Libertà? Scusa, in che senso?!

Certo!

Libertà per l’imprenditore di poter fare il suo VERO mestiere, quello di scegliere, di dirigere, di migliorare, di fiutare il mercato. Intraprendere, appunto, e non limitarsi a “fare”; per  quello esiste la delega.

La libertà si conquista lavorando secondo due linee d’azione parallele, ma strettamente interconnesse e in grado di influenzarsi reciprocamente in modo positivo e virtuoso:

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Fare ordine: l’efficienza di un’impresa dipende in gran parte dalla chiarezza dell’impianto organizzativo e dalla funzionalità operativa che caratterizza i principali processi. Creare le condizioni per migliorare queste due situazioni risulta particolarmente importante nei periodi difficili e di crisi, quando il margine economico va ricercato soprattutto nella capacità di ridurre i costi e le diseconomie, aumentando produttività e rendimento. Fondamentale risulta pensare e sviluppare le capacità professionali del personale, con particolare riferimento alle competenze-chiave (cioè quelle che possono contribuire al successo dell’azienda) e alle competenze distintive, che invece costituiscono e rendono riconoscibile lo stile e le peculiarità proprie dell’impresa e contribuiscono a distinguerla dalla concorrenza agli occhi del cliente.

Costruire clima: é cambiato il rapporto impresa-cliente. Questa la sfida da vincere per l’imprenditore, nella consapevolezza che non sono più solo il marchio o il nome a condurre il gioco, ma le scelte del cliente. Credibilità, attenzione e fiducia costituiscono fattori imprescindibili, indispensabili per rendere concreta la qualità offerta. Ad essi è strettamente connesso il valore dell’organizzazione e la capacità della stessa di raggiungere gli obiettivi definiti. Per riuscire a prendersi cura in modo davvero completo dell’esperienza del cliente, risulta fondamentale sviluppare una buona capacità di ascoltare, di conquistare l’attenzione e la fiducia dell’interlocutore, fattore per nulla scontato in un tempo in cui le persone sono soggette ad un eccesso di informazione, spesso di bassa qualità.
A tutto questo concorre in modo determinante la motivazione del personale e la qualità del clima interno. E chi se ne può prendere cura se non l’imprenditore?

Vuoi poter fare davvero il mestiere che ami?
Bene! Comincia(amo) da subito a prenderci cura di questi due pilastri della libertà imprenditoriale.

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Dentro (e fuori?)

Mi capita spesso di collaborare con imprese familiari.

Secondo te qual è il rapporto che intercorre fra un’azienda ben organizzata ed efficacemente funzionante ed il nucleo familiare che la possiede e gestisce?

Immagini forse che l’armonia nella famiglia si possa poi riverberare in un buon clima interno all’impresa e fra il personale che vi opera?

Beh, se tu la pensi così io sono certamente d’accordo con te, mo non immagini quanto questo rapporto, che a mio parere è estremamente logico, per non dire ovvio, venga trascurato e spesse volte, addirittura “tradito”.

Ma non dispero e continuo a lavorare per creare simmetria.

[Foto scattata sulla riva del Po’, aprile 2017]

Quanto investi nelle relazioni di lavoro?

Il tema delle relazioni interpersonali e della comunicazione nei luoghi di lavoro è di primaria importanza.
Generalmente nelle aziende e negli studi che visito e nei quali operò la cattiva o scarsa comunicazione interna sono il problema o una rilevante parte del problema, ma quasi mai i responsabili se ne rendono conto.
Sostituire la comunicazione interpersonale con falsi efficientismi non rappresenta certo una soluzione efficace e costruttiva.
Qui trovi la conferma http://www.corriere.it/tecnologia/cyber-cultura/13_maggio_03/email-vicino-scrivania_34263a30-b3cb-11e2-a510-97735eec3d7c.shtml .