Vuoi evitare di illuderti?

Non mi piace incontrare persone deluse anche se, lo ammetto, una parte del mio lavoro trae origine proprio dalla queste situazioni.

Le delusioni più frequenti sono legate alle persone; a quello che imprenditori, professionisti e manager si attendono e che poi, ahimè, non ritrovano nel quotidiano messo in atto dal proprio personale.

Non so se ti è mai capitato, mi auguro di no, ma davvero colgo sconforto e rabbia nella comunicazione dei miei interlocutori, che non vedono una soluzione di continuità alla situazione fastidiosa e poco produttiva che si è venuta a creare.

Molto spesso non è semplice e talvolta è addirittura impossibile rimediare a questi incidenti di percorso a causa dell’ordinamento giuslavoristico italiano, per via del quale è davvero difficile concludere un rapporto, anche se si rivela decisamente poco utile o addirittura tossico.

Dunque c’é poco da fare; si deve lavorare di prevenzione, ovvero evitare di creare per disattenzione, fretta o incompetenza, situazioni di cui ci si pente amaramente e che rischiano di rivelarsi alquanto costose in termini economici e psicologici.

Ricerca e selezione della persona giusta rappresentano un processo delicato, da affrontare con metodo ed idee chiare, onde evitare di dar vita a criticità poco utili allo sviluppo dell’impresa. Questo aspetto si rivela ancora più importante nelle piccole organizzazioni, nelle quali le posizioni organizzative sono uniche; sbagliare un inserimento significa rallentare o bloccare un ufficio, un reparto o un progetto, rovinare il clima esistente, magari anche allontanare dipendenti in gamba. Perché correre un rischio del genere?

In fondo, la selezione di un buon collaboratore, centrato con le esigenze dell’impresa non è poi tanto difficile, se si tiene conto di queste attenzioni indispensabili:

  • Chiarire bene il profilo ricercato, sulla base di esigenze reali e di una scala di priorità che possa aiutare nella scelta. Ad esempio, vanno definite le competenze fondamentali e le attitudini richieste, ma anche l’età, il range retributivo disponibile e il livello di inquadramento, in coerenza con il restante assetto della struttura. Da non dimenticare la distanza massima tra la residenza ed il lavoro, soprattutto nel caso di imprese situate in territori nei quali è necessario importare competenze specialistiche.
  • Non va neppure trascurata la valutazione della carriera possibile per la posizione ricercata, visto che molti giovani candidati sono interessati più a questo che allo stipendio iniziale. Ma attenzione! Se le promesse poi non vengono mantenute… iniziano i guai!
  • La lettura attenta e ragionata dei CV fornisce molte attenzioni, a patto di volerle trovare e considerare! In quei pochi fogli ci sono scritte molte cose interessanti per valutare correttamente la persona che si intende colloquiare. Vanno però lette con attenzione, evitando scorciatoie, sottovalutazioni ed approssimazioni. E non mi riferisco soltanto alla corretta analisi delle competenze professionali (queste si possono apprendere in un secondo tempo, volendo), quanto ai comportamenti ed agli atteggiamenti che si possono intuire e che andranno verificate in sede di colloquio e, ancor di più, durante il fondamentale periodo di prova.
  • Mi riferisco all’individuazione della presenza di caratteristiche spesso importanti, quali il senso di responsabilità, la voglia di crescere ed evolvere, l’interesse verso l’azienda per la quale si lavora, la capacità di leadership. Credimi, molto di tutto ciò si riesce a comprendere attraverso una lettura attenta, basta averne la capacità e non voler saltare i passaggi fondamentali. Poi, certo, le competenze fondamentali che ti interessano non possono mancare; quelle le trovi scritte, in modo più o meno esplicito. Ecco, mi sento di dirti che se trascuri questo aspetto durante una selezione, vuoi davvero essere superficiale (o masochista)! Una buona analisi dei CV ti permette senz’altro di effettuare una scrematura efficace, risparmiare tempo e concentrare l’attenzione.
  • Il colloquio rappresenta il momento di svolta, la chiave per scegliere davvero per il meglio. Qui potrai comprendere se le valutazioni che hai fatto sul CV vengono confermate e valutare quanto il candidato corrisponde al profilo che hai definito all’inizio della ricerca. Il mio consiglio è di effettuare un primo colloquio in videochiamata, strumento che unisce la produttività con un buon grado di efficacia; in questo modo si risparmiano tempo e spese da entrambe le parti, riducendo il dispendio di energie.
  • Ricorda di ascoltare più che parlare e guida il dialogo in modo da andare a cercare tutti i punti che vuoi chiarire. Ma poni anche attenzione a comprendere come la persona si potrà inserire nella tua organizzazione, con te e con i colleghi; senti un certo feeling che favorirà comunicazione e collaborazione oppure no? Non sottovalutare questo aspetto! Prenditi tutto il tempo necessario e effettua un secondo colloquio in presenza con il candidato prescelto; vedi come si muove negli ambienti di lavoro, se lo ritieni sottoponilo ad una prova pratica, fallo incontrare con chi lavorerà assieme a lui. Soprattutto non aver fretta di chiudere la pratica, mi raccomando; se non ti senti sicuro fatti aiutare da un esperto.
  • Ricorda inoltre che hai un prezioso alleato nel periodo di prova. Ti mette a disposizione il tempo, ma tu sei chiamato a ricordartene e a programmare osservazioni e valutazioni dirette o mediante i tuoi collaboratori. Se le svolgi attraverso i capi intermedi, considera che anche questa attività fa parte della delega che attribuisci loro, in tema di gestione e sviluppo dei sottoposti, nonché di responsabilità verso di te e nei confronti dell’impresa. Purtroppo che succede di solito? Nel contratto d’assunzione viene definito un periodo di prova che poi… puff… si dissolve magicamente nella mente delle parti. Settimane e mesi trascorrono in modo acritico, salvo poi trovarsi col cerino in mano, quando la situazione non risulta soddisfacente e bisogna correre ai ripari. Solo che questo costa parecchio a livello economico ed emozionale. Non ne vale la pena! Meglio davvero programmare con metodo e con l’attenzione che merita anche questo semplice ma importante elemento della gestione del personale.

Ti ho proposto alcune semplici regole per non sprecare tempo e denaro nell’assumere persone che non portano altro che problemi e frizioni; di certo nessuno avverte l’esigenza di complicarsi la vita!

Puoi tenerne conto direttamente o chiedere la collaborazione di un esperto; sarebbe un’investimento e non una spesa!

Grazie per l’attenzione e forza!

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