Efficienza ed efficacia vanno d’accordo fra loro?

(Solo) Apparentemente, sembra che l’efficienza richieda di essere tempestivi e veloci (quasi sbrigativi), a scapito della qualità del risultato, che invece necessita di calma, ponderazione, serenità (forse anche di un certo distacco).

Ti assicuro che non è così, Anzi.

E adesso ti illustro il perché.

L’efficienza assicura l’assoluta sobrietà dei movimenti e la perfetta ottimizzazione dei metodi; solo in questo modo infatti, può essere ottenuto il miglior risultato con il minimo consumo di risorse.

Grazie all’efficienza, nessun movimento superfluo, nessuno sforzo viene compiuto invano, tutto viene finalizzato ad ottenere il risultato. È proprio questo il motivo; per il fatto che non vi sono dispersioni di alcuna natura, l’energia si concentra sul risultato, cioè sulla qualità dell’output del processo in atto.

Ecco dunque che la produttività, l’efficienza, sono indispensabili per ottenere un risultato di alto livello. Di più; mi spingo a dire che senza di esse il risultato potrà solo essere mediocre.

Tutti coloro che pensano di poter utilizzare impunemente tempo e risorse, non si accorgono, che così facendo distraggono energie preziose, le quali altrimenti andrebbero focalizzate verso il raggiungimento del vero obiettivo della loro fatica.

Alla base dell’efficienza c’è il metodo, la conoscenza profonda del processo permette di riflettere passo dopo passo sul proprio metodo di lavoro, fino ad arrivare ad un insieme organico ed armonico di azioni, capaci di interpretare e di collegare le diverse fasi che costituiscono il processo da svolgere.

Immaginiamo un golfista capace ed allenato; la sua azione durante lo swing si compone di un mix ponderato di forza, precisione ed armonia.

Ogni golfista sa molto bene che il movimento si articola in fasi distinte, ognuna delle quali deve essere interpretata a sé stante, con un proprio criterio.

In questo modo, durante l’allenamento, egli le mette a fuoco una per una, si esercita per eseguirle alla perfezione, valorizzando le peculiarità che gli possono consentire di trarre il massimo (di risultato e soddisfazione) da ognuna di esse, facendo cantare la mazza nell’impatto con la palla.

Otterrà il miglior risultato solo quando saprà concentrare tutte l’energia di cui dispone, creando un insieme armonico, bello a vedersi, privo di sbavature, che gli permetta di affrontare e svolgere metodicamente e con continuità ogni swing sul campo da golf.

Il golfista potrà dirsi soddisfatto, quando sarà in grado realmente di dosare ogni suo movimento, risparmiando le forze, le energie emotive e la concentrazione, in modo da poter ripetere con efficacia quel movimento, solo apparentemente semplice per ogni tiro che si troverà a compiere, nelle diverse situazioni che incontrerà durante le 18 buche.

Il golfista sarà realmente in grado di produrre il meglio del proprio repertorio e in modo costante, cioè limitando il più possibile di ottenere risultati poco soddisfacenti, soltanto quando il movimento uscirà in modo naturale, semplice ed armonico dalla sua mente e dal suo corpo.

E questo esempio lo possiamo estendere a tante altre attività umane.

Sono convinto che solo attraverso un lavoro preciso e puntuale sul metodo di lavoro possa aver origine la qualità e, successivamente, l’eccellenza.

La ridondanza può aiutare nella fase iniziale di maturazione dell’esperienza, ma poi finisce con stancare e perdere la propria valenza positiva.

Così pure talento e passione da soli non bastano; neppure la competenza è sufficiente. Atteggiamento, continuità, cura del particolare, capacità di non accontentarsi e di assumere la piena responsabilità, costituiscono elementi imprescindibili del binomio efficienza/qualità, cioè di risultati positivi e soddisfacenti.

Questo significa essere attenti e aperti al miglioramento, saper cogliere il germoglio di verità insito nell’errore e farlo crescere, senza soffocarlo tra alibi e scuse. Solo dal lavoro costante nel togliere ciò che non serve, può nascere la bellezza della semplicità e l’armonia del gesto essenziale, con un risparmio di energie da investire nella qualità del proprio lavoro, dopo aver eliminato la massima parte di lavoro inutile all’obbiettivo da raggiungere ed al benessere di chi opera.

Per raggiungere questi traguardi, l’imprenditore (e il professionista) deve soprattutto liberarsi dai vincoli che ne trattengono l’iniziativa e bloccano crescita e sviluppo. Solo così potrà dedicarsi pienamente a costruire le condizioni per far coesistere produttività e qualità.

In sostanza, non vedo qualità senza efficienza e viceversa; è quindi essenziale saper pensare ad entrambe, con armonia e semplicità, ma senza scendere a compromessi o cercare scorciatoie poco produttive.

Grazie per la tua attenzione!

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