Vuoi perdere una scommessa?

Conosco un modo piuttosto sicuro per perdere una scommessa, in ambito lavorativo.

Perché sono così sicuro?

Purtroppo, perché la maggior parte delle volte (anzi praticamente sempre), insomma ogniqualvolta abbia chiesto ad un imprenditore o ad un professionista se nel suo budget avesse previsto delle risorse per la formazione non obbligatoria, mi sono sentito rispondere: NO!

(E io invece a pensare [a sperare] che una così bella azienda (studio) puntasse decisamente sulla valorizzazione del proprio capitale umano…..)

Eppure, spesso, per non dire sempre, imprenditori e professionisti mi “spiegano” – anzi lamentano – che il personale non si comporta come dovrebbe (cioè come loro vorrebbero) e che non si rende conto di quali siano le loro effettive attese, né di cosa serva realmente l’azienda.

Mi sembra chiaro, come ci sia una sorta di rottura tra le attese (peraltro generalmente implicite e mai dichiarate) e la realtà,

Infatti, molti dipendenti non vengono realmente messi in condizione di lavorare al meglio, perché non viene curata la loro formazione di base: mi riferisco al metodo operativi, ai reali confini delle posizioni organizzative loro affidate, alle modalità con le quali attuare quotidianamente il proprio stare e lavorare in quell’organizzazione.

Sembra impossibile (davvero!), ma ancora oggi, in un contesto sempre più complesso e spesso contraddittorio, questi fattori così importanti per il successo delle aziende e per il benessere delle persone, vengono dati per scontati (ma come!!).

Destinare volontariamente un budget per la formazione non obbligatoria, significa avere un progetto sull’azienda e sulle persone e renderlo concreto attraverso delle risorse, che anno dopo anno, contribuiscono a far evolvere l’impresa e a dare valore al capitale umano, che la anima.

Si tratta di un processo di medio-lungo periodo, che se condotto con metodo, attenzione, un po’ di coraggio e di fiducia nelle persone, può contribuire non poco al raggiungimento degli obiettivi dell’imprenditore; in sostanza aiuta ad innescare una spirale positiva, che costruisce futuro e genera attese reciproche.

L’alternativa?

Procedere come sempre, malgrado tutto e contro ogni logica, occupandosi soltanto della formazione definita da norme, leggi e decreti, dando per scontato che tutto il resto dello sviluppo e della crescita possa avvenire in modo automatico, privo di una regia consapevole e senza un investimento responsabilizzante e finalizzato.

E così aumentano i vincoli – invisibilmente di giorno in giorno – ed il titolare si ritrova come la rana bollita….

Ecco perché, ahimè, sono certo di perdere la scommessa!

Ma quanto costa all’azienda (o allo studio) vincere questa scommessa?

Provo a fare un elenco, di certo incompleto:

  • assetto organizzativo incerto, con sovrapposizioni, vuoti e in generale scarsa chiarezza
  • forte limitazione della possibilità di delegare in modo sereno e certo
  • performance non soddisfacenti o comunque decisamente migliorabili
  • rammarico e insofferenza progressivamente montante del titolare
  • insoddisfazione del personale
  • soddisfazione del cliente migliorabile, con conseguente aumento dell’infedeltà
  • clima di lavoro poco gradevole e scadimento delle relazioni interpersonali
  • turnover elevato, con consti economici ed emotivi rilevanti
  • l’imprenditore si vincola sempre di più
  • ….

Puoi approfondire qui:

Rivolto agli imprenditori!

Dedicato ai professionisti! 

Grazie per la tua attenzione!

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