Chi sei davvero?

Buongiorno Dr. Pozzatti,
l’altra volta si è soffermato sul valore della resilienza ed ora si occupa dell’importanza di andare oltre le abitudini ……… complimenti per la sua visione che partendo da una profonda saggezza e consapevolezza ( anche di taglio psicologico ) integra e sviluppa al meglio le tematiche relative alla organizzazione del lavoro e di come si può lavorare meglio.
Per quanto mi riguarda ho imparato a mie spese che si fa per quello che si è appreso e quindi se non sei stato fortunato ripeti le cose sbagliate che hai visto fare………… mi viene ancora da citare il buon Gaber e il verso di quella canzone ” mi guardo dal di fuori come fossimo due persone ” ………… Rispetto alla necessità di andare oltre alle proprie abitudini ci sono arrivato faticando non poco anche se sono consapevole che è un lavoro su se stessi che non finisce mai o quasi. ( Parlo almeno per me ).
Ancora complimenti ………………….. mi trova compartecipe e riconoscente per gli spunti che continua a produrre.
Buona giornata.

Conoscersi è davvero importante.
Conoscere se stessi significa conoscere le proprie abitudini e, se  necessario, avere la voglia di modificarle, sforzandosi di sostituire le cattive con altre, migliori.
Temperamento e ambiente, è vero, condizionano non poco; ma non del tutto.
C’è sempre uno spazio per la volontà, che, attraverso consapevolezza, metodo, tenacia e qualche “trucco” può riuscire a cambiare le cose, non solo per il bene della persona, ma anche di coloro che la circondano stabilmente, dipendenti o familiari che siano.
Spesso si indulge in comportamenti poco produttivi e, pur essendone pienamente convinti, non si riesce a schiodarsi da essi.
Ad esempio: “Quando sono giù di morale mi consolo mangiando più del necessario . Ma quando mangio più del necessario poi mi deprimo.” Quindi?!?!
Quanto più decidi di non delegare ad altri la responsabilità delle tue scelte, tanto più lavorare sulle abitudini ricorrenti (ciò che fai ogni giorno) diventa davvero importante.
Certo, ci vuole pazienza e costanza, sapendo che non tutti reagiamo nello stesso modo (c’è chi riesce a mangiare un quadratino di cioccolato al giorno; io invece, se apro la confezione…), ma la goccia tenacia scava la pietra (e cambia le abitudini).

Comunicare il lavoro

Comunicare il lavoro. Questo il titolo proposto dai colleghi Calabresi, in occasione del loro recente Congresso Regionale.

Un titolo, una frase solo apparentemente semplice ed innocua, dietro la quale in realtà si cela una domanda insidiosa, che merita una risposta importante, che cerchiamo di dare.IMG_1532

Quindi il lavoro non va solo fatto, ma anche comunicato?

Certo, comunicare il lavoro è necessario ed importante.

Con un’avvertenza altrettanto importante: in un mondo invaso da una valanga di comunicazione, spesso pessima, che procede per tweet e slogan è fondamentale comunicare bene, per essere ascoltati e compresi.

Dunque al professionista è conviene imparare a comunicare in modo professionale, rappresentando anche in questo modo la natura del proprio lavoro.

Comunicare il lavoro rappresenta un’esigenza ed un’opportunità, per un professionista e per la categoria.

In questa fase economica nella quale la forbice tra qualità e quantità si divarica sempre più, diventa essenziale posizionarsi sul ramo della qualità, quello del valore aggiunto e della produzione di reddito, mentre il ramo della quantità si associa a margini ridotti, che richiedono volumi elevati.

Scegliere la qualità significa sapersi distinguere e promuovere, rendendo evidente agli interlocutori come si sia in grado di offrire un valore importante e difficilmente imitabile

Comunicare la qualità del lavoro proprio e dello studio è fondamentale per muoversi verso quel ramo della forbice che è proprio del professionista, mentre molti interlocutori vorrebbero porlo sull’altro, definendolo “mero intermediario”.

Il professionista stesso, se non fa brillare il proprio lavoro finisce per rimanere con fastidio imprigionato in questo gioco al ribasso, riducendosi ad un calimero intermediario.

Il professionista può curare il proprio lavoro anche attraverso la comunicazione del valore che produce per il cliente, avendo l’accortezza di considerare come spesso, al cliente, sfugga proprio questo valore, mentre rimane più evidente il prodotto, l’adempimento, che, ahimè risulta più imitabile e meno personale.

Nel rapporto con il mercato va da sé che realizzare gli adempimenti, seppur in modo impeccabile, non è più sufficiente.

