Anzianità e dintorni

Una cosa mi ha proprio positivamente colpito durante il Festival del lavoro: le parole di Tiziano Treu in materia di anzianità del lavoratore.

Dobbiamo smetterla di retribuire sulla base dell’anzianità.

Sostanzialmente queste le sue parole.

Se fosse vero, si potrebbe aprire una pagina nuova, che ammette finalmente come la competenza e l’anzianità lavorativa siano due cose ben distinte, non sempre simmetriche,  e soprattutto smette di condiderare l’anzianità un valore assoluto.
E’ chiaro come a quest’ultima considerazione si potrebbero agganciare molte importanti derivazioni, tese a smuovere il mercato del lavoro e a favore dei giovani ed a promuovere la meritocrazia, piuttosto che la mera presenza continuativa sul posto di lavoro.

Forse il senatore [che comunque fa coppia fissa da almeno un decennio con il suo omologo parallelo Sacconi, a parte qualche incursione di Damiano con le sue cravatte a maglina] ha riflettuto sulla propria esperienza di padre di un ricercatore costretto ad occuparsi all’estero [così ha raccontato], forse si è finalmente reso conto che di fronte ad un mondo che cambia le vecchie risposte elaborate nei momenti di abbondanza non sono più efficaci…
Non so quale sia la ragione profonda di quella frase, ma so che è stato davvero l’unico spiraglio di novità che ho colto.
 

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Organigramma e organizzazione aziendale: come “raccontare” le politiche del personale?

È utile iniziare a considerare il sistema retributivo come la più reale rappresentazione della politica del personale dello studio, più efficace di molti documenti e dichiarazioni di intenti.
È inoltre importante distinguere tra sistema retributivo e sistema premiante, assegnando ad essi due compiti specificamente differenziati:

  • il sistema retributivo riconosce, anche economicamente, l’apporto concreto di ogni membro dell’organizzazione (competenze agite). Dal punto di vista economico è ascrivibile ai costi fissi;
  • il sistema premiante entra in gioco ogni qual volta vi siano da effettuare attività ulteriori rispetto alla routine: ad esempio effettuare un cambiamento, sviluppare un nuovo servizio, gestire un’incorporazione, affrontare una situazione organizzativa transitoria, ecc. Si tratta comunque di gestire situazioni temporanee, non continuative, caratterizzate da traguardi definiti e chiaramente identificati. Fa riferimento ai costi variabili.