Quella sottile linea rossa…

Non c’è nulla da fare.

Ma proprio nulla!

È incredibile. Sembra una presa in giro.

Eppure è diventata la mia vita.

Cosa? Ma come?! Non è chiaro?!

Rimuovere quella sottile (ma tanto persistente) linea rossa che così frequentemente divide l’una dall’altra le mansioni chiave in un’azienda.

Sì perché sembra vi sia una oscura predisposizione a non comprendere come la collaborazione interna sia la via naturale per il successo di un’impresa, non la competizione.

Eppure l'”ho ragione io!” sembra spesso essere la ragione di vita di ben retribuiti dipendenti, che però dimostrano la lungimiranza di ottusi mocciosi al parco giochi.

Ma com’è mai possibile che idee ed investimenti debbano così ostinatamente arenarsi di fronte a questi miseri egoismi?

Ci sono ampi spazi di miglioramento!

Organizzazione aziendale: qual è la scelta più corretta per il futuro di imprese e studi professionali? (II parte)

Ben ritrovato.
Nel post precedente ho parlato dell’importanza di conoscere e padroneggiare la propria organizzazione, ma anche di come sia necessario fare ciò senza costringerla all’interno di una gabbia eccessivamente rigida e formale che non le appartiene e che potrebbe risultare fuori tempo rispetto al mutamento delle condizioni del mercato che si è verificato negli ultimi anni e che secondo me non può essere affrontato semplicemente facendo ricorso a strumenti pensati per una cultura d’impresa che ormai non possono più essere visti come soluzioni risolutive.

Gli strumenti contabili di controllo vanno bene per conoscere e certamente questo costituisce un fattore importante per la tua possibilità e capacità nel gestire la tua impresa o il tuo studio, ma bisogna tener presente che la realtà che viviamo è diventata tanto mutevole che è molto complesso ridurla totalmente ad una schematica classificazione e ad una rigida previsione, soprattutto se non ti occupi di produzione in serie e se punti espressamente sul rapporto col cliente e sulla possibilità di personalizzare il prodotto o il servizio che gli offri.
In questo caso devi evitare di essere rigido, e dopo aver fatto ordine e definito i tuoi parametri (anche con gli strumenti di razionalizzazione contabile, certo) ti conviene lavorare sulla tua squadra.

Non è più tempo di accentrare direzione e controllo, ma va diffusa quell’intelligenza e sensibilità organizzativa e quella voglia di fare gioco di squadra, che permettano a chi lavora con te di essere flessibile, fungibile, efficiente ed efficace, non perché segue delle procedure, ma in quanto queste sono divenute caratteristiche proprie del suo modo di lavorare, poiché le ha “respirate” vivendo nella cultura organizzativa che hai creato.
Far crescere le persone significa alternare leadership e followership, dirigendo e lasciando emergere, in un equilibrio dinamico e positivo dei rapporti interpersonali e delle relazioni organizzative.

Grazie per la tua attenzione!

Organizzazione aziendale: qual è la scelta più corretta per il futuro di imprese e studi professionali? (I parte)

In questo difficile periodo, molti studi professionali ed aziende hanno compreso l’importanza e avvertito l’esigenza di conoscere meglio il propri processi, con particolare riferimento ai costi di gestione ed alla produttività del personale.

I costi diretti del personale rappresentano in media circa il 30% dei costi aziendali e molto spesso non sono gestiti ma solo amministrati:
All’interno di queste due nicchie di costo si “nascondono” generalmente significative opportunità per migliorare rispettivamente l’efficienza dell’organizzazione e ridurre l’entità della spesa.

Ma quale insidia si cela dietro la legittima e corretta ricerca espressa da professionisti e titolari di conoscere e padroneggiare il proprio sistema produttivo? Le micro e piccole imprese e gli studi professionali si caratterizzano di solito per essere organizzati su strutture assai corte, poco formalizzate, nelle quali le persone ricoprono più mansioni, senza una specifica delega e seguendo metodi di lavoro che quasi mai sono frutto di procedure scritte e condivise.
Dato per scontato che il navigare a vista non è più conveniente sia in termini di risultati economici che per quanto riguarda la qualità offerta e la soddisfazione del cliente, è altrettanto vero che non è affatto semplice pensare di “rinchiudere” repentinamente una siffatta organizzazione all’interno dei rigidi confini della retorica tipica del XX secolo: comando, controllo, rigide mansioni.
Non è il caso di prendere ora questa strada, se non come passaggio intermedio di razionalizzazione del proprio sistema, in vista di assumere una pelle decisamente più in linea con i tempi di incertezza e di cambiamento continuo che studi ed imprese stanno attraversando.
Il futuro organizzativo delle piccole e medie imprese e degli studi professionali non sta di certo nella rigidità, ma nella flessibilità, nella fungibilità e nella competenza professionale del personale, nella capacità di cambiare costantemente adattandosi al le evoluzioni di mercato.

Grazie per la tua attenzione; domani ricordati di leggere la seconda parte dell’articolo!

Organizzazione aziendale: un piccolo segreto

Quante volte ti capita di aprire una uno schedario, una teca, un raccoglitore, un faldone e di non trovare tutto quello che esso dovrebbe contenere (e che ti aspettavi di trovare).