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Occorre distinguersi e promuoversi (cioè diventare davvero bravi e riuscire a crearsi le credenziali presso il cliente ed il mercato) per riuscire a essere competitivi rispetto ad una concorrenza aggressiva e spesso decisamente cruda.

Ma anche il cliente ci mette del suo, puntando l’attenzione, spesso da noi ben supportato per carità, quasi esclusivamente al prezzo e dunque al costo unitario dell’adempimento.

E dunque il professionista deve per forza puntare a “spiegare” e a far comprendere quanto valore ci sia nel suo lavoro, pena il misconoscimento ed il venir meno di una fedeltà, oggi quanto mai importante.

Il comune denominatore è la complessità montante e la necessità di gestirla efficacemente: le due armi sono la competenza e la tecnologia:

  1. La competenza professionale deve essere aggiornata per supportare il CdL quando esce dal suo studio e si dedica al mercato; anche il tradizionale passaparola positivo non si sviluppa più autonomamente, ma richiede di essere promosso e coltivato, curando la relazione col cliente e la qualità dell’esperienza che questi vive con lo Studio;
  2. La tecnologia è importante per aumentare la visibilità del professionista e dello Studio, per diffondere un’immagine di competenza ed efficienza, per fare in modo di “essere trovato”.

Ma anche attraverso software dedicati alla gestione della relazione con il cliente (CRM customer relationship management), per migliorare l’interfaccia fra studio ed azienda, creando un canale privilegiato che concorra a promuovere e ad alimentare il legame studio-azienda, riuscendo a compensare la calante tendenza alla fidelizzazione espressa dal cliente

Attraverso le piattaforme di dialogo è inoltre possibile scambi are prodotti, servizi, offrire contenuti, acquisire input, promuovendo al contempo l’idea di uno studio dinamico, al passo con i tempi ed in grado di supportare davvero un cliente, anche oltre le sue aspettative immediate.

In questo campo è importante trovare una soluzione che offra un servizio ma anche che sgravi il professionista da incombenze lontane dalle sue priorità professionali, che lo hanno trasformato in un amministratore di sistema.

In questo modo la tecnologia costituirà il sistema nervoso dello studio e non fonte di esaurimento nervoso per titolare e collaboratori.

Insomma, il lavoro non basta più farlo, ma serve anche comunicarlo.

E anche questo va fatto “da professionisti”

Matteo ci illumina, non chiudiamo gli occhi (e la mente)

Perché a chiunque ha,
sarà dato e sarà nell’abbondanza,
ma a chi non ha,
sarà tolto anche quello che ha.
Mt 25,29

Ovvero:

La differenza, magari anche piccola, che una persona riesce a costruire rispetto agli altri, è in grado di offrire una condizione di vantaggio, che poi aiuta a costantemente un passo avanti, a poter usufruire delle occasioni migliori, a godere delle opportunità più significative, a maturare le relazioni più importanti ed utile per diventare più bravo e raggiungere i traguardi.

Acquisire una posizione migliore, inizialmente anche minima, rispetto ai competitor, pone nella condizione di incrementare via via questo distacco, aumentandolo e rendendolo meno facilmente colmabile, proprio per le diverse porte che la condizione di vantaggio offre rispetto agli alti.

E tutto questo non è poco, soprattutto se si tratta di un ragazzo che riesca, per tempo, a maturare tale consapevolezza e dunque a promuovere e valorizzare al massimo la propria condizione.

Mi piace ricordare a questo punto una frase che trovo davvero illuminante:

La fortuna è quando la preparazione incontra l’occasione.

Una buona o ottima preparazione, adeguatamente promosso, apre la strada a occasioni di qualità, che a loro volta concorrono ad accrescere ulteriormente la le capacità. Quindi è possibile affrontare sfide maggiori che incrementano ulteriormente la preparazione e la visibilità e questo apre a nuove possibilità…

Certo, poi nulla vieta di condividere.

Grazie per l’attenzione!

Fino a dove puoi/vuoi arrivare?

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Ciao!

Che ne dici?

Non sarebbe affatto male poter protendere le tue capacità e competenze in direzioni diverse e fin nel dettaglio del particolare, come riesce a fare questo splendido platano cittadino con tutti i suoi rami!

Ma è possibile?

Tu come ti consideri?
Come un singolo o come parte di un sistema?

Per alto che tu possa essere, se allunghi da solo le braccia non raggiungerai l’altezza dell’albero e, per forza di cose, potrai scegliere soltanto due direzioni lungo le quali protenderle, fra le innumerevoli a tua disposizione.
Rischi di raggiungere dunque solo un’infinitesima parte dello spazio che invece la pianta riesce a coprire.

