Passaggio generazionale? No, dribbling e fuga!

Figlio mio, un giorno tutto questo sarà tuo!

Papà, stai scherzando, vero?!


Il piccolo e grande made in Italy un po’ alla volta si polverizza e scompare.
Delle molte aziende e studi professionali che si stanno avvicinando all’ipotetico passaggio di testimone da una generazione all’altra una gran parte finirà per chiudere, non tanto per le difficoltà del periodo, quanto per rinuncia da parte delle nuove leve.

Lavorare stanca.
Dirigere un’azienda, per di più la tua, non è affatto uno scherzo, soprattutto in questo contesto di crisi perdurante.
Figli senza spina dorsale, o genitori poco avveduti? Dove sta la verità?

Difficile a dirsi; ma è comunque possibile e utile fare alcune riflessioni.

  • La prima: il passaggio (o ricambio se fuori dai confini familiari) generazionale va preparato con cura e non inventato su due piedi. Come la generazione senior ha maturato nel tempo (a suo tempo!) la vocazione imprenditoriale, così la junior deve essere posta nelle condizioni di scegliere serenamente e consapevolmente il proprio destino professionale e personale e, una volta scelto, va costruito un percorso di avvio, per evitare che il giovane rimanga “schiacciato” da chi lo precede (hai idea di quanto questo accade, nella “normalità”?!).
  • La seconda è una considerazione se vuoi ovvia, ma non per questo scontata. E’ molto più attraente subentrare in un’azienda o in uno studio professionale ben funzionante ed al passo con i tempi, che ricevere sulle spalle un pesante fardello scalcinato ed antiquato. Negli anni il mio lavoro m’ha portato a contatto con imprese e studi che, all’atto del passaggio, si trovavano in una situazione di difficoltà, poiché la generazione uscente aveva lasciato progressivamente andare le cose e quella entrante non aveva ancora preso concretamente in mano la situazione. Subentrare in un contesto siffatto non è né bello né facile e può scoraggiare un giovane non particolarmente determinato. A questo rischio si può dare una concreta risposta lavorando di prevenzione e tenendo monitorata la manutenzione organizzativa dell’impresa o dello studio; questa precauzione favorisce il passaggio generazionale e, se questo non si concretizza, rende più fattibile e conveniente la cessione.

Qui puoi trovare un approfondimento del tema.

Questo lo studio da cui ho preso spunto.

PASSAGGIO GENERAZIONALE: un caso emblematico

Passaggio generazionale ancora protagonista, in positivo!

Da un’intervista a Marco Drago, presidente del gruppo De Agostini, azienda in cui convergono quattro rami familiari, alla quarta generazione. [Daniele manca su Corsera del 3 luglio 2012, pagina 29]

Egli traccia una sintesi molto interessante del cammino che azienda e famiglia stanno realizzando in parallelo:

Serve un’attenta programmazione e condivisione fra i soci.

Non è un caso che si tratti di un progetto al quale abbiamo lavorato nell’ultimo anno.

….

Sono stati raggiunti degli accordi – riflessi in patti parasociali – che traccino un cammino molto preciso per l’evoluzione del gruppo nel prossimo decennio.

….

Consenso e anche regole: qualunque membro della famiglia voglia entrare in posizioni di rilievo dovrà dimostrare di aver svolto attività economiche o comunque lavori per cinque anni almeno in altre aziende.

Mi sembrano posizioni e affermazioni chiare ed interessanti: le parole d’ordine sono competenza, pianificazione e programmazione condivisa, attenzione alla gestione dell’impresa.

Ne abbiamo parlato più volte nelle pagine di questo blog, perché il passaggio generazionale è un momento chiave della vita e dello sviluppo di una impresa e di uno studio professionale, soprattutto nei casi in cui non è possibile dotarsi di management di supporto, ma la responsabilità sia prettamente familiare.

Gestire programmando e coinvolgendo, ponendo obiettivi e pretendendo impegno, favorendo l’assunzione di profili professionali adeguati attraverso esperienze esterne di livello; tutto questo è musica per le orecchie di ObiettivoEfficacia e non suonerà certo strano agli affezionati lettori del blog.

