La bravura del consulente

Di una cosa sono convinto, proprio convinto.

Un buon consulente non deve “limitarsi” a svolgere il proprio lavoro, chiaramente al meglio, ma deve anche riuscire, per quanto di sua competenza, a garantire al cliente la massima serenità possibile.

Senza minimizzare le situazioni o i problemi, chiaramente, ma riuscendo a mantenersi sempre concreto, oggettivo e positivo.

Ecco, qui sta il nocciolo della capacità di affiancare il cliente, liberandolo dalle preoccupazioni non necessarie e aiutandolo invece a concentrarsi sulla propria vita professionale e personale.

Questo perché un consulente serve in quanto risolve; non per informare, illustrare, mettere in guardia. Per questo (spesso) c’è già il web.

Non amo chi invece lancia il sasso, ritirando poi la mano e lasciando il cliente a dover decidere da solo; chi si lancia in iperboli, citando casi tanto particolari (e generalmente nefasti) che difficilmente si realizzeranno; chi si esprime usando un codice per “soli adepti”, che di fatto esclude il cliente da una reale e piena comprensione di quanto gli viene “spiegato”.

Competenza, senso di responsabilità e rapporto umano schietto e diretto; questo, insomma, è lecito attendersi da un bravo consulente.

Grazie per l’attenzione!

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