Ogni volta che si verificano situazioni come quella sopra descritta è facile perdere tempo, dover rivedere il programma di lavoro, sbottare con se stessi o con chi si ritiene avrebbe dovuto mettere al suo posto ciò che invece manca. Insomma, niente di utile!

Ecco allora una semplice regola che può aiutare davvero molto, se tu e chi lavora con te vi impegnate ad applicarla con costanza:

 Tutte le pratiche e le procedure che possono essere completate, debbono essere completate ed archiviate al proprio posto. Nessuna di queste due operazioni deve essere rimandata a chissà quando, per nessun motivo.

Provare per credere!

Organigramma e organizzazione aziendale: hai mai sentito parlare dell’alchimista organizzativo? (III parte)

Buongiorno, avevamo lascito il nostro alchimista organizzativo a metà dell’opera ed è rimasta insoluta una domando piuttosto intrigante:

che fa dunque l’alchimista quando ha stabilizzato in modo armonico il ritmo operativo della propria organizzazione?

La risposta è di quelle che sicuramente ti piace sentire:

Può finalmente cominciare a divertirsi!

Più in concreto può iniziare a spaziare modo decisamente più libero e sicuro, potendo contare sulle certezze che la base ritmica che ha messo a punto gli garantiscono.

Potrà osare, accelerare, innovare, stimolare, nella consapevolezza che l’organizzazione terrà botta e sarà in grado di seguirlo nella sua azione. Questo aspetto risulta, a mio parer mio, estremamente importante (e gratificante) proprio in questi tempi complessi, quando la propensione al cambiamento, all’innovazione e al gioco di squadra possono risultare determinanti per gli esiti di un’impresa o di uno studio professionale.

L’alchimista sa di poter osare, chiedendo al sistema che ha costruito un elevato grado di competitività, impegno e partecipazione; la contropartita sarà rappresentata dalla sua attenzione prestata in modo continuativo a favorire la condivisione dell’obiettivo comune, attraverso la gratificazione di interessi individuali e collettivi. Come detto all’inizio della storia, l’alchimista competente ha l’orecchio fino ed attento, pronto a cogliere ogni minima variazione non desiderata nell’armonia prodotta dalla propria organizzazione ed a mettervi rimedio.

Questo ritmo armonico permette all’azienda/studio professionale di creare collaborazione all’interno e capacità competitiva verso l’esterno, di migliorare la propria efficienza e di valorizzare agli occhi del mercato la propria specificità.
Non mi sembra davvero poco, in termini di risultato e di benessere; molto meglio che trasformare tutto in oro!

Grazie per la tua attenzione!

Conoscere per gestire e per crescere

D’accordo, non sta a me dirlo, ma sono stato proprio contento di sentire la soddisfazione dei partecipanti al seminario del 22 ottobre.
Ma è solo una tappa…

Il check-up organizzativo nello studio professionale: conoscere, comprendere, migliorare, innovare

Avere piena consapevolezza dello stato e del funzionamento della propria organizzazione costituisce la base indispensabile per poter lavorare bene ed ottenere risultati soddisfacenti.
Affrontiamo assieme questi argomenti e verifichiamo le migliori soluzioni operative:

  1. saper analizzare, capire e gestire le fondamentali dinamiche organizzative presenti nello studio professionale, per poter decidere ed agire a colpo sicuro;
  2. migliorare le procedure e la produttività interne per diminuire gli errori e le perdite di tempo, promuovere autonomia e senso di responsabilità, favorire l’attenzione alla qualità ed all’efficacia;
  3. promuovere le competenze professionali davvero importanti e qualificanti per lo studio, valorizzando il capitale umano e ponendo le basi per una crescita ragionata e costante;
  4. migliorare il rapporto con la clientela, per ridurre incomprensioni, insoluti, abbandoni;
  5. valutare e migliorare il sistema retributivo e premiante adottato, che più di ogni altro racconta la politica del personale adottata dal titolare dello studio.

Il seminario ha una durata di 7 ore ed un costo di 170 euro (più 2% e iva).
Si svolgerà a Verona, nella giornata del 19 novembre, in orario 10.00 – 18.00, in Corso Porta Nuova 107, sede del C.P. Consulenti del lavoro.

Un momento dedicato ad argomenti di primaria importanza, per avere risposte concrete alle tue domande, da applicare subito nel tuo quotidiano, per un grande autunno, per un fantastico 2013.

Come puoi notare abbiamo deciso di contenere al massimo i prezzi, perchè sappiamo quanto il momento sia difficile e non vogliamo che neppure qualche decina di euro vincoli il tuo desiderio di partecipare; questo è una parte dell’impegno che ObiettivoEfficacia ed io abbiamo deciso di metter in questa iniziativa.
La seconda parte dell’impegno è mia personale: come sempre farò in modo di rendere interessanti e piacevoli gli incontri, presentando anche ulteriori idee e soluzioni messe a punto negli ultimi mesi.

NB: è stato concesso l’accredito degli eventi formativi ai fini della FCO dal Consiglio Provinciale dei Consulenti del lavoro di Verona.

Con piacere informo che il 10% del ricavato verrà devoluto in beneficenza, ad una associazione operante nell’ascolto e nel sostegno delle persone sole ed in difficoltà.

A questo punto non esitare, segnala il tuo interesse e quello di tuoi colleghi ed amici al seguente indirizzo email: andrea.pozzatti@gmail.com

Grazie per la Tua preziosa attenzione e… Ti aspetto a Verona!

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