Onda, su onda…

Ho imparato, ormai da tempo, a non domandarmi con troppa insistenza cosa accadrà domani. Imbastisco il mio futuro prossimo, ma non lo cucio del tutto, tanto ormai so bene che molti punti salterebbero; o addirittura li dovrei scucire io stesso.

Soprattutto per quanto non è direttamente dipendente da me, ho capito (o meglio, mi sto definitivamente convincendo) che non potrò mai padroneggiare realmente l’onda che si dirige verso di me, talvolta anche a mia insaputa.

Si sa bene che, nell’acqua, irrigidirsi non paga; si va a fondo come pietre. In un attimo.

Ma è anche vero, che non è facile rimanere sciolti, quando si è presi alla sprovvista e non si sa che pesci pigliare.

Però non ha neanche senso, almeno per me, assumere un approccio fatalista rispetto al domani; non credo proprio di esserne capace.

Quindi?

Quindi ho deciso di lavorare sulla qualità della mia reazione all’imprevisto, nella consapevolezza, che da essa dipende quello che farò e come mi sentirò. E sono questi due aspetti importanti, che concorrono a connotare la qualità della mia vita, delle mie esperienze e delle relazioni quotidiane.

Non so cosa mi accadrà, ma so come reagirò; o meglio, soprattutto sono conscio di come NON voglio reagire.

Ormai mi conosco; so bene che non so rimanere imperturbabile. Anzi! Ma ho deciso, che mi lascerò andare allo sconforto, al nervosismo, all’ansia, quel tanto che basta, per cercare nel contempo se non una risposta, almeno una via da percorrere, una porta da aprire, una persona da contattare.

Vero, corro il rischio della ridondanza, ma la preferisco all’immobilità paralizzata del rimanere vittima, seppur consapevole, degli eventi.

Ho imparato ad accettare quel momento di smarrimento, ma anche a non viverlo passivamente, scivolando in sua balìa. Quanto piuttosto ad utilizzarlo come immediata valvola di sfogo dell’eccesso di tensione, che influisce negativamente sulla capacità di leggere il contesto e di assumere le decisioni conseguenti.

Insomma; mi lascio sopraffare, ma per un tempo limitato, mentre una parte della mia mente già si attiva verso la ricerca di una soluzione; o quantomeno di una via, un contatto, un supporto.

Non sempre è stato facile; neppure ora lo è.

Reagire in modo efficace è una competenza, importante.

Ogni volta che riesco a metterla in pratica la rafforzo e questa convinzione rafforza anche me.

Forza!

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