Sviluppo organizzativo 2^ parte

Il gioco di squadra presenta molte sfaccettature e rappresenta una chiave interpretativa fondamentale sia del benessere organizzativo, che della produttività interna e della soddisfazione del cliente.

Insomma, non ci interessano eroi o solisti, ma persone intelligenti, capaci davvero di vivere e lavorare assieme agli altri.

 

Grazie per l’attenzione!

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Organizzazione aziendale: qual è la scelta più corretta per il futuro di imprese e studi professionali? (II parte)

Ben ritrovato.
Nel post precedente ho parlato dell’importanza di conoscere e padroneggiare la propria organizzazione, ma anche di come sia necessario fare ciò senza costringerla all’interno di una gabbia eccessivamente rigida e formale che non le appartiene e che potrebbe risultare fuori tempo rispetto al mutamento delle condizioni del mercato che si è verificato negli ultimi anni e che secondo me non può essere affrontato semplicemente facendo ricorso a strumenti pensati per una cultura d’impresa che ormai non possono più essere visti come soluzioni risolutive.

Gli strumenti contabili di controllo vanno bene per conoscere e certamente questo costituisce un fattore importante per la tua possibilità e capacità nel gestire la tua impresa o il tuo studio, ma bisogna tener presente che la realtà che viviamo è diventata tanto mutevole che è molto complesso ridurla totalmente ad una schematica classificazione e ad una rigida previsione, soprattutto se non ti occupi di produzione in serie e se punti espressamente sul rapporto col cliente e sulla possibilità di personalizzare il prodotto o il servizio che gli offri.
In questo caso devi evitare di essere rigido, e dopo aver fatto ordine e definito i tuoi parametri (anche con gli strumenti di razionalizzazione contabile, certo) ti conviene lavorare sulla tua squadra.

Non è più tempo di accentrare direzione e controllo, ma va diffusa quell’intelligenza e sensibilità organizzativa e quella voglia di fare gioco di squadra, che permettano a chi lavora con te di essere flessibile, fungibile, efficiente ed efficace, non perché segue delle procedure, ma in quanto queste sono divenute caratteristiche proprie del suo modo di lavorare, poiché le ha “respirate” vivendo nella cultura organizzativa che hai creato.
Far crescere le persone significa alternare leadership e followership, dirigendo e lasciando emergere, in un equilibrio dinamico e positivo dei rapporti interpersonali e delle relazioni organizzative.

Grazie per la tua attenzione!

Organizzazione aziendale: come migliorare la produttività

Migliorare la produttività è sempre stato al centro dei miei pensieri.

Oggi, dopo 20 anni di attività come consulente del lavoro e circa 6 come professionista in materia di valorizzazione del capitale umano, posso dire che due sono le leve della produttività; la prima è quella di porsi degli obiettivi e saperli porre alla prorpia squadra, traducendoli in esempi semplici e duplicabili da chiunque, la seconda è racchiusa in una frase che a me piace molto : “ciò che viene misurato viene fatto”. Se non puoi quantificare e dettagliare ciò che vuoi ottenere sarà difficile che tu possa raggiungerlo.

Ringrazio Giovanni per questo commento lineare ed intelligente, che riprende alcuni temi a me tanto cari, perché importanti e dirimenti nella gestione di un’organizzazione.

  • Il primo: partiamo dal concetto di produttività, cioè del rendimento del lavoro svolto. E’ chiaro come sia importante curare questo aspetto da parte di chiunque abbia a cuore la propria attività; lavorare con una buona produttività significa lavorare meglio e diminuire gli sprechi, quindi logorarsi meno, vivere meglio. E non è poco, visto il periodo.
  • Il secondo: è importante sapere cosa si vuole (obiettivi) e fare in modo di condividere i propri sogni e traguardi con i compagni di viaggio (leadership e delega). Certo, i compagni di viaggio vanno scelti con attenzione (ricerca e selezione) e fatti crescere  con cura (valorizzazione del capitale umano)
  • il terzo: saper gestire significa conoscere bene la propria realtà e questo può avvenire se si riescono a quantificare almeno i principali fattori gestionali. Conoscere il proprio ambiente è essenziale per porre obiettivi chiari, verificabili ed incentivabili a sé ed ai collaboratori.

Da parecchi tempo parlo di investimento organizzativo: conoscere, comprendere, programmare, agire, ottenere risultati e soddisfazione.

Usare una parte del tuo tempo per affrontare e gestire con determinazione e continuità i tre punti sopra descritti, ti aiuterà a ricavare altro tempo per godere dei successi che certamente otterrai, agendo in questo modo.

Qui scopri come fare!

Grazie per la tua attenzione!

Migliorare produttività e competitività

Il tema dell’efficienza, della produttività è un tema importante.

E’ un tema che assolutamente non va trascurato, anche se può apparire scomodo da affrontare e gestire.
E il bello è che noi Italiani sappiamo bene come fare, perché negli anni settanta la nostra produttività era ai vertici mondiali. I nostri genitori e i nostri nonni posero basi solidissime ed assai efficaci, ahimè ora molto incrinate.
Queste cose le dice bene il Rapporto sul mercato del lavoro a cura del CNEL.

In quarantanni siamo precipitati dalla testa alla coda della classifica della produttività, scavando un fossato tra noi e le economie più attente a questo tema.
I margini si sono drasticamente ridotti, sia per via dell’aumento dei costi dei fattori produttivi impiegati, sia per le diseconomie interne che hanno ulteriormente gravato i conte delle imprese e degli studi professionali.
Neppure gli investimenti massicci in tecnologia sono stati in grado di arginare questa debacle, anzi in molti casi, come negli studi professionali, l’informatica applicata ai processi produttivi ha richiesto profondi cambiamenti e rivisitazioni dei profili di competenza degli addetti, senza che questo processo di crescita professionale venisse adeguatamente programmato e condotto.

Questo perché? Perché il lavoro è più complesso, in termini di modalità di realizzazione, di brevità dei tempi di consegna, di frenetico susseguirsi delle scadenze. E dunque è importante prestare attenzione ai modi ed ai metodi con i quali il lavoro viene svolto, ai sistemi di direzione, gestione e controllo di aziende e studi professionali.

Lasciare al buon senso del singolo la scelta delle modalità organizzative del lavoro rappresenta ormai una scelta riduttiva ed alla lunga perdente; molto spesso equivale a lasciare al caso una scelta assai importante in termini di efficienza e di redditività dell’impresa o dello studio.

Certamente quarant’anni di declino stanno a significare, secondo me, che la disattenzione verso la produttività ha assunto una dimensione di abitudine, influenzando (negativamente)  la cultura del lavoro di titolari ed addetti. Addirittura l’introduzione delle tecnologie di automazione dei processi sembra aver dato alle machine ed ai software la parola (e la responsabilità) in materia di organizzazione del lavoro, perdendo in questo modo lo sguardo d’insieme sul lavoro e quella capacità di personalizzare e di innovare che larga parte ebbero nel successo italiano durante il boom economico del secondo dopoguerra.

Non occuparsi della produttività del proprio lavoro, dello studio professionale, dell’impresa è un grosso errore, significa fare molto fatica per ottenere scarsi risultati, rinunciando a conquistare gratificazioni e soddisfazione altrimenti a portata di mano.

Meglio affrontare la situazione; ecco come.