Quel sottile filo d’erba che trae spesso in inganno

Scusa Andrea… ma che razza di titolo è? Dove vuoi andare a parare?

Hai ragione; il titolo può sembrare strano, ma mi è venuto in mente molto spesso, ripensando alle tante, troppo incongruenze che quotidianamente incontro in aziende e studi professionali, grazie al mio lavoro.

Nello specifico, mi è capitato davvero tante volte di avere a che fare con comportamenti organizzativi consolidati e reiterati nel tempo da parte di titolari e capi intermedi, malgrado fossero spesso ben oltre non solo delle più elementari logiche di gestione del personale, ma anche letteralmente privi di buon senso.

E allora, basta nascondersi dietro quel sottile filo d’erba che lascia intravedere tutto! E spesso anche in modo imbarazzante…

Provo qui di seguito a rendere più chiaro il discorso, facendo degli esempi. (Se ti rivendi in uno o più, non scrollare le spalle, ma considera seriamente l’opportunità di cambiare metodo!)

Ma perchè (?!) se è evidente che ogni lavoratore sia in prima battuta una persona, molti capi si comportano come se esistessero due realtà disgiunte ed il lavoratore fosse privo di una vita privata e di una dimensione personale fatta di attese, preoccupazioni, sogni, credenze, ecc?

Ma perché (?!) se si sa che per lavorare al meglio, con responsabilità, cura e produttività i dipendenti devono essere motivati, molti invece fanno finta che le emozioni non concorrano a generare il clima di lavoro che condiziona (e spesso molto pesantemente) l’esito dell’impresa o dello studio? E quindi si limitano a pretendere, ovviamente senza ottenere, e a lamentarsi sterilmente?

Ma perché (?!) se tutti hanno certamente più volte toccato con mano quanto le emozioni positive possano giocare un ruolo fondamentale, tutti (e sottolineo tutti!) i documenti aziendali ufficiali vengono scritti come regolamenti condominiali o come se fossero istruzioni formali rivolte ad elaboratori elettronici, ignorando bellamente la premessa?

Ma perché (?!) da un lato si predica e sbandiera l’importanza del lavoro in team, della collaborazione e del gioco di squadra, mentre di converso viene quasi sempre applicata una premialità individuale e si pone attenzione prevalente alle competenze proprie del lavorare isolati, contraddicendo nei fatti concreti quanto si afferma a parole?

Ma perché (?!) molti capi continuano a lamentare che i collaboratori non agiscono come loro vorrebbero, però non dedicano il tempo e l’attenzione necessari per spiegare con esempi concreti e chiari, quali siano i comportamenti che si attendono? Mi riferisco soprattutto ai nuovi inserimenti e ai cambi di mansione, quali ad esempio il divenire responsabili di un gruppo di colleghi… troppo spesso incontro situazioni lasciate al caso o alla buona volontà e quasi mai l’uno o l’altra rappresentano un buon viatico per il successo organizzativo!

Ma perché (?!) se le domande qui sopra ti colpiscono e forse iniziano a farti riflettere, poi, solo un attimo dopo, riprendi a comportarti come prima, come se niente fosse, ignorando una realtà spesso davvero palese?

Ma perché (?!) se anche hai sempre fatto così, non puoi smettere di complicarti la vita, una buona volta?

Quando avrai deciso di dare una risposta efficace a queste domande, qui puoi trovare i riferimenti e le soluzioni che cerchi:
Articolo 1
Articolo 2
Articolo 3
Articolo 4

Non lasciare che la Grande Spugna cancelli i tuoi buoni propositi!

Forza!

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