I due volti della comunicazione efficace

I temi della comunicazione interna e della gestione delle relazioni interpersonali rappresentano grandi opportunità soprattutto nelle situazioni di crisi e di cambiamento; questo perché risulta essenziale che l’informazione possa circolare puntualmente ed in modo efficiente.
La capacità di gestire la comunicazione gioca un ruolo molto importante; essa svolge una funzione di tipo organizzativo per quanto attiene il funzionamento dei processi, e una di tipo sociale per la costruzione del consenso e della partecipazione alle scelte strategiche ed a ciò che ne consegue.
In sostanza funge da collante della coesione e da facilitatore rispetto all’integrazione nell’organizzazione.
La comunicazione che parte dal/i titolare/i concorre anche a costruire il “senso” del lavoro e dei processi di cambiamento attuati, lavorando non solo sulla componente razionale, ma anche su quella emozionale delle persone coinvolte.
Solo se la comunicazione riesce davvero a lavorare sul sistema esistente di credenze, atteggiamenti e valori, sarà davvero possibile raggiungere gli obiettivi di cambiamento che stanno alla base dei progetti di sviluppo e di crescita dello studio professionale.
Per ottenere questi risultati va creata una competenza salda in materia di capacità di comunicazione, di relazione, di leadership e di ascolto;
Per poter davvero competere in un ambiente dinamico e complesso come quello dei servizi alle imprese, professionisti e studi hanno bisogno di ricostruire l’adesione del personale alla propria mission e la partecipazione agli obiettivi ed alle strategie.
Questo richiede una specifica azione sui titolari e sulle risorse di studio, che debbono operare sulla cultura organizzativa esistente per renderla più coerente con i livelli quali/quantitativi di performances attesi.

Tutto questo rappresenta un’importante area di attenzione oer i professionisti, ma anche uno spazio di lavoro sulla maggior parte delle PMI loro clienti.

Grazie per la tua attenzione.

Annunci

Comunicazione efficace oggi: da prendere nota!

A proposito di comunicazione efficace; ecco alcune frasi tratte da un’intervista realizzata da Radio Vaticana al direttore di Civiltà Cattolica, Padre Antonio Spadaro.

“Il Papa dice una cosa qui molto importante, che la comunicazione è una sfida appassionante – è una sua espressione – che appunto richiede energie. Non si può, quindi, affidare la comunicazione ad una routine meccanica, da ufficio stampa che si ferma solo a comunicare delle frasi fatte. Richiede, dunque, energie, voglia di comunicare, intensità, ma anche un’immaginazione nuova. Questo è molto interessante, cioè bisogna vedere le cose in maniera differente. L’immaginazione cristiana è un’immaginazione – grazie all’immagine del Buon Samaritano – in grado di plasmare, di dare forma ad una comunicazione che significa anche un modo di vivere insieme. Il Papa parla a volte nell’Evangelii Gaudium di una marea un po’ caotica, di una sorta di “carovana solidale” in cui ci troviamo immersi. Sono tutte immagini che colpiscono l’uomo di oggi, ma che dicono come la Chiesa debba mischiarsi, debba impastarsi con questa umanità per comunicare il messaggio del Vangelo.”

La simbologia della competenza: uno dei parametri che utilizziamo per conoscere, classificare, selezionare

Mi accade talvolta di notare dei particolari che mi fanno sorridere o mi lasciano perplesso.

E non credo questo accada soltanto a me.

Quando diveniamo esperti in una qualche forma di agire, professionale o meno, ci risulta spontaneo porre attenzione, valutare e classificare  i segni che contraddistinguono ai nostri occhi la padronanza di una competenza, di un sapere agito, da parte di qualcuno, non necessariamente in relazione con noi.

L’esperienza, ma soprattutto la passione per una disciplina, ci hanno portare a definire un nostro lessico, più o meno condiviso con altri, attraverso il quale leggere i diversi elementi e le evidenze desumibili dal piano non verbale della comunicazione di chi ci circonda (spesso in modo assolutamente non intenzionale).

Padroneggiare una competenza significa infatti non solo averne appreso e compreso nel concreto i fondamentali, ma anche avere una chiara rappresentazione di quali possano essere i diversi stili con i quali la competenza può essere resa operativa ed avere delle preferenze al riguardo, ad esempio in relazione alla propria cornice di riferimento. Gli stili possono essere legati a scuole diverse di pensiero e connotare la competenza secondo forme attuative distinte (eventualmente alcune a noi più vicine) a parità di possesso della competenza stessa.

Attraverso questi particolari possiamo riconoscere le peculiarità dell’agire, i difetti o le manchevolezze e, perchè no, anche il genio.

Comunicazione, ruolo, successo: che ne pensi?

Solo un ingenuo oppure colui che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza, potrebbe ritenere che la capacità di comunicare e di porsi agli altri in modo adeguato sia figlia dei nostri tempi, della società della comunicazione, della rete, dell’apparenza.

In realtà la competenza comunicativa, intesa nel senso più ampio e completo dell’accezione, è antica quanto il mondo, ancor più dell’uomo.

Insetti ed animali ci spiegano con efficacia visiva i segreti della comunicazione, soprattutto non verbale, nel corteggiamento, nei duelli, nella definizione delle gerarchie per il comando del branco o la difesa del territorio.

Luomo, una volta imparato a parlare, fin da subito ha compreso la magia della parola, del bel dire e del farlo in modo persuasivo, fino a farne una disciplina di studio per eletti: la retorica.

Buona parte della conoscenza che abbiamo del mondo greco e romano deriva dagli scritti di uomini che hanno fatto della parola e della comunicazione il proprio mestiere e la propria fortuna.

Ecco le radici profonde della comunicazione.

Ma cosa puoi fare per migliorare il tuo modo di parlare in pubblico, di presentare agli altri l’immagine di te che ritieni ti rappresenti davvero, sia in campo professionale che nella vita privata?

 

Molto spesso accade che la paura imprigioni, blocchi o limiti molte aspirazioni al riguardo;  devi tener conto che questa emozione è comune a chi parla davanti ad altri, solo che è possibile gestirla attraverso semplici quanto utili attenzioni:

  • la puoi considerare un’utile spia che ti segnala l’esigenza di preparati adeguatamente, ad esempio concentrandoti su argomenti che davvero ti interessino e ti stiano a cuore (cioè di temi rispetto ai quali sei sicuro di essere autorevole)
  • tieni presente che non riuscirai ad azzararla e dunque va trovata un’adeguata strategia di convivenza
  • diminuisce con l’abitudine e dunque va costruita una consuetudine.

La paura la puoi considerare come un prodotto dell’ignoranza (rispetto all’argomento o al come porlo agli altri) e dell’insicurezza personale (ad esempio le credenze che hai su te stesso, sul parlare in pubblico, ecc. e l’atteggiamento con cui ti accinge verso tali esperienze: fisiologia, emozioni, ecc.).

Curare la comunicazione verso te e gli altri è possibile ed è importante per interpretare e rappresentare efficacemente i ruoli sociali che ti stanno a cuore e per poter davvero raggiungere gli obiettivi che ti sei prefisoo.