Se, invece, non ti porrai di fronte al platano solitario, ma assieme ad altri che, come te, sono interessati a costruire un sistema attraverso la messa in comune delle proprie competenze, riuscirai assieme a loro a sopravanzare di molto anche le vette più elevate di quei rami e a dirigere i tuoi interessi e la tua conoscenza in molte direzioni diverse.

Hai voglia di imitare e superare questo bel platano, o preferisci rimanere per conto tuo?

Resilienza e dintorni: tu che ne pensi?

Tutti sono convinti di avere un ottimo piano, finché non prendono un bel pugno in faccia

Mike Tyson ha centrato il problema, con una metafora esplosiva, come gli è proprio.

Evidentemente in un periodo difficile il tema della resilienza diventa estremamente attuale; essere resiliente significa in concreto saper reggere il confronto con le situazioni della vita, lavorativa e non, senza risentirne nel fisico e nello spirito.

Significa sapersi riprendere dalle avversità, non lasciarsi abbattere dalle difficoltà, non rinunciare perché si incontra un ostacolo, saper sopportare i propri errori e ritentare in modo diverso, quando il primo tentativo fallisce.

Vivere in un periodo di grandi trasformazioni vuol dire fare i conti con la necessità di rivedere abitudini, metodi e strategie per affrontare il mondo; accettare di abbandonare le vecchie soluzioni (che non garantiscono più risultati positivi) per ricercarne di nuove, anche faticando, sbagliando e riprovando.

In questa cornice imparare ad essere resilienti è davvero importante; tu che ne dici?

Meglio un tandem affiatato o un singolo in affanno?

Lo sai cos’è un perdente? Il vero perdente è uno che ha così paura di vincere che non ci prova nemmeno (Little Miss Sunshine)

È nulla il morire, spaventoso e’ il non vivere (Victor Hugo)

Sono due frasi che riescono ad esprimere al meglio un concetto che mi è davvero caro, cioè l’avere nei confronti della vita un atteggiamento ed un comportamento pro-attivo, convinto, determinato e continuativo.

Frasi belle ma di difficile applicazione!

La pensi così? Questo vuol dire che vale la pena non provare nemmeno e gettare subito la spugna?

Ho condiviso per anni questo pensiero, ma poi ho trovato conforto in compagni di viaggio che mi hanno aiutato a superare la solitudine che provavo nel voler cambiare quanto non mi soddisfaceva nella mia esperienza quotidiana. Non è stato facile; ho cercato e costruito questa “compagnia” tra formatori, libri, strumenti, esempi utili che incrociavo nella mia vita quotidiana; ho preso da loro quanto mi sembrava utile e l’ho trasformato in un metodo, il mio metodo.

La sensazione di solitudine; sono proprio convinto che questa sia la bestia più nera da affrontare in ogni processo di crescita e cambiamento, quando serve piena concentrazione, fiducia ed entusiasmo nelle proprie scelte e capacità.

Per questo ho creato Angelo Custode, un programma pensato espressamente per non lasciare solo chi abbia deciso di affrontare una sfida, un cambiamento, un percorso di crescita.

Tutto funziona nelle parole di chi propone; ecco allora le opinioni di due persone che l’hanno già sperimentato positivamente:

Mesi fa ero soffocata nel mio igloo. Volevo uscirne ma non trovavo la chiave. Poi ho ospitato un Angelo… ed è iniziato il disgelo. Ospitato perché è stata una presenza fissa e rassicurante nell’aiutarmi a gestire il mio tempo prima e a focalizzarmi sugli obiettivi della mia vita poi… in sostanza, mi è stato accanto verso il tanto sognato ma agognato cambiamento. Mi auspicavo che il disgelo fosse rapido, che l’Angelo fosse una guida, mi consigliasse… insomma desse un colpo di fiamma ossidrica al mio spesso igloo… invece è stato un cammino lento, a tratti travagliato, ma conquistato. Mi ha ascoltato e accompagnato verso il mio cambiamento. Piano piano ha aperto delle brecce per farmi affacciare su me stessa. Mi è stato a fianco senza indicarmi la mia nuova strada ma aiutandomi a trovarla, tracciarla e percorrerla con le mie gambe. Certo, degli intoppi ci sono stati: resistenze, fatica ad affrontare il cambiamento, difficoltà ad abbattere porte ed incapacità ad accettare porte in faccia… ma puntualmente l’Angelo arrivava a farmi cogliere il lato positivo degli eventi avversi. (Chiara)

