Facciamoci aiutare dall’organigramma anche durante il passaggio generazionale!

Quando aziende e studi professionali affrontano la lunga transizione da senior a junior, non è sempre chiaro se stiano andando incontro ad una opportunità o a un rischio.

Passano i decenni e le generazioni, ma questo tema resta affascinante e decisamente attuale, vista la notevole presenza di realtà familiari nel tessuto economico italiano delle imprese e degli studi professionali.

Come ogni momento di cambiamento, il passaggio generazionale implica un’evoluzione e dunque necessita di una attenzione diversa e maggiore rispetto a quella concessa alla routine quotidiana. Soprattutto nelle realtà di piccole e medie dimensioni, il cambiamento coinvolge le persone per quanto riguarda i comportamenti organizzativi e gli atteggiamenti relazionali che connotano il loro modo di stare e vivere in azienda. Chiaramente, cambiare non è mai facile, soprattutto se si è nel frattempo “vittime” dell’incalzare di un quotidiano fatto di urgenze, problemi, imprevisti ed errori ricorrenti.

E’ proprio in queste condizioni, che possono risultare davvero complesse e bloccanti, che esce la capacità dell’imprenditore nel porre attenzione al processo di cambiamento, evitando di farsi risucchiare in toto dalle urgenze del quotidiano. Riuscire a volere questo passaggio aiuta non poco a fare decisamente la differenza!

Lo simboleggio attraverso la gestione dell’agenda; fino a quando tutta la concentrazione rimane dedicata soltanto alle urgenze, tutto il resto – in questo caso il processo di evoluzione da una generazione all’altra – rimane abbandonato a se stesso, vittima del caso e subordinato alle dinamiche che piovono sull’azienda, come una variabile assolutamente dipendente da esse. Insomma, bisogna ricavare il tempo per concentrarsi sul cambiamento, anche (perché no?) individuando spazi periodici in agenda.

Solo dedicando attenzione (e tempo!) si potrà cercare di avere le idee chiare su quanto sta accadendo e accadrà e non lasciare che gli eventi evolvano senza un filo logico e coerente che può derivare soltanto da una regia presente e competente. Per poter raggiungere questo obiettivo serve riuscire a riflettere in modo sereno e dunque è essenziale ricavare spazio temporale e serenità mentale per immaginare il futuro che si vuole costruire, tenendo conto di tutte le implicazioni aziendali e familiari che ne sono coinvolte.

La fase di ricambio in un’organizzazione familiare è un momento straordinario della sua vita e dunque richiede una competenza specifica; inventarsi esperti è pericoloso. In un passaggio generazionale si mescolano aspetti personali e professionali, vita familiare ed esigenze aziendali. Si viene formando – spesso nell’arco di un periodo molto lungo di convivenza di generazioni diverse – un mix di stili imprenditoriali, di tecniche manageriali più o meno inconsapevoli, che può risultare vincente o dirompente.

La mancanza di un organigramma contribuisce a marcare poca chiarezza e assenza di metodo.

Ruoli decisionali aggrovigliati, aree di responsabilità mal distinte, procedure intricate e ridondanti, personale confuso e poco motivato, spesso sono il frutto di un processo di passaggio generazionale non gestito a dovere.

Decisamente questo non è affatto un bell’orizzonte in cui lavorare e questo non è certo il periodo per correre questo tipo di rischio, rinunciando a tutte le opportunità che possono seguire ad una evoluzione pensata, voluta e pianificata con cura, per infilarsi in un cul de sac defatigante e demotivante, alla lunga senza prospettiva.

Iniziare a fare ordine lo trovo essenziale; mi sembra più semplice farlo se ci si pone un obiettivo anche minimo e si utilizza uno strumento che aiuti a ragionare e a comprendere. Per mia esperienza, l’organigramma può offrire un valido aiuto per raggiungere entrambi i risultati. Si tratta infatti di uno strumento semplice da utilizzare, ma capace di essere una guida utile per riflettere e di fornire molte informazioni. Credo veramente che nell’ambito dell’analisi organizzativa sia questo il modo più concreto, efficiente ed efficace di procedere; si ottengono rapidamente risultati importanti e si riesce a dare concretezza al tempo impiegato.

Definire, formalizzare e condividere l’organigramma può forse sembrare un elemento minimo dello sviluppo organizzativo, ma ti assicuro che costituisce un mattone importante e niente affatto trascurabile in un processo di evoluzione che abbia l’ambizione di far evolvere realmente l’azienda e di promuovere l’ingresso di una nuova generazione.

Inoltre, sono convinto che ogni generazione debba fare in modo di far trovare a che subentra un ambiente quanto più possibile ordinato, accogliente e positivo, per affrontare con una buona base le sfide del futuro.

Ho visto invece molti senior perdere via via interesse per la propria impresa e lasciarla scivolare in una triste decadenza, che la ha resa davvero poco appetibile per chiunque vi dovesse subentrare. Davvero essere figlio d’arte non è sempre un colpo di fortuna!

Avanti tutta (almeno!) con l’organigramma, dunque!

Grazie per l’attenzione e forza!

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