2. Anche oggi al lavoro

Il secondo articolo della serie affronta il tema dell’approccio al lavoro in questo contesto eccezionale.

SITUAZIONE A – AL LAVORO IN UFFICIO

Immagino il tuo stato d’animo; hai percorso strade deserte, magari ti hanno pure fermato per chiederti cosa ci facessi in giro…

Non hai potuto bere il caffè al solito bar, né scambiare due parole con nessuno, come facevi sino a qualche giorno fa; quelle battute solo apparentemente insignificanti, che aiutano ad avviare la giornata!

Sei entrato nel tuo ufficio, dopo aver dato un’ennesima occhiata al cartello posto sulla porta d’ingresso, con le indicazioni di sicurezza per affrontare l’emergenza. Hai impugnato la maniglia con un po’ di titubanza, sul bordo estremo, domandandoti se fosse una possibile fonte di pericolo…

Hai salutato i pochi collaboratori presenti (gli altri li contatterai poi via Skype), restando a distanza di sicurezza e loro ti hanno risposto, da sotto le mascherine; non sei certo sorridessero. Al loro fianco, sui tavoli, i flaconi del disinfettante…

Immagino comunque tu non abbia dimenticato un sorriso ed una nota di positività; anche se non ti viene proprio spontanea, sai che mantenere un po’ di serenità e stemperare il clima è davvero importante! Il posto di lavoro può così diventare un porto sicuro e non è poco, visto il periodo. L’umanità prima di tutto.

Poi sei entrato nel tuo ufficio; anche qui l’odore è diverso dal solito; la scrivania è libera (non accade mai!), visto che la sanifichi due volte al giorno.

Accendi il computer e apri le email, non sapendo bene nemmeno tu cosa ti puoi aspettare. Ma sai che non è il caso di fermarti, né per te né per chi ti sta dando fiducia, in questi giorni particolari.

E’ importante cercare per quanto possibile, di ricondurre ad una qualche normalità questa situazione particolare, in modo da trovare dei riferimenti rassicuranti per sé ed i collaboratori, che aiutino a ricreare un contesto nel quale riuscire ad essere sufficientemente sereni e concentrati.

La prima cosa da fare è sicuramente prendersi cura della salute, prevenire ogni possibile rischio che si possa verificare in azienda o nello studio; prendersi cura di sé è il primo primo passo per garantire ai clienti di rimanere in grado di offrire prodotti e servizi. E allora questa è la frontiera indispensabile, nella consapevolezza che se salta questa diga, tutto il resto è inutile.

Il secondo passo riguarda il programma di lavoro. Già, cosa è possibile fare in questi giorni, con i limiti oggettivi che incontrate tu e il personale? Questa è una priorità: concentrarsi su traguardi raggiungibili, anche se significa modificare i programmi esistenti. Ad esempio, cosa fare per gestire la situazione di emergenza rispetto a clienti e fornitori, che comunicazioni inviare e come raggiungere interlocutori a loro volta in situazioni particolari, magari a casa, ecc.

Rimane anche il grande bacino delle attività lasciate da parte per “quando ci sarà tempo”; anch’esse un bacino a cui attingere! E non dimenticare di pensare al futuro; oggi non è facile immaginare cosa accadrà, ma di sicuro sarà importante farsi trovare preparati, nello spirito e… non solo.

Il metodo di lavoro abituale indubbiamente va rivisto; i dialoghi frequenti, il lavoro a coppie, le riunioni e i momenti di condivisione, la pausa caffè sociale… tutta questa importante componente del quotidiano lavorativo va riletta con grande cura, per evitare di contravvenire alle disposizioni di sicurezza (ed al buon senso).

Ne consegue un aumento del lavoro in autonomia, con maggiore concentrazione individuale un po’ per tutti e tempi prolungati di “isolamento” complice anche il telefono che squilla meno. Una situazione nuova, all’interno della quale cercare il proprio equilibrio ed aiutare i dipendenti, soprattutto i giovani e meno esperti, ad aggiornare il proprio modo di lavorare.