>Da Padre a Figlio è il programma appositamente pensato per aiutarti ad ottenere il meglio per la tua Impresa e per la tua Famiglia dal passaggio generazionale.

E’ un vero peccato non cogliere l’occasione!
 

Organizzazione aziendale: l’occasione del passaggio generazionale

Lavorare per realizzare un buon passaggio generazionale nello studio professionale o nell’azienda è un modo saggio per far fruttare su tre fronti il medesimo investimento.

Ecco spiegato il perché:

  1. il primo motivo è quello più direttamente evidente: se passaggio generazionale ha da essere, è bene che esso sia gestito con cura e competenza, soprattutto in questo periodo economico già di per sé complesso. Solo una grande superficialità o un totale affidamento al caso possono far si che un momento tanto importante non venga gestito adeguatamente; come si può immaginare, infatti, che gli equilibri di un’organizzazione, per piccola che sia, si ridefiniscano autonomamente ed in modo positivo, dopo un fatto rilevante quale l’inserimento nella compagine di uno o più familiari del titolare?
  2. il secondo sposta l’attenzione dal piano professionale a quello privato degli attori in gioco: scelte errate sul lavoro, ovvero quell’ambito dove ci si incontra ogni giorno e si vive gomito a gomito per molte ore, possono avere pessime ripercussioni sulla vita e sulle relazioni familiari. Incomprensioni, presunti torti  subiti, aspettative tradite… quante volte la scarsa o scadente comunicazione ha causato danni gravi o irreparabili? Ne vale la pena?
  3. il terzo piano ha come soggetto principale lo studio o l’azienda: la discontinuità offerta dal passaggio generazionale rappresenta un’ottima occasione per dare una registratina all’organizzazione, per introdurre cambiamenti, per modificare le cose che non stanno funzionando. Una discontinuità aiuta ad introdurre il cambiamento necessario, mentre è molto più complesso cambiare le cose e indurre a cambiare le persone senza che vi siano chiare motivazioni apparenti. E io non conosco nessun ambiente di lavoro che non abbia da introdurre almeno un piccolo cambiamento… A te non risulta?

Vuoi portare a casa tre piccioni con una sola fava?

Ecco cosa puoi fare:

A te la scelta.

Grazie per l’attenzione.

Da Padre a Figlio: assicura continuità e futuro alla Tua impresa!

E’ con grande piacere che Ti presento la mia nuova creatura, il Programma da Padre a Figlio: assicura continuità e futuro alla Tua impresa.

Il tema è quello del passaggio generazionale in azienda e nello studio professionale; un argomento tanto importante quanto… scabroso.

Perché dico questo? Perché ho visto molte aziende e studi (…e quindi molti professionisti ed imprenditori…) vivere per anni con questo elefante nell’ufficio, senza decidere di affrontarlo con serietà, entusiasmo e competenza.

E i risultati di questa passività sono sempre decisamente negativi e molto evidenti:

  • poca chiarezza, spesso sia sul lavoro che in famiglia, con conseguenti frizioni, ripicche, scarsa collaborazione
  • clima interno non entusiasmante ed ambiente di lavoro poco attraente anche per dipendenti e collaboratori
  • molto tempo speso a gestire problematiche che poco hanno a che vedere con l’azienda o lo studio professionale
  • confusione fra i ruoli familiari e lavorativi, con frequenti incursioni – spesso destabilizzanti – da parte di familiari esterni al contesto professionale
  • pesantezza del quotidiano e rischi di “voglia di evasione” da parte di qualche attore (generalmente il più capace)

