la nostra autostima e la convinzione delle nostre potenzialità Come:

  • imponendoci un metodo di lavoro che escluda la fretta, anche attraverso l’utilizzo dell’errore, per quanto doloroso, come strumento per migliorare;
  • creando le condizioni affinché possiamo delegare una parte dell’attività a collaboratori della cui competenza siamo certi;
  • creando dei meccanismi di verifica delle procedure messe in atto, che ci aiutino a non sbagliare e a scoprire gli eventuali errori, prima di chiudere la pratica. meglio se sono messi in atto da chi non ha svolto direttamente il lavoro.
  • Grazie per la tua attenzione.

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