SITUAZIONE B – A CASA… AL LAVORO

Eh già, quante volte hai sognato di poter stare un po’ più a casa, invece che doverti alzare per andare al lavoro? Poter stare in pigiama o tuta e prendertela comoda?

E ora ti trovi proprio in questa situazione, ma non sono sicuro che ci stia proprio a tuo agio, soprattutto se sei preoccupato per il lavoro o, comunque, devi riuscire a farlo andare avanti, malgrado la difficoltà della situazione.

Immagino anche che sarai alle prese con nuovi tempi e ritmi dettati dalla convivenza familiare… un sacco di novità impreviste, insomma!

Anche stando a casa a lavorare, è importante cercare per quanto possibile, di ricercare una normalità di fondo, per riuscire ad essere sufficientemente sereni e concentrati per lavorare. Può essere semplice oppure no, ma ci dobbiamo riuscire.

Il primo punto è: hai un posto ben definito per lavorare? In caso negativo, pensi di poterlo allestire in breve tempo? Un “posto stabile” può diventare un piccolo porto sicuro e non è poco, visto il periodo. Se ti è possibile, organizza il tuo posto e mettici le cose che più ti piacciono e sai che ti aiutano a lavorare: il portatile o il tablet, un notes su cui prendere appunti e fermare i pensieri man mano che arrivano, la tua agenda.

Fa’ in modo di poterti sedere con almeno un po’ di tranquillità e confort, per creare le condizioni minime per poterti concentrare e riconquistare una tranquillità lavorativa di base. So bene che forse non potrai chiudere davvero la porta, come fai in ufficio quando ti vuoi concentrare; magari non hai con te neppure la stampante e devi leggere tutto a video, cosa che non ti piace…

Ecco, la differenza la fa il “sistema ufficio” che hai a disposizione attorno a te; forse ci hai pensato per tempo, forse sei stato colto di sprovvista… certo che avere uno smart office con sé e non solo un office, può fare la differenza. Una buona occasione per iniziare a cucirti una soluzione calibrata sulle tue esigenze e (perché no?) sui tuoi gusti personali.

Solo da te dipende la capacità di interpretare un nuovo “personaggio”, quello del lavoratore casalingo: cosa puoi fare per assumere quei panni? Non ho un consiglio univoco, ma ti invito a fare in modo di sentirti il più possibile a tuo agio, quando ti siedi alla tua nuova “scrivania”. C’è chi non si sente “a posto” se rimane in pigiama o in tuta, chi invece ci sta benone. Qualcuno non immagina di poter lavorare in divano, altri sono a loro agio in terrazzo, complice la primavera che incalza. Insomma: ti conosci bene e sai cosa ti è necessario; non aspettare a metterlo in atto.

Può essere che la famiglia ti aiuti in tutto questo, oppure ti “ostacoli” (anche loro vivono una situazione assolutamente inimmaginabile sino a poche settimane prima!); non fa nulla, assieme ci riusciremo e potrai trovare grandi soddisfazioni.

Anche per te un notes vicino, per segnare idee, spunti, considerazioni. In mancanza, il memo vocale del telefono può essere un ottimo alleato.

Bene, per ora ci fermiamo qui.

A domani e Forza!

1 comment

  1. Praticamente hai descritto esattamente la mia situazione … sto lavorando da casa, alla ricerca di una nuova modalità di organizzazione e con l’obiettivo di rimanere in contatto con i clienti e dar loro assistenza. Tuttavia sono sorpreso dalla difficoltà che trovo nel pianificare le attività. Avrei pensato che, da solo, senza collaboratori, sarebbe stato più semplice. Invece ora i “sabotatori” me li sto creando da solo, rincorrendo le notizie che arrivano per mail, whatsApp ecc. Grazie Andrea per questo nuovo appuntamento!

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