Parole, parole, parole?

La comunicazione non è concreta come la lamiera!

E’ vero; c’è poco da obiettare a questa considerazione che ho ascoltato pochi giorni fa dalla bocca di un maturo imprenditore.
La comunicazione non è concreta. La lamiera si.

Ma cosa c’è dietro questa frase? Credo la considerazione che la lamiera “segua” piuttosto docilmente le disposizioni di chi la lavora, mentre per le persone… beh, non vale certo lo stesso rapporto causa-effetto che tanto piace e gratifica i tecnici.

Purtroppo (o per fortuna vien da dire) le aziende non funzionano come la lamiera e dunque bisogna fare i conti con la realtà: bisogna imparare a “lavorare” le persone, nella consapevolezza che non reagiranno tutte nello stesso modo e, addirittura, la stessa persona potrà avere comportamenti diversificati a seconda delle situazioni in atto, dei periodi della propria vita, dell’atteggiamento dei colleghi, ecc.

Quindi? Quale cassetta degli attrezzi vuoi usare?

[Foto: Tarifa (E), agosto 2016]

Fare rete e delegare (per lavorare e vivere meglio)

Saper scegliere e delegare con successo responsabilità ed attività significa essere in grado di avere attorno a sé persone competenti e motivate, grazie alle quali è possibile ampliare notevolmente le proprie capacità, le conoscenze e la possibilità di raggiungere obiettivi elevati, innovativi, sfidanti.

Le tecnologie rendono ancora più semplice “avere vicino” le persone giuste; perché non approfittare dell’opportunità?

Pensa bene quanto questo possa ulteriormente incrementarsi, quando le persone condividono un comune sentire, uno scenario di riferimento (cornice) e non sono gelose le une delle altre; quando le responsabilità sono chiare e definite, come pure le gratificazioni.

Certo tutto questo non avviene per caso e dunque richiede tempo, attenzione, volontà e perseveranza. si tratta di un investimento su di sé e sul proprio lavoro.

Ma la ricompensa è grande, anche in termini di soddisfazioni e di relazioni interpersonali, mentre le alternative a carattere individualistico sono molto meno feconde e gratificanti.

Che aspetti?

Organizzazione aziendale e organigramma: come andare oltre la media?

L’impegno nel proprio lavoro, la motivazione a non limitarsi alla superficialità ed al minimo indispensabile nel quotidiano non è di certo un fatto scontato.

Riscontrare nel proprio personale questo tipo di comportamenti e di atteggiamenti è una conquista importante, frutto di un lavoro competente, appassionato e metodico.

Solo una attenta ricerca e selezione del personale ed un’altrettanto attenta e coinvolgente gestione della delega può garantire all’azienda ed allo studio professionale il capitale umano.

La chiave di lettura è quindi nelle mani del leader; anzi nella mente e nel cuore. Nel suo entusiasmo e nella sua competenza nel ricercare, selezionare, delegare, dirigere e motivare la sua squadra.

Tutto questo è particolarmente importante proprio in questo periodo, durante il quale molte sicurezze sociali e personali progressivamente vengono meno.
Proprio in queste condizioni un “buon capo” può fare la differenza.
Un buon capo sa scegliere le persone “giuste” per la sua squadra, sa coinvolgerle, sa guidarle in una direzione chiara e condivisibile, sa motivarle, sa aiutarle a trovare la propria soddisfazione personale, oltreché essere utili all’azienda o allo studio, sa riconoscere e gratificare il loro apporto.
Sa fare in modo che si trovino bene e che il lavoro – quel lavoro – sia per loro fonte di crescita e sicurezza personale (ti pare poco al giorno d’oggi?).

Un buon capo; what else?

Organizzazione aziendale: un documento interno per accogliere i nuovi collaboratori

Per i clienti più continuativi ed attenti redigo un documento interno volto ad accogliere i nuovi assunti, che va a costituire allegato della lettera di assunzione e supporta il processo di delega.

Il documento dà il benvenuto e sottolinea l’obiettivo di una convivenza fattiva per entrambe le parti, esplicitando i comportamenti e gli atteggiamenti attesi, in relazione al ruolo ricoperto e alle caratteristiche proprie dell’azienda o dello studio.

Ecco le sezioni che lo compongono:

  • Aspetti generali: ovvero la Cornice nell’ambito della quale si inquadra il futuro dell’azienda (dello studio) in generale e della collaborazione in particolare;
  • Aspetti organizzativi e funzionali: organigramma, riferimenti gerarchici, gestionali ed operativi; orario di lavoro, pause e loro fruizione; modalità di tenuta del posto di lavoro e del proprio personal computer o notebook; riferimenti ai sistemi di gestione interni (privacy, prevenzione infortuni, sistema informativo e archiviazione, ecc.);
  • Comportamenti e atteggiamenti organizzativi attesi: rispetto di consegne e scadenze, rapporti con i colleghi, ecc.
  • Comportamenti richiesti nei confronti del cliente e di interlocutori esterni: gestione della comunicazione, livelli di autonomia decisionale, abbigliamento, spazi da utilizzare, ecc.

Grazie per l’attenzione

organigramma e organizzazione: come curare i processi di cambiamento

Cambiare è un processo articolato, che non può avvenire in modo automatico né senza un’adeguata informazione e responsabilizzata partecipazione, ma necessita di una conduzione adeguata.

Solo grazie a queste attenzioni, una intelligente ed azzeccata intuizione strategica si può tradurre in un percorso che conduca ad un reale e duraturo vantaggio competitivo.

L’evoluzione positiva di un sistema organizzativo avviene attraverso un processo di cambiamento guidato e condiviso, che sia pensato, formalizzato e rappresentato a tutti coloro che ne sono coinvolti.
Il cambiamento richiede una leadership determinata e convinta, che coinvolga le persone e le aiuti a traguardare il risultato complessivo ed individuale, vedendo oltre le difficoltà contingenti e delegando con un adeguato processo di supporto.

La delega influisce in termini di efficacia (raggiungere i traguardi) e di efficienza (ottimizzare tempo e risorse).
Curare il processo di delega significa porre attenzione alle attività importanti e non solo a quelle urgenti.
 
E’ uno strumento di gestione tanto più importante dove la persona ha maggiore possibilità d’influenzare il processo in cui opera: turismo, servizi alla persona, vendite, r&s, educazione e formazione, sanità, etc. .

Rappresenta un mezzo fondamentale per lavorare sulla qualità e sullo sviluppo di una organizzazione.