Quanto conta una “bella” voce? (2^ parte)

Hai ascoltato la “tua vera voce”?

Se lo hai fatto davvero, molto bene! Si tratta di un primo passo fondamentale.

Dunque ora sai di preciso cosa udirò io, quando mi parlerai; sa di preciso quali sono le tue caratteristiche in termini di:

  • Precisione e chiarezza dell’esposizione
  • Tono della voce: risulta monotona o spazia in modo da risultare davvero in linea con le diverse situazioni e gli effetti che vuoi ottenere?
  • E il ritmo: il discorso scorre bene o si inceppa frequentemente con borbottii o frequenti intercalari? Rallenta invece quando è importante far comprendere la rilevanza di ciò che stai dicendo? Nel complesso ti sembra di riuscire ad interessare chi ti ascolta con un ritmo coinvolgente o risulti noioso?
  • A che volume parli normalmente? Ti si sente bene? Sei in grado di affrontare da questo punto di vista situazioni pubbliche?
  • La tua voce è alta o bassa? Come ti sembra influisca questo aspetto sull’effetto che fai agli altri? E su te stesso?

Aver avuto il “coraggio” di ascoltare pazientemente la tua voce ti permette di raggiungere alcuni risultati importanti; per rendere questo esercizio ancora più potente registrati in situazioni diverse e valuta come la tua voce si comporta in queste diverse condizioni. Cerca di capire se lei ha fatto esattamente quello che tu avresti voluto facesse; poni attenzione all’effetto che produce su di te e domandati quali risultati può generare nei tuoi interlocutori.

Valuta anche quale dei parametri sopra elencati ti è sembrato più in linea e quale/i invece richiedono un lavoro da parte tua. Conoscere la situazione rappresenta certamente un primo importante passo verso la consapevolezza dei propri mezzi e la volontà di migliorarli, ove necessario.

Poni attenzione agli aspetti che non ti soddisfano, cerca di lavorarci e continua ad ascoltarti, per verificare il miglioramento.

Una cosa che mi piace fare

Già, c’è una cosa che mi piace proprio fare.

