Riuscire a STARE, per poter avanzare

Ebbene lo ammetto, sono piuttosto in ritardo.
Non sono riuscito a stare fermo abbastanza.

Stare fermo quel tanto che bastava per raccontate le mie impressioni ed i miei pensieri circa un articolo comparso il 28 settembre scorso, a firma di Paola Mastrocola, sull’ edizione domenicale del Sole 24 Ore.
Il titolo “Stare fermi come uno scoglio nel mare” mi ha subito riportato alla mente il romanzo attraverso il quale la conobbi, anni or sono: ” Come una barca nel bosco”.

Lo scritto sviluppa l’elogio dello “stare fermi”; davvero controcorrente rispetto al credo imperante dei nostri tempi. Stare fermi come antidoto alla superficialità imperante,

Non credo alla meraviglia del multitasking, spacciata per nuova capacità dei nuovi giovani, detti anche nativi digitali.
Mi sembra un inganno che perpetriamo a loro danno. Non credo nel multitasking proprio per il fatto che non permette la lettura, anzi, la impedisce (e un mondo dove non si legge non lo voglio nemmeno prendere in considerazione) : se faccio altro, non leggo. tutto qui. Fare dieci cose in una, saltabeccando da un sito all’altro, da un’informazione all’ altra, da un tweet o sms all’altro, non mi sembra una capacità, semmai un’incapacità; … Se non mi concentro e non sto dentro il pensiero che mi sta nascendo, quel pensiero se ne va.

A me pare chiaro. È condivisibile.
Che ne dici?

Attenzione! Attenzione parziale continua in agguato! (2^parte)

Oggi mi interessa coniugare attenzione focalizzata e serendipity.
Nel post precedente ti ho parlato di un fenomeno particolarmente importante, l’Attenzione parziale continua e dei limiti che questo atteggiamento può indurre alla tua capacità di raggiungere i risultati e le soddisfazioni che desideri.
Per questo ti ho invitato ad immaginare di essere un faro e ad utilizzare efficacemente la tua parabola per focalizzare il tuo raggio di luce, dirigendolo con decisione sul particolare che ti interessa, illuminandolo “a giorno”!
Solo in questo modo puoi evitare la delusione ed il malessere che comporta il non riuscire a raggiungere i risutati desiderati, a causa di una gestione del tempo inefficace.

Attenzione focalizzata e serendipity.

Focalizzare corrisponde a potenziare, non ad escludere.

Ecco cosa intendo con questa frase; focalizzare significa concentrare per portare a casa i risultati che vuoi, ma con l’obiettivo di crescere e di farlo in modo aperto, dinamico, curioso, creativo.
Focalizzare significa aprirsi in modo consapevole, riconoscendo il valore del nuovo in cui ci si imbatte e seguendolo quando può portare a qualcosa di utile, non tanto per fare.

E qui si introduce il concetto di serendipity, che ci regala uno stimolo fantastico per colorare la nostra vita e per accrescere l’esperienza, ma anche per gustare fino in fondo lo stare al mondo visto che a te, come a me è capitata in sorte la fortuna di essere dei privilegiati, di avere la possibilità di scegliere e di decidere liberamente della nostra vita, cosa che forse non sempre apprezziamo,rischiando di naufragare nelle seghe mentali.

Wikipedia:

Serendipità è dunque – filosoficamente – lo scoprire una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un’altra. Ma il termine non indica solo fortuna: per cogliere l’indizio che porterà alla scoperta occorre essere aperti alla ricerca e attenti a riconoscere il valore di esperienze che non corrispondono alle originarie aspettative….

Una famosa frase per descrivere la serendipità è del ricercatore biomedico americano Julius H. Comroe: «la serendipità è cercare un ago in un pagliaio e trovarci la figlia del contadino».

PS!

Serendipity su Wikipedia!

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Ciao!

Attenzione! Attenzione parziale continua in agguato! (parte 1^)

Oggi ti parlo di un difetto che da tempo lavoro per correggere… non dico estipare del tutto, ma almeno limitare significativamente nelle caratteristiche e negli esiti.
Quando andavo a scuola e lo sguardo si disperdeva verso gli alberi del cortile, la maestra parlava di distrazione.

Oggi, che sono responsabile di me stesso, dei miei successi ed insuccessi, di ciò che faccio minuto dopo minuto, scopro che la distrazione si è trasformata in attenzione parziale continua, un nemico da trattare con grande attenzione, perchè, come un virus, si insinua dentro di noi, influenza compotamenti ed atteggiamenti, senza che che ce ne accorgiamo.

E così è un supplizio resistere a tutti i gadget che mi trovo sulla scrivania dove mi siedo a lavorare: telefono, cellulare con telefonate e sms, e-mail, blog e siti internet a totale disposizione… Mi posso considerare quasi fortunato per il fatto che la mia imbranataggine telematica mi precluda l’utilizzo di messaggeria istantanea, Skype, Facebook….

Eppure, anche senza queste modernità, scopro spesso quanto l’antica finestra fosse in realtà innocente, poichè tutto sommato la mia mente, l’immaginazione, la curiosità, si perdevano lentamente all’interno della sua cornice, e talvoltà lo sguardo si perdeva nel vuoto.

Ora invece le distrazioni sono molto più aggressive, una volta che sei entratto in contatto con loro, ti accalappiano, di rivelano una matrioska che da un livello ti sprofonda in altri successivi, senza soluzione di continuità e portandoti anni luce lontano da ciò che stavi facendo…

… e rilascindoti solo minuti e minuti dopo alla tua attività di provenienza, inebetito per tuto il tempo trascorso nel frattempo!

Ovviamente non senza aver prima dato un’occhiata all’e-mail!

E se Sharon Stone mi avesse cercato nel frattempo…

Bene, quanto tempo è passato da quando ho distolto lo sguardo dal mio lavoro?

Quanto mi infastidisco nel vedere quanto tempo è passato?

Bene, allora mi conviene certamente raffinare la mia capacità d’attenzione, costruendo attorno ad essa una parabiola che la concentri e la diriga.

Hai presente un faro? è formato da una lampada e da uno schermo posto attorno ad essa che evita che la luce si disperda e invece la focalizza sul particolare che deve essere illuminato. Che tutto il resto sia buio, questo poco importa.

Che ne dici?

Per fare più luce, chi ha inventato il faro non ha aumentato la lampadina, ma ha limitato la dispersione, introducendo ed ottimizzando la parabola.

Allora, per migliorare il mio benessere ed i miei risultati non debbo aumentare – magari con farmaci o sostanze – la mia attenzione, quanto limitare le distrazioni.

Per oggi basta, se no ti…. distraggo!

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A presto!

Andrea

Ps! dimenticavo…

Ciao!