Si potrebbero elencare altri effetti collaterali di un passaggio generazionale mal gestito o trascurato eccessivamente, ma questi sono di certo sufficienti per generare conseguenze  nefaste non solo sulle persone coinvolte, ma anche sui conti e sulle prospettive dell’azienda e dello studio professionale.
Eppoi: ne vale la pena? Perché attendere e perdere tempo, quando si sa benissimo che alla fine la situazione dovrà essere affrontata (magari quando i rapporti e le prospettive sono ormai ridotti al lumicino)?
Ha davvero senso che solo circa il 30% delle aziende sopravviva al passaggio generazionale?
Ti sembra il periodo adatto per correre rischi inutili o per subire stress non necessari?
Non sarebbe forse meglio potersi concentrare pienamente sulla competitività e sullo sviluppo della propria creatura, potendo contare su risorse coese e motivate?
Non è il caso di sgombrare l’ufficio da questo ingombrante elefante – per nulla invisibile – e cambiare ance un po’ l’aria?

Che ne dici?
Ti sei rivisto nella situazione che ho descritto sopra?
Hai interesse ad approfondire questo tema?
Ecco come ho cucito su misura per Te la mia proposta imperdibile!

Passaggio generazionale: come affrontarlo?

In premessa, penso che sia necessario ammettere che esiste il passaggio generazionale, che non è scontato e che non si limita a insegnare al figlio come lavorare, all’assegnarli una scrivania e appendere i diplomi alla parete.
Fondamentale è valutare la spinta motivazionale del figlio, la reale volontà del padre a concedere spazio e responsabilità al figlio e chiarire il ruolo del figlio agli eventuali dipendenti.
Vista la premessa, sarei disposta a investire molto tempo per pianificare con attenzione il pg.
Dal pdv umano un buon pg implica la serenità di padre e figlio, il consolidamento del loro rapporto e l’armonia dell’ambiente aziendale.
Dal pdv produttivo genera migliori risultati grazie alla chiara ed equilibrata definizione dei ruoli.
Un cattivo pg porta al contrario della risposta alla domanda 2: figlio immotivato o represso, clima di lavoro e famigliare nervoso e conflittuale.
Quanto sarei disposta a spendere? E’ la risposta più difficile.
Il pg non si traduce solo in numeri, è coinvolta la componente emozionale/psicologica.
Il valore in € della gestione emozionale non deve essere basso. L’accettarlo dipende dalla sensibilità degli attori del pg e dalla volontà ad affrontare il dolore (non solo dell’importo della parcella) che smuove il toccare le corde famigliari.
Buon fine settimana da Chiara.

Da Padre a Figlio: assicura continuità e futuro alla tua Impresa

Buongiorno,
con piacere Ti comunico che a brevissimo sarà attivo un nuovo servizio promosso da ObiettivoEfficacia.

Dopo il Programma Angelo Custode che sta aiutando diversi sottoscrittori a raggiungere i propri traguardi, nasce Da Padre in Figlio, il sistema pensato per assicurare continuità e futuro all’impresa, attraverso la gestione graduale, responsabile e coinvolgente del passaggio generazionale, momento topico per molte imprese italiane.

ObiettivoEfficacia si impegna ogni giorno per essere un compagno di viaggio ed un riferimento affidabile, concreto, piacevole; attraverso i due programmi Ti offre opportunità nuove e potenti per soddisfare le Tue esigenze.

In questi anni abbiamo imparato a conoscerci e a stimarci reciprocamente: su tale base solida e sperimentata si fondano queste due proposte, che – ne sono certo – ti offrono davvero molto e ti chiedono davvero il minimo.

Non hai che da guadagnarci!

Per il Passaggio generazionale puoi vedere anche questo video:

Di padre in figlio: la tua voce

Con piacere do spazio a due interessanti commenti scaturiti dalla lettura dell’articolo pubblicato alcuni giorni or sono, con l’intento – dichiaratamente provocatorio – di “pesare” la percezione del tema del Passaggio generazionale da parte dei lettori di ObiettivoEfficacia.

Entrambi i commenti sottolineano l’importanza che il Passaggio Generazionale costituisca e sia percepito come un’opportunità e non come una necessità.

Questo significa che la dimensione psicologica si integra strettamente con quella prettamente economica ed organizzativa; termini come sensibilità, armonia, benessere, equilibrio parlano molto chiaro.

