Don’t be heimskur!

Don’t be heimskur!

Ho letto sul supplemento del Corriere della Sera di alcune settimane fa, un interessante articolo sull’attuale situazione socioeconomica dell’Islanda e, la cosa che più mi ha intrigato, è stata una piccola didascalia, di quelle che vengono poste tra le foto ed il testo, che diceva pressappoco così:

Heimskur,

in islandese significa stupido, cioè colui che sta casa.

Mi è molto piaciuto questo significato, che si ritrova nella lingua di un popolo che vivendo su un’isola splendida ma sperduta, necessariamente si è sempre dovuto volgere verso l’esterno.

Mi trovo a condividere questo sentimento, venendo anch’io da una piccola isola del mondo ed avendo capito come sia importante riuscire ad assumere una dimensione personale di vita e di pensiero che vada oltre i limiti geografici e la cultura nella quale si sguazza fin dalla più tenera età.

Penso davvero sia poco saggio, ed anche un pò noioso, rinchiudersi in abitudini e certezze che finiscono inevitabilmente per formare un vicolo cieco.

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E non è molto saggio – davvero – costruire con le proprie mani la propria trappola!

Conviene sentirsi un pò… Islandesi e guardare con fiducia a quel mare che ci circonda, vedendone le opportunità, oltrechè i rischi.

Aiuta pensare all’efficacia emotiva di due delle più belle piazze d’Europa, Trieste e Lisbona, ove un lato è ‘occupato’ rispettivamente dal Mare Adriatico e dall’Oceano Atlantico: esse sanno trasmettere il senso della libertà, del movimento, della scoperta, della crescita, dello sviluppo. Quel mare non costituisce soltanto un pericolo, ma anche una fonte incredibile di opportunità.

Auguri per un futuro entusiasmante, con fiducia e serendipity!

Andrea Pozzatti

PS: Grazie Claudio!

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La chiave del tuo futuro? Stamattina ti sei ricordato di mettere le mani in tasca?

Si, proprio così.
Stamattina ti sei ricordato di mettere le mani in tasca?

Come…

per fare cosa?!

Ma per prendere le chiavi del tuo futuro!

Le hai tu; sono nelle tue mani.

E’ sufficente che tu, ogni mattina, ricordi di prenderle… e di usarle per prire i tuoi sogni.

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Grazie per la tua attenzione e … a presto!

Spieghi il valore che costruisci ogni giorno col tuo lavoro?

‘Spieghi’ il Valore che costruisci ogni giorno con il tuo lavoro?

Dedichi del tempo e dell’attenzione a raccontarlo al tuo cliente, ai tuoi collaboratori, alle persone con cui ti rapporti?

Questo articolo è dedicato a chi ogni giorno lavora con grinta ed orgoglio per proporre il proprio stile, a chi ha voglia di esprimere se stesso anche attraverso la professionalità, a chi non si accontenta del già visto e sentito.

Che ne pensi?

Piccole attenzioni quotidiane sono in grado di generare risultati molto importanti

Creare qualità, cioè Valore, con sforzo ed attenzione e non farla conoscere al proprio cliente è un grande errore, ed espone al rischio di essere valutati solo o prevalentemente in base al prezzo, spesso l’unico ‘numero’ davvero compreso da chi acquista.
Puoi ovviare a questo rischio dedicando attenzione a comunicare e spiegare il tuo Valore, attraverso lo stile che proponi, cioè attraverso atteggiamenti, comportamenti ed attenzioni.

Se non l’hai già fatto, REGISTRATI ORA ad Obiettivoefficacia!

Grazie per la tua attenzione e buona settimana.

Il coraggio della perseveranza!

Il coraggio della perseveranza è certamente una delle principali risorse di cui dispone ognuno di noi.

Il coraggio della perseveranza è credere fermamente in te stesso ogni giorno, ogni ora, in ogni azione.

E’ dare tutto ciò che si può dare, con continuità ed affidabilità, verso te e gli altri.

E’ fare le cose con entusiasmo.

E’ cercare la gioia non solo nel traguardo ma soprattutto nel percorso.

La determinazione e la convinzione sono la chiave del successo personale, inteso come capacità di rrivare dove vuoi tu e di costruire il tuo personale benessere.

Il coraggio della perseveranza è anche l’unico modo per saggiare fino in fondo la bontà delle tue idee, la forza innovativa dei tuoi progetti.

E’ l’unico modo per costruire e comunicare il tuo stile, il “senso” che hai deciso di dare al tuo essere nel mondo e con gli altri, per dare piena forza allo sviluppo ed alla promozione della tua individualità.

Grazie per la tua attenzione e buona giornata.

Più belli e più felici?!

Ieri ho percorso un lungo tratto d’autostrada e ho alternato il dialogo con i miei pensieri all’ascolto della radio.

Ad un tratto la mia attenzione, concentrata sulla guida in un tratto difficile d’autostrata, sotto un acquazzone più estivo che autunnale, è stata attratta dalla pubblicità di una clinica estetica, che stimolava i/le possibili clienti con questa lusinga più belli e dunque più felici.

