Un Nuovo anno o un Altro anno?

Come sempre accade, talvolta con disarmata ed inutile ripetitività,
in questo periodo dell’anno è tempo di propositi.

Te ne propongo tre:

  • padroneggiare te stesso,
  • padroneggiare le tue reazioni alla vita,
  • padroneggiare l’uso che fai del tuo tempo,

partendo dalle piccolissime cose di ogni giorno:

  • la sveglia,
  • il sorriso,
  • notare il mondo attorno a te,
  • pensare a ciò che ti sta a cuore.

Buon Anno Nuovo!

Il latte versato

Il latte versatoIl latte versato.

Su un muro della mia città campeggia questo grande manifesto, che mi ha colpito parecchio.

Il mio sguardo ha proprio ‘sbattuto’ contro di esso e ne è stato attratto.

Al punto da fermarlo in una foto ed in una riflessione.

Mi ha davvero colpito e per diversi motivi;

  • innanzi tutto perchè poche comunicazioni pubblicitarie sono in grado di attrarre il mio sguardo e la mia attenzione. Dunque tanto di cappello all’ideatore.
  • poi per le mani del vecchio in primo piano. Non ho mai associato, prima d’ora, la pietà al latte. Questo è successo guardando il manifesto. La pietà e la rassegnazione. Nè le avevo mai associate alla mia terra. Mi ha lasciato in bocca il senso della sconfitta.
  • infine mi ha colpito la lieve ‘minaccia’ insita sulle conseguenze ipotetiche di una spesa poco attenta al prodotto locale.

Davvero la comunicazione mi ha colpito.

Ma non mi convince.

Ho sempre compratto il latte locale non per pietà, ma perchè ‘credo’ in esso.

Forse mi sono fin qui sbagliato ed ora devo cambiare motivazione?

Mi sono fidato della sua qualità, perchè credo nel sistema che lo produce e distribuisce. Insomma, vedevo in esso un ‘valore’ diverso rispetto a quello di altri prodotti. Devo dubitare della sua qualità?

Ma questa comunicazione mi dice diversamente; non parla di me e del prodotto. Parla di chi lo produce; ma non della sua professionalità.

E allora?

Intelligenza emotiva e traguardi raggiunti. Ecco un bell’esempio mentre si parla di generazione nè-nè!

Lo ha fatto mostrando colpi, regolarità e anche sufficiente freddezza. I giornalisti britannici si sono meravigliati nel vederlo giocare senza ansia e apprensione accanto a una leggenda del golf come Tom Watson, 59 anni, uno che ha vinto il suo quinto Open 10 anni prima che Manassero nascesse. E’ stato un duello, quelle delle prime due giornate, che ha attirato le simpatie del pubblico e dei media. I complimenti di Watson e di Garcia e degli altri campioni per Manassero sono stati più che sinceri: se terrà questo passo, sarà tra breve uno di loro. E il giovanissimo Matteo ha dimostrato che può reggere il loro gioco, il loro ritmo, per tutto il torneo… .

Tratto da Corriere.it

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