Quant’è bella la competenza!

San Francisco, panetteria presso il Fisherman’s Wharf.
La competenza professionale di questi esperti panettieri diviene abile strumento di marketing, per attrarre in modo discreto ma molto concreto l’attenzione di un potenziale cliente peraltro distratto dalle molte attrazioni della zona.
Generalmente la competenza professionale del panettiere è ben nascosta: vuoi perché il lavoro si svolge la notte, vuoi perché i lavoratori non sono visibili.
Peccato! In questo modo è più difficile spiegare al cliente la qualità prodotta: bisogna che egli entri, acquisti, assaggi.

Anche il tuo lavoro è così?
Anche tu produci una qualità che rischia di non essere “vista” dal tuo cliente e potenziale cliente?
Hai mai pensato a quanto marketing sincero si può realizzare, rendendo palese la competenza professionale?

Grazie per l’attenzione!

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Anzianità e dintorni

Una cosa mi ha proprio positivamente colpito durante il Festival del lavoro: le parole di Tiziano Treu in materia di anzianità del lavoratore.

Dobbiamo smetterla di retribuire sulla base dell’anzianità.

Sostanzialmente queste le sue parole.

Se fosse vero, si potrebbe aprire una pagina nuova, che ammette finalmente come la competenza e l’anzianità lavorativa siano due cose ben distinte, non sempre simmetriche,  e soprattutto smette di condiderare l’anzianità un valore assoluto.
E’ chiaro come a quest’ultima considerazione si potrebbero agganciare molte importanti derivazioni, tese a smuovere il mercato del lavoro e a favore dei giovani ed a promuovere la meritocrazia, piuttosto che la mera presenza continuativa sul posto di lavoro.

Forse il senatore [che comunque fa coppia fissa da almeno un decennio con il suo omologo parallelo Sacconi, a parte qualche incursione di Damiano con le sue cravatte a maglina] ha riflettuto sulla propria esperienza di padre di un ricercatore costretto ad occuparsi all’estero [così ha raccontato], forse si è finalmente reso conto che di fronte ad un mondo che cambia le vecchie risposte elaborate nei momenti di abbondanza non sono più efficaci…
Non so quale sia la ragione profonda di quella frase, ma so che è stato davvero l’unico spiraglio di novità che ho colto.
 

Competenze professionali e capitale umano: ovvero… dove lo spread non arriva!

Ma perché parlare di Capitale umano e di competenze professionali?

Perché possono costituire la tua ancora di salvezza, soprattutto in un momento difficile, quando fare la differenza è davvero complesso.

Lo sviluppo del Sistema Professionale si inserisce in una visione attuale e completa della gestione e valorizzazione del capitale umano, capace di produrre, introdurre e sviluppare politiche, metodi e strumenti attuativi, sistemi di valutazione, la cui attuazione operativa sia poi affidata al management. Parimenti esso contribuisce a fare in modo che l’attenzione sia rivolta in modo completo e coerente alle diverse fasi di generazione dei costi del personale: acquisizione, mantenimento, sviluppo e separazione.

Concorre inoltre a sviluppare una maggiore coerenza tra le esigenze dell’organizzazione e le aspettative delle persone, favorendone la crescita, il ben-essere nell’organizzazione e lo sviluppo professionale.

Un’efficace ed attuale gestione del personale è tesa a promuovere e favorire la valorizzazione del capitale umano dell’azienda, riconoscendo le diverse fasi presenti nei percorsi di carriera, concorre all’implementazione di un sistema retributivo e premiante oggettivo, contribuisce alla diffusione delle competenze organizzative e manageriali, a riconoscere e coltivare le proprie competenze-chiave attraverso la formazione internae ad attuare un’efficace politica di selezione ed inserimento.

Il Sistema professionale è lo strumento metodologico ed operativo che permette ai responsabili di gestire le competenze delle persone loro affidate, di migliorarne la capacità lavorativa e di aumentare il valore del capitale umano dell’organizzazione.

La simbologia della competenza: cosa racconta di te?

Nell’articolo precedente ho posto l’attenzione sui significati che attribuisci ai simboli che consideri indicatori di competenza, espressi da chi si relaziona con te, in modo diretto o indiretto.

Tu utilizzi i tuoi canoni per riconoscere, significare, valutare, catalogare; spesso lo fai in modo automatico, ritenendo che non vi siano altre possibili modalità di interpretazione. E tutto questo, stanne pur certo, può influenzare anche pesantemente la relazione che si sviluppa e l’interpretazione che i diversi attori metteranno in scena.

Inoltre quasi certamente lo stesso processo lo mette in atto anche il tuo interlocutore, dal suo punto di vista.

Attenzione ai particolari dunque, soprattutto a quelli non necessariamente voluti, che vengono veicolati attraverso la comunicazione non verbale e che sono strettamente connessi alla dimensione emotiva e dei sentimenti.

Grazie per l’attenzione.

 

 

 

La simbologia della competenza: uno dei parametri che utilizziamo per conoscere, classificare, selezionare

Mi accade talvolta di notare dei particolari che mi fanno sorridere o mi lasciano perplesso.

E non credo questo accada soltanto a me.

Quando diveniamo esperti in una qualche forma di agire, professionale o meno, ci risulta spontaneo porre attenzione, valutare e classificare  i segni che contraddistinguono ai nostri occhi la padronanza di una competenza, di un sapere agito, da parte di qualcuno, non necessariamente in relazione con noi.

L’esperienza, ma soprattutto la passione per una disciplina, ci hanno portare a definire un nostro lessico, più o meno condiviso con altri, attraverso il quale leggere i diversi elementi e le evidenze desumibili dal piano non verbale della comunicazione di chi ci circonda (spesso in modo assolutamente non intenzionale).

Padroneggiare una competenza significa infatti non solo averne appreso e compreso nel concreto i fondamentali, ma anche avere una chiara rappresentazione di quali possano essere i diversi stili con i quali la competenza può essere resa operativa ed avere delle preferenze al riguardo, ad esempio in relazione alla propria cornice di riferimento. Gli stili possono essere legati a scuole diverse di pensiero e connotare la competenza secondo forme attuative distinte (eventualmente alcune a noi più vicine) a parità di possesso della competenza stessa.

Attraverso questi particolari possiamo riconoscere le peculiarità dell’agire, i difetti o le manchevolezze e, perchè no, anche il genio.

Organigramma aziendale: i ruoli professionali, ovvero la faccia viva dell’organigramma

L‘analisi delle competenze-chiave costituisce un primo momento di messa a fuoco, individuazione e riflessione sulle diverse componenti dei ruoli professionali, che permette di conoscerne le caratteristiche fondamentali e di poterne padroneggiare efficacemente l’evoluzione attraverso la maturazione di una progettualità in grado di promuovere e sostenere le esigenze di sviluppo e di cambiamento.

In questo modo viene rafforzata inoltre la capacità di condurre politiche del personale, impostate su un efficace percorso di crescita e formazione continua, per meglio soddisfare le aspettative dell’organizzazione e delle persone coinvolte; una esigenza imprescindibile per una realtà che basa il proprio successo sulla valorizzazione duratura del proprio capitale umano.