Tra me e me ho pensato a come sarebbe semplice mettersi nelle mani di un esterno a noi stessi, che, con la sua tecnica sapiente, ci rende più felici, passando attraverso il miglioramento dell’aspetto fisico.

Posso capire che questo può aiutare nel caso dell’eliminazione di una malformazione limitante, che fin a quel momento ha causato problemi di relazione alla persona, ma nel caso di una situazione normale…

Pensate che vantaggio si potrebbe avere, in termini commerciali, nel poter promettere la felicità!

Vieni da me e non sarai  più triste!

Anzi, sarai felice!

 

Purtroppo, o meglio per fortuna, non è così.

O almeno, secondo me non è così.

Il passaggio non è tanto dalla bellezza alla felicità, quanto il contrario; più felice (ovvero: più in pace con me stesso) -> più bello (ovvero: più sorridente, più disteso, più aperto, più ottimista…).

Non lo pensi anche tu?

Certo, visto così è più complessa la cosa, perchè mi devo far carico che si tratta di una responsabilità mia, non delegabile, che sta nei miei pensieri e non in una tecnica. Ma è anche vero che, una volta che ci sono arrivato, questa è farina del mio sacco e non mi vincola all’esterno.

 

Ciao e grazie per la tua attenzione!

Un esempio di stile personale, efficace e che ti può portare soddisfazioni immense (terza puntata)? Eccolo a te; PROVA E CREDICI!!!

Bene!

 

Continuiamo a parlare di efficacia (…e come potrebbe essere altrimenti!),

sempre correndo lungo la metafora sportiva,

 che Fabio ha proposto con il suo commento.

 

Josè Mourinho,

nuovo allenatore dell’Inter

e mio coetaneo (sarà meglio che mi dia una mossa!!)

si è presentato da par suo (leggi: da protagonista e da vincente)

alla squadra ed ai tifosi,

proponendo un mix ad alto impatto formato da:

  • definizione dei paletti che inquadrano la relazione allenatore-squadra ed i rapporti tra i giocatori;
  • richesta di disciplina e di rispetto di regole condivise e valide per tutti;
  • ognuno è utile, nessuno indispensabile e dunque viene introdotta la competizione per l’ingresso in campo;
  • sulla base di uno schema di riferimento, la virtù praticata sarà la flessibilità dei ruoli;
  • da buon responsabile e coach egli si farà carico di tutelare il gruppo.

 

Questo vale per tutti – Mourinho compreso – e pare di capire che una delle leve che utilizzerà sarà quella dell’effetto-esempio:

Chiedo solo quello che posso fare anche io.

Se arrivo al lavoro un’ora prima non posso accettare che uno si presenti in ritardo.

ecco un esempio semplice. …. quello che conta è che

se l’allenamento inizia alle 10, alle 10 si comincia.

Se ci siamo tutti bene, se siamo in 14 lavoro solo con loro.

(E gli altri?)

Vanno a casa.

E vanno a casa anche quando c’è la partita.

 

Mourinho dice inoltre di sè:

Sono una persona che stabilisce gli obiettivi con molto rischio; lo faccio in modo un pò aggressivo e voglio che il gruppo sia con me e la pensi come me.

Insieme possiamo fare un buon lavoro.

 

 Così lo descrive Gianni Piva, a contorno dell’intervista pubblicata su repubblica del 16 luglio:

Gli esami cominceranno presto per l’Inter e Mourinho è un giudice a cui non piace chi sbaglia.

No, non c’è stato spazio per promesse facili, o sogni ad occhi aperti nel primo giorno dell’Inter entrata nel segno di Josè, uno cui piace parlar chiaro.

E che alle star del pallone che formano il sontuoso organico neroazzurro chiede molto e non concede sconti. …

Misurato, preciso, padrone di un italiano dove non ci sono parole sprecate o equivocabili, specchio di un carattere forte e idee chiare, ha parlato di “empatia” giusto perchè non si pensi che basti un pò di impegno negli allenamenti per avvere un 6.

Il tempo dirà se è la ricetta che serve a far vincere l’Inter, intanto ha fatto capire… la sua filosofia di calcio, di lavoro, di vita insieme.

 

  • Obiettivi,
  • rispetto di regole condivise,
  • spirito di gruppo,
  • tensione verso la competizione,
  • empatia,
  • fame di traguardi,
  • attenzione alla comunicazione da parte di un allenatore straniero che ha imparato prima e non strada facendo l’italiano per non mettere veli tra il messaggio lanciato e quello percepito (ricordate Trapattoni… http://www.youtube.com/watch?v=qoSLm9G8o4c ) e per sottolineare che anche le “sfumature” e i particolari più piccoli concorrono a creare il senso ed a rappresentare la consapevolezza di ciò che fai.

 

 

Nulla puoi lasciare al caso!

 

Nulla puoi dare per scontato, se vuoi ottenerei risultati cui aspiri.

 

Trovo ci sia molto da apprendere da questo atteggiamento, mentale e comunicativo,

ovvero di comunicazione rivolta verso di sè e verso gli altri.

 

Vale la pena di tenerne conto;

lo definirei un modello interessante

di manager vincente e di efficace imprenditore di sè stesso.

 

Grazie per la tua attenzione.