Diamoci dentro!

Ma chi ha detto che solo i vecchi debbano avere perizia e mestiere? Ci sono tanti giovani dotati e capaci in giro per il mondo! Non solo: la vocazione vera, quella che fa tremare l’animo, e spinge ad affrontare la vita come un miracolo, si svela principalmente nei giovani e raramente si trova ancora nei vecchi.

Da ‘Passaggio in ombra” di Mariateresa Di Lascia, Ed. Feltrinelli

(Grazie ad Ale)

APP Consulenti del Lavoro (finalmente è arrivata!)

Davvero il (mio) mondo in tasca, e proprio grazie alle APP.

Una premessa necessaria: per quel che mi riguarda, in veste di mero utilizzatore, parlare di un’APP significa andare molto oltre l’oggetto in sé.
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Quattro grandi rivoluzioni hanno contraddistinto negli ultimi anni il mio rapporto con il “telefono”, ovvero con quel mobile device che oggi è diventato necessariamente una prolunga della mia memoria, della capacità di gestire la comunicazione, le relazioni ed il problem solving

  • Schermo e esperienza touch, che a mio parere hanno completamente modificato la modalità di concepire e fruire lo schermo; ad esempio il numero telefonico è quasi scomparso dallo stesso, a favore di tutt’altro genere di contenuti. Questa nuova scelta tecnologica ha anche permesso la nascita di dispositivi totalmente nuovi, ovvero quei tablet che sono tanto utili per il viaggiatore e la multiforme famiglia che ha avuto origine dal loro “incrocio” con i cellulari.
  • Sorpasso del mobile sul desktop, quindi cambiamento delle abitudini di vita e lavoro nella fruizione dei contenuti (video, conversazioni e foto), ma anche nel lavoro; la scrivania e’ ovunque, se lo studio lo sviluppiamo davvero in modo integrato (software e cloud)
  • Cloud: ovvero, almeno per quanto mi riguarda, la possibilità di poter condividere in tempo reale files, email, calendari, contatti, note, immagini, musica, video, ecc. e potendo in questo modo disporre veramente di tutta una gamma di strumenti e contenuti che mi permettono di portare con me la mia scrivania digitale, il mio archivio (quanti come me usano le email archiviate, come un prezioso supporto alla memoria e un fantastico contenitore di dati e di documenti, disponibili ovunque ci sui trovi?!)
  • Avvento delle APP sui dispositivi mobili, che permettono di raccogliere e organizzare in modo sistematico dati, informazioni e notizie. L’ APP interagisce con il device e ne amplifica le possibilità, mettendoci in condizione di sfruttare al meglio le sue potenzialità. Penso a quanto la mia esperienza con la formazione continua obbligatoria sia facilitatata dall’uso dell’APP di Teleconsul, che racchiude in sé il DUI, liberando uno spazio nel portafoglio, che mi permette di verificare ovunque la proposta formativa di categoria e di iscrivermi ovunque io sia, che mi offre tre possibilità di registrazione ai convegni, servendosi della fotocamera e del Gps del mio iphone, che raccoglie diligentemente tutti i miei crediti formativi e mi rende disponibile il loro dettaglio organizzato per biennio. Questo è un esempio di piacevole ed utile semplificazione! Ma le APP mi permettono anche di raccogliere le carte d’imbarco, di gestire il conto corrente (ahimé…), di leggere i quotidiani e consultare Leggi di Lavoro, di aggiornare il mio Blog, ecc. E che dire delle APP social? Quanto hanno inciso sulle abitudini, sulle modalità di fare conversazione, sul far circolare gli eventi, le esperienze, le immagini? E Runtastic, che si ostina a spararmi sul naso le mie scarse performances pedestri e a spronarmi quando mi considera eccessivamente latitante?!

Ogni tanto mi sembra di aver acquisito il dono dell’ubiquità; di certo riesco a utilizzare i modo più efficace il mio tempo, anche quando viaggio, attendo, subisco o incappo in qualche imprevisto; tutto questo concorre a limitare le arrabbiature e a migliorare l’umore!
Certo, finché dura la batteria! Ma anche per questo ci si può attrezzare.

