Retribuire e premiare non sono la stessa cosa!

È utile iniziare a considerare il sistema retributivo come la più reale rappresentazione della politica del personale adottata dall’azienda o dallo studio, decisamente più efficace di molti documenti e dichiarazioni di intenti che spesso rimangono inerti e vacue, come tanti (inutili) buoni propositi.

La comunicazione interna attivata mensilmente attraverso lo stipendio costituisce invece un continuo ribadire le considerazioni e le attenzioni che il titolare (o chi per lui si occupa del personale) ha nei confronti della propria squadra.

Possiamo immaginare bene come ogni dipendente, ogni mese almeno, possa sentirsi gratificato o meno dal ricevere la propria busta paga. Non si fatica a certo a comprendere, come una eventuale insoddisfazione strisciante possa via via montare, sino ad assumere i connotati di una vera e propria demotivazione, che se non viene efficacemente affrontata e risolta possono portare anche ad un peggioramento del clima interno e, caso non infrequente, alla fuoriuscita del dipendente che non si sente sufficientemente considerato e apprezzato.

Per una migliore gestione del personale – soprattutto se si vuole agire in termini di valorizzazione del capitale umano – è inoltre importante distinguere tra sistema retributivo e sistema premiante, con la consapevolezza che assolvono due compiti ben differenziati:

  • la retribuzione definisce il valore e la considerazione che l’organizzazione attribuiscono all’apporto quotidiano di ogni dipendente. Dal punto di vista economico è ascrivibile ai costi fissi;
  • il sistema premiante, ben distinto dalla retribuzione, può entrare validamente in gioco ogni qual volta vi siano da effettuare attività ulteriori rispetto alla routine: ad esempio generare un cambiamento, sviluppare un nuovo servizio, gestire un’incorporazione, affrontare una situazione organizzativa transitoria, ecc. Oppure per riconoscere l’impegno non ordinario di un collaboratore, il conseguimento di risultati di buon livello, il raggiungimento di una ulteriore tappa della crescita professionale. Si tratta di gestire situazioni in evoluzione caratterizzate da traguardi definiti, condivisi e chiaramente identificati, gratificando l’impegno e stimolando al tempo stesso motivazione e fedeltà all’azienda. La premialità fa riferimento ai costi variabili e quindi può essere dosata in modo coerente con le disponibilità aziendali.

Scelte retributive e premiali costituiscono due importanti elementi di gestione di un’azienda o di uno studio professionale e vanno gestite con attenzione e competenza. E’ importante con confonderle ed illudersi di gratificare e motivare il personale solo con la semplice retribuzione, soprattutto nei confronti di persone con rilevante anzianità.

Stipendi e premi spiegano bene quali siano le priorità di chi gestisce l’organizzazione e dunque cosa un dipendente possa attendersi dal proprio titolare; questo non è chiaramente neutro, rispetto ai comportamenti quotidiani ed alle scelte di carriera che il dipendente deciderà di attuare. Dunque è importante sapere che i buoni collaboratori vanno scelti, inseriti, fatti crescere e che bisogna saperli mantenere in azienda motivati e positivi; tutto questo non accade per caso, ma necessita di attenzione, metodo e progettualità.

Dimenticavo; non sempre vi sono le risorse per premiare, oltre che per retribuire; fortunatamente i “grazie”, le pacche sulle spalle ed un clima positivo non costano nulla, anzi!

Grazie per l’attenzione e forza!

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