L’arte di cucire le fasi (e le persone)

L’armonia e la fluidità sono due grandi virtù per un processo; ne possono davvero decretare il successo o, se mancano, la crisi e addirittura il fallimento.

Come tutte le virtù, anche queste non si esplicano attraverso le scorciatoie e lo scarso impegno, ma richiedono concretezza, determinazione e capacità di collaborazione.

Nella maggior parte delle aziende che ho incontrato durante la mia vita professionale, ho spesso potuto constatare come i processi scorrano con difficoltà e presentino angoli e strozzature inutili, che non fanno altro che complicare la vita e peggiorare il risultato finale.

Chiaramente le persone mettono molto del loro rispetto alla messa in campo di queste virtù, ma l’organizzazione non può (affatto!) esimersi dal richiedere comportamenti ed atteggiamenti organizzativi tesi a favorire lo sviluppo dei processi, l’economicità della produzione e la soddisfazione del cliente.

Quanto più forte e decisa in questo senso sarà la regia della direzione, tanto più riuscirà a ordinare e a mettere in fila i vari settori aziendali, riempiendo lo spazio che altrimenti si scava tra l’uno e l’altro, evitando che le persone si possano rinchiudere in modo miope ed egoista all’interno dei confini della propria mansione.

Attenzione però! Se manca una regia superiore, che appunto leghi e si opponga costantemente ai fenomeni di separazione e chiusura, gli spazi tra gli uffici e i reparti non si colmano, anzi, facilmente si ampliano e si creano delle fratture più o meno grandi nelle quali si perdono informazioni preziose, si generano ritardi, si creano inceppamenti. Insomma, il processo scorre tutt’altro che in modo fluido e non per una sua intrinseca difficoltà, quanto perché non sembra essere presente e attiva una regia avveduta, capace di legare le scene che si susseguono ed autorevole nel bloccare sul nascere i comportamenti individuali e collettivi non in linea.

Questo significa che è sempre necessario uno sguardo d’insieme, che sappia stare dalla parte del processo (e dunque del cliente) e non si fermi al confine (immaginario) esistente tra i vari settori aziendali, ma, appunto, sappia unire, collegare, garantire continuità; eventualmente superando, smussando o risolvendo, i gradini e gli angoli che si dovessero venire a formare. Un’azione pronta ed efficace in tal senso non solo concorre a semplificare velocemente le cose, evitando che gli “inciampi” si cronicizzino e diventino “formalizzati”, ma lancia anche forte e chiaro il messaggio che questa è una priorità della direzione, della quale tutti, ma soprattutto i responsabili intermedi, debbono tenere conto.

Anche in questo caso ci troviamo ad affrontare il tema dell’intelligenza organizzativa, ovvero della capacità di partecipare in modo consapevole e pieno allo sviluppo dell’azienda, senza indulgere in comportamenti bloccanti e di chiusura (stupidità funzionale).

Va da sé che l’atteggiamento quotidiano della direzione concorre, come sempre, a fare la differenza; la forza dell’effetto-esempio non si smentisce!

Dunque che servono competenze specifiche e un progetto mirato, onde evitare di complicarsi la vita oltremisura, mentre le cose, per fortuna possono divenire decisamente più semplici e gratificanti.

Grazie per l’attenzione e forza!

 

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