La parola ai fatti!

Ho seguito più di un corso di Andrea Pozzatti,  ma lo ammetto, soprattutto di primo impatto i consigli, che in realtà sono lucide considerazioni di una persona esperta, li vedevo difficilmente applicabili alla mia realtà.

Uno dei temi che maggiormente mi ha fatto riflettere è stato  ” l’importanza dare un valore a se stessi, capire dove e come posizionarsi nel mercato”. Effettivamente se non siamo noi i primi in grado di darci un valore come possiamo pretendere che lo facciano gli altri?

Quando ho aperto lo studio nel 2011, mi sono posta come obiettivo principale quello di curare il servizio, la Consulenza, dando molta importanza all’aspetto formativo, anche in settori trasversali e non legati alla unicamente alla Consulenza del Lavoro ” classica” , evitando di cadere nella politica di prezzo, che in questo momento potrebbe sembrare quasi una strada obbligata. Pur dubbiosa, ho proseguito, in questi quasi 5 anni dall’apertura del mio studio, convinta della mia scelta. Ovviamente è una strada più lenta. Il passaparola del prezzo è più rapido di quello della qualità, e momenti di dubbio e sconforto ne ho avuti.

Vengo contattata da un’azienda molto grande, inizialmente per alcune consulenze specifiche e molto complesse, chiedendomi poi di di poterli affiancare in maniera stabile e costante integrando alla Consulenza anche la gestione amministrativa delle paghe e contributi.

Immediatamente il mio preventivo viene messo a confronto con quello di altri studi storici della zona. All’appuntamento  mi viene chiesto se ci fosse margine di rivedere l’importo  poiché gli altri studi contattati avevano presentato preventivi molto più bassi del mio, facendomi inoltre capire che essendo io giovane, forse si aspettavano che pur di lavorare, mi sarei adattata.

A quel punto ho spiegato che per poter garantire uno standard di consulenza richiesta è necessario investire su di se e sul personale di studio ed anche fare alcune scelte, tra le quali quella di dedicarsi ad alcuni clienti selezionati garantendo agli stessi la giusta attenzione alla consulenza, alla strategia di impresa, all’organizzazione e non solo all’amministrazione del personale. Ho precisato che il mio è uno studio Consulenza del lavoro, non un ” bustificio” e che una corretta gestione delle paghe esige preparazione e professionalità. Ho pertanto rimesso la scelta al cliente, chiedendogli di valutare quale fosse il tipo e livello di servizio più adatto alle sue esigenze.

Stanca e forse amareggiata dalla trattativa rientro in studio; soddisfatta di essere stata coerente, ma con la sensazione di aver perso l’opportunità di poter gestire un’azienda importante.

Qualche giorno dopo vengo ricontattata e con sorpresa mi viene comunicata l’accettazione del mio preventivo, con la motivazione di essere stata l’unica a non aver trattato il prezzo, ma di aver con passione spiegato le ragioni degli importi ed anche di aver offerto servizi di consulenza aggiuntivi che non avevano considerato come complemento del l’elaborazione delle paghe.

A questo punto posso solo dire :  “aveva ragione lui!”

A presto!

L.

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