“Posso iniziare con un detto di una famosa pubblicità: “PROVARE PER CREDERE!!!”. Quella che potrebbe sembrare una battuta o una presa in giro, posso garantire e testimoniare che è pura realtà !!! In questi cinque mesi ho avuto dei risultati che sono andati al di la di ogni mia aspettativa riposta nel programma “Angelo Custode”. Senza stare a dilungarmi in quella è stata la mia situazione personale/professionale posso dire con un estrema sintesi che mi sono trovato a gestire, senza nemmeno rendermene conto, un passaggio generazionale che ha comportato necessariamente una gestione diversa del mio tempo. Partendo da questa necessità quanto proponeva Andrea sul suo blog, cascava a “fagiolo!!!” e mi sono subito detto che era un’opportunità da cogliere e così è stato. Nella mia testa stavo pensando ad un progetto di ri-organizzazione dello studio, sul quale avevo già avviato un confronto con una società di consulenza nel campo organizzativo. Confronto che aveva portato, anche attraverso dei colloqui individuali con il personale presente, a dare un primo parere positivo di quanto era presente nella mia testa. Da qui in avanti è iniziato il lavoro con Andrea ed è stato un crescendo continuo. Settimanalmente (via mail o Skype in alternanza), ho avuto modo di approfondire i miei programmi e le miei idee. Grazie ad Andrea e alla sua grande capacità di ascolto (enorme dote), sono stato guidato, senza nemmeno accorgermene, nelle delicate fasi del progetto di ri-organizzazione. La prima cosa che Andrea mi ha detto è stata. “per prima cosa devi rivoluzionare la tua agenda”. Così è stato. Una gestione diversa del mio tempo in studio e una capacità di interagire con i collaboratori di studio che fino ad ora non c’era mai stato. Primo risultato immediato: clima positivo e collaborativo in studio. Certo elemento fondamentale per affrontare il programma, deve essere l’assoluta convinzione della necessità di cambiare che deve essere unito alla volontà di mettersi completamente in discussione su tutto ciò che è stato fatto sino a quel momento. Infatti durante questi cinque mesi Andrea mi ha saputo guidare ad acquisire quella convinzione dei propri mezzi che penso ognuno di noi abbia, nel momento in cui vuole fortemente un qualcosa, ma spesso non sa esattamente dove si trova. Io ho maturato questa capacità e Andrea mi ha dato le certezze che cercavo, facendomi capire quando era giusto agire in un certo modo rispetto a quando era giusto fermarsi a ragionare del perché e del per come una determinata situazione non si realizzava. E’ stato importante scoprire come spesso il primo errore lo commettevo io per una mancanza di capacità di analisi razionale. Oggi posso dire che attraverso il Programma Angelo Custode sto riuscendo a gestire il passaggio generazionale dello studio in un modo del quale non mi credevo capace. Sto riuscendo ad impostare una cultura organizzativa differente dello studio, che mi permette di dare ogni giorno di più al mio studio quello stile che vorrei avesse !!! Aggiungo un ultimo aspetto di non poco conto: il programma mi ha permesso di crescere sia dal punto di vista personale, ma anche da un punto di vista professionale. Sto notando infatti come in molte realtà aziendali, in questo particolare periodo dove la crisi le sta mettendo a dura prova, molti aspetti affrontati con Andrea nella gestione del progetto di ri-organizzazione, stanno avendo molti punti in comune in molte realtà aziendali che seguo. In questo modo mi si sta aprendo una realtà professionale che prima non conoscevo e immaginavo. Molte aziende non sanno esattamente come muoversi e io prendendo spunto dalla mia esperienza personale posso “spendermi” anche da un punto di vista professionale. Forse nel mio caso i due programmi proposti da Andrea nel suo blog si sono un po’ sovrapposti, ma questo mi ha sicuramente permesso di apprezzare ancora di più i temi proposti e i risultati raggiunti. Potrei concludere con un altro detto: “VINCE CHI CREDE DI PIU’ NELLA VITTORIA”. Nel mio caso infatti provare e crederci mi hanno dato una consapevolezza sconosciuta fino a qualche tempo fa. Sono riuscito a maturare una capacità di analisi delle problematica diversa basata su una gestione del tempo differente, basata sulla analisi delle priorità in un mix fra personale e lavorativo, cercando però di dare ad entrambi la giusta importanza. Oggi posso dire che affronto la realtà quotidiana in modo più tranquillo, consapevole che però non si deve smettere mai di imparare e che il lavoro non finisce oggi. Oggi però ho un qualcosa in più che prima non avevo, l’Angelo Custode, che mi guida nelle scelte quotidiane di studio e non !!! Buon programma e buon a tutti colori che decideranno di “mettersi in discussione.” Andrea forse la mia testimonianza non esattamente “breve”, ma più breve di così, ci ho provato, non riesco ad essere. (Claudio)

A Chiara e Claudio va doverosamente il mio grazie per avere avuto fiducia e per averci messo entusiasmo, tenacia e costanza davvero uniche.

Ti aspetto in Angelo Custode.

Grazie per l’attenzione!