Dunque ben venga l’APP di Categoria, la nostra APP.
Ben venga uno strumento innovativo e semplice, garantito dal Consiglio Nazionale e dalla Fondazione Studi, capace di racchiudere in pochi tocchi di schermo le informazioni, i contenuti e gli aggiornamenti indispensabili per ogni collega e utili per chiunque voglia rimanere al passo con divenire quotidiano della professione, anche quando non si trova comodamente seduto nel proprio ufficio.
Si tratta di uno strumento agile, che permette all’utente di scegliere gli abiti rispetto ai quali essere informato e coinvolto, che permette di ricevere contenuti dinamici e di unire la sostanza tipica dell’informazione di Categoria ad una forma accattivante e pratica.
Un bel messaggio ad ogni Consulente del Lavoro, quest’APP, ma anche un esplicita indicazione di quanto le professioni ordinistiche siano al passo con i tempi ed in grado di coniugare competenza professionale e tecnologia per fare sistema e contribuire al rilancio del Paese, contribuendo a bucare il muro dell’indifferenza e a “fare ordine” sul tema lavoro e a superare l’overdose di malainformazione che si scatena da tempo su questo importante argomento.

Davvero un’ulteriore bella novità, inserita nella cornice festosa e competente del Festival del Lavoro 2015, che ancora una volta riesce a stupire positivamente.

Che aspetti?! L’APP Consulenti del Lavoro ti attende nello store di riferimento del tuo device abituale.

Grazie per la tua attenzione!

Cari i miei errori

Cari i miei errori.
Si, proprio i miei, quelli che ormai conosco così bene che… quasi non riesco a lasciarli, quasi temessi poi di sentirmi privo di una parte di me.
Quante volte ci sono cascato e, non contento, poi ci sono ricaduto ancora, come se non ne avessi mai abbastanza.
E ogni volta ho pensato di aver imparato la lezione.
E ogni volta, invece… ho scordato… di ricordare di aver imparato del tutto la lezione.
E ci sono ricaduto.

Alzi la mano chi non ha mai fatto dentro di sé pensieri simili a questo dialogo interiore!
Beh, se tu ci sei riuscito davvero, tanto di cappello!

Io invece ci devo lavorare spesso, anche se non sempre la cosa mi entusiasma.

Ho sempre pensato quanto sia importante, per gestire la situazione, conoscere il “nemico”, facendolo diventare un prezioso fornitore di informazioni e di dati. Insomma, se non un amico almeno un alleato.

Per questo scrivo, scrivo spesso.

E leggo, rileggo, anche tornando indietro di molto, ciò che ho scritto.

Spesso vedo i passi avanti, altre volte mi accorgo di quanto siano radicate certe “brutte” abitudini; ma non mollo e continuo a scrivere, a leggere e rileggere, a sorridere e a incazzarmi.

Grazie agli errori fatti cerco di evitare i vecchi e di farne di nuovi, da questo punto di vista la mia fantasia e’ davvero senza limiti!

E così imparo ancora, soprattutto a conoscermi.

 

Ci vuole calma (oltre che preparazione)

Ciao, più corri e più sbagli. Sembra ovvio, ma spesso cadiamo nel tranello di confondere velocità con fretta. E la fretta umilia la nostra preparazione, poiché quest’ultima, per darci modo di metterla a frutto con completezza, richiede il tempo e la calma mentale per essere richiamata, vagliata e per permetterle di aiutarci a scegliere la soluzione migliore, dato il contesto su cui stiamo operando. E questo è tanto più vero quanto più abbiamo a che fare con situazioni composite e complesse. Quello che meno serve in questi casi è cominciare a sentirsi sempre più insicuri, perché, da quando si è sbagliato per fretta alcune volte, poi risulta difficile fidarsi di se stessi come prima. Cosa fare: interrompere quanto prima la spirale avviata, prima che le permettiamo di minare nel profondo la nostra autostima e la convinzione delle nostre potenzialità Come:

  • imponendoci un metodo di lavoro che escluda la fretta, anche attraverso l’utilizzo dell’errore, per quanto doloroso, come strumento per migliorare;
  • creando le condizioni affinché possiamo delegare una parte dell’attività a collaboratori della cui competenza siamo certi;
  • creando dei meccanismi di verifica delle procedure messe in atto, che ci aiutino a non sbagliare e a scoprire gli eventuali errori, prima di chiudere la pratica. meglio se sono messi in atto da chi non ha svolto direttamente il lavoro.
  • Grazie per la tua attenzione.