4. Ma dove siete?

Figli degli anni del benessere, ultimamente un po’ acciaccato, ma comunque benessere, non eravamo abituati ad aver a che fare con la scarsità.

Semmai il contrario! Abbondanza in tutto e grande disponibilità non solo di beni primari, ma anche di molti oggetti e servizi più che superflui.

Da qualche settimana invece, siamo a fare i conti con uno scenario nuovo, inatteso; tempi e spazi di movimento contingentati, impossibilità di accedere ai luoghi di socialità ed incontro, drastica riduzione delle relazioni di lavoro…

Si guarda il frigorifero in modo diverso; non si è più abituati all’idea che riempirlo di nuovo, l’indomani, potrebbe non essere semplice e agevole come il solito.

Il rischio strisciante di sentirsi fuori contesto è dietro l’angolo… del corridoio!

Negli articoli precedenti, abbiamo preso in considerazione alcuni degli elementi fondamentali, che compongono l’ecosistema lavorativo; l’ambiente, lo stato d’animo di approccio all’emergenza, la gestione del tempo.

Oggi proseguiamo il discorso affrontando un’altra componente importante, che costituisce un tassello imprescindibile e che oggi si scontra col problema della scarsità.

Ma dove siete?

Sto parlando della tua rete di relazioni professionali, quella che hai costruito nel tempo e che si rivela tanto importante in termini sociali, commerciali, organizzativi ed operativi.

Di punto in bianco, non puoi vedere più nessuno o comunque lo puoi fare solo con limiti strettissimi ed in contesti poco allettanti: distanza, mascherina, guanti in lattice; oppure video chiamate e conference call. Ma il calore umano, il senso di relazione, la condivisione, la complicità, che fine fanno?

Anche questo è uno dei volti della scarsità, che siamo chiamati ad affrontare e per il quale dobbiamo riuscire ad individuare una chiave di lettura nuova, diversa da quelle a cui siamo abituati.

Tutto questo aiuta a comprendere meglio il valore delle relazioni di lavoro; fermati un momento proprio su questo punto.

  • Il primo aspetto è legato all’utilità diretta che ne trai; esatto, quelle persone ti servono per il tuo lavoro. Dipendenti, clienti, fornitori, colleghi, collaboratori, consulenti, ecc. Hai costruito una rosa di interlocutori validi, selezionati nel tempo, che dipendono da te e viceversa, una ragnatela che funziona tanto meglio, quanto più la coltivi con cura ed attenzione, sapendo che puoi ricevere solo in quanto dai e che i rapporti a senso unico durano molto poco. Immagina quanto la tua rete possa aiutarti, anche in questi giorni in cui malgrado tutto devi compiere scelte, assumere decisioni. Poter contare su persone affidabili e disponibili ti semplifica e migliora la vita.
  • il secondo punto di vista fa sempre riferimento ad una forma di utilità, però indiretta; tutte queste persone formano il tuo mondo, offrono dei feedback rispetto alle azioni che metti in atto, ti aiutano ad avere coscienza della tua autorevolezza e dell’efficacia concreta della tua leadership. Senza di loro, rischieresti per diventare autoreferenziale e finire su un binario morto, isolato. Un aiuto non da poco, a pensarci bene!
  • il terzo è molto attuale: curare i rapporti con persone in gamba ti può aiutare assolutamente a mantenerti centrato, anche in questo momento difficile, forse anche a scoprire chiavi di lettura diverse e più utili delle tue, attraverso il dialogo ed il confronto, a gestire ansie e paure, ad immaginare la ripartenza.
  • quarto e ultimo punto: le relazioni sono importanti (e lo è la loro qualità!), perché alle persone piace molto essere considerati e sentirsi ascoltati. E quindi anche e soprattutto in questi giorni, cura tutte le relazioni importanti del tuo lavoro, anche con un semplice “Ciao, come stai?“. Tu non lo sai, ma chi sta dall’altro capo del filo potrebbe averne davvero bisogno.

La qualità delle tue relazioni viaggia anche in sintonia al modello di smart office di cui ti sei dotato e che hai reso disponibile ai tuoi dipendenti.

Anche la miglior soluzione, certo non può sostituire le interazioni dirette, ma consente assolutamente di gestire egregiamente la maggior parte delle situazioni. Ecco dunque l’occasione per migliorare ed aggiornare, se necessario, la rete neurale su cui poggia il tuo network professionale.

La quantità di informazione di qualità a cui puoi accedere, la selezione delle fonti, la velocità di risposta in entrata ed in uscita fanno la differenza e la faranno sempre di più!

Ci vediamo domani, con un nuovo articolo.

Grazie e Forza!

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