In premessa, penso che sia necessario ammettere che esiste il passaggio generazionale, che non è scontato e che non si limita a insegnare al figlio come lavorare, all’assegnarli una scrivania e appendere i diplomi alla parete.
Fondamentale è valutare la spinta motivazionale del figlio, la reale volontà del padre a concedere spazio e responsabilità al figlio e chiarire il ruolo del figlio agli eventuali dipendenti.
Vista la premessa, sarei disposta a investire molto tempo per pianificare con attenzione il pg.
Dal pdv umano un buon pg implica la serenità di padre e figlio, il consolidamento del loro rapporto e l’armonia dell’ambiente aziendale.
Dal pdv produttivo genera migliori risultati grazie alla chiara ed equilibrata definizione dei ruoli.
Un cattivo pg porta al contrario della risposta alla domanda 2: figlio immotivato o represso, clima di lavoro e famigliare nervoso e conflittuale.
Quanto sarei disposta a spendere? E’ la risposta più difficile.
Il pg non si traduce solo in numeri, è coinvolta la componente emozionale/psicologica.
Il valore in € della gestione emozionale non deve essere basso. L’accettarlo dipende dalla sensibilità degli attori del pg e dalla volontà ad affrontare il dolore (non solo dell’importo della parcella) che smuove il toccare le corde famigliari.

Anche questo secondo commento pone con forza l’attenzione sull’importanza della condivisione e del benessere psicologico che deve costituire premessa indispensabile di un positivo Passaggio Generazionale, che sia utile per tutti gli attori coinvolti.

Sembra scontato, ma non lo è. Molti genitori trascurano l’impatto della componente motivazionale di tale passaggio. La fortuna in questi casi gioca un ruolo fondamentale. Per quanto mi riguarda il passaggio generazionale, avvenuto nel 1998, alla “tenera età” di 43 anni, è stato “obbligato”, concause la morte di mio padre, la scelta universitaria indotta dallo stesso 23 anni prima. I costi in termini di accettazione convinta della stessa scelta sono stati altissimi. Riflettiamo quindi prima e verifichiamo in tempo utile (prima dell’esame di maturità) due cose:
– con molta onestà, e spogliandoci del punto di vista da “genitore indulgente”, se il figlio è adatto;
– se il tipo di attività da “passare” rientra nei “Sogni” del figlio.

Un ruolo importante lo gioca indubbiamente il contesto dell’impresa o dello studio oggetto del Passaggio; chiaramente lo junior deve provare un buon entusiasmo verso il settore d’attività, ma trovo anche molto importante che si faccia in modo che il subentro avvenga rispetto ad un’organizzazione ben strutturata e funzionante e non rispetto ad una realtà in disarmo ed alla deriva.

Per questo è importante avere un piano ed un programma, per non lasciare nulla al caso e per costruire i ruoli professionali e rafforzare le leadership coinvolte, anche in considerazione che lo scenario attuale non è di certo dei più semplici. Ma non per questo bisogna evitare di confrontarsi in modo attivo, responsabile e grintoso con l’affascinante sfida dell’imprenditorialità o della libera professione.

Il problema e’ centrato e veritiero, mancanza di organizzazione e di ruoli ben definiti rischia di creare confusione e approssimazione. In questi casi c’e’ una lotta a difendere il proprio potere e questa genera una guerra fratricida all’interno della struttura che rischia di distruggerla. E’ fondamentale x chi vuole passare il testimone, intanto essere convinto e voler realmente passarlo!! Poi gestire l’inserimento del successore facendolo accettare dalla base e non calandolo dall’alto, altro grave problema. Per gestire un’azienda o un ufficio bisogna avere la leadership, e tu mi insegni che non e’ calata dall’alto. Se così fosse, ci sarebbe qualcun altro leader riconosciuto che contrasterebbe con la direzione e manderebbe la barca a fondo!
Sempre prezioso negli argomenti ti auguro buon lavoro e ci vediamo per il tuo regalo di compleanno.