6. Lo specchio intelligente

Nei momenti particolari, critici, di difficile interpretazione, sfidanti, spiazzanti, è lecito sentirsi straniti.

Abituati da tempo alla protezione di una valida corazza, costituita dalla nostra confort zone, di colpo ci troviamo con i piedi poco saldi e la mente confusa.

L’immagine che mi viene in mente, è quella di Willy il Coyote quando, invece che ritrovarsi il sospirato pennuto tra le grinfie, scopre di essere uscito dal ciglio del burrone e di iniziare a precipitare in un vuoto profondissimo ed inquietante.

Solo che non si tratta di un cartone animato, che azzera ogni danno ad ogni nuovo episodio. A noi è chiesto di interpretare un lungometraggio.

Però, a differenza di Willy, non siamo costretti a precipitare; possiamo vincere l’irresistibile forza di gravità, che sembra volerci attrarre nell’abisso.

Perché abbiamo a disposizione una risorsa più tenace, dentro di noi e nella nostra mente.

A patto che accettiamo di sentirci spiazzati, straniti, insolitamente smarriti. Almeno per un po’.

Proprio questa sensazione costituisce il segnale, che ci invita ad affrontare la sfida che si è parata davanti a noi, facendo ricorso a competenze e strategie nuove, alle quali non avevamo mai pensato sino ad ora.

E’ venuto il momento di prendere un bel respiro e sedersi; prendere un altro respiro e un altro ancora, fin che il battito del cuore non ritorna quasi normale. Abbandonando la tentazione impetuosa di reagire d’impulso.

Guardarsi allo specchio, accedere ai propri meccanismi mentali di risposta alle sfide, che si incontrano nella vita, in modo da evitare comportamenti inconsulti, inefficaci, emotivamente dispendiosi e dunque frustranti, è certamente una scelta logica ed intelligente.

Richiede la capacità di concepire se stessi come un sistema di risorse non rigido e bloccato, ma capace di sfruttare le infinite potenzialità della mente per aggiornare le strategie di risposta al contesto in cui si trova a vivere e lavorare. Senza intestardirsi cocciutamente a sbattere la testa in un angolo, fino a quando non si esaurisca la carica, come uno stupido giocattolo a molla.

Tipiche le frasi:

Questo è il mio carattere (non ci posso fare nulla)!

Si è sempre fatto in questo modo, non vedo perché cambiare!

Mi son fatto da solo e non ho mai avuto bisogno di nessuno!

Non te la prendere, ma anche Willy ha sempre ragionato così; il risultato? zero pennuti acchiappati e un sacco di ossa rotte!

Non mi pare proprio una strategia vincente, non foss’altro per la tua immagine e per l’autostima!

Guardarsi allo specchio con occhi oggettivi non è semplice, ma è molto importante, soprattutto quando si avverte lungo la schiena, il sottile fremito della propria inadeguatezza.

La risposta è nell’utilizzare uno specchio intelligente, competente, capace di ascoltare con attenzione e di offrire risposte adeguate.

Certo che esiste; si è preparato ed esercitato a lungo proprio per questo.

Si chiama psicologo.

Ci vediamo domani e Forza!

PS: sull’argomento puoi leggere anche questi articoli:

https://obiettivoefficacia.com/2009/03/02/cosa-vuol-dire-essere-nel-flusso-1-parte/

https://obiettivoefficacia.com/2009/03/04/cosa-significa-essere-nel-flusso-2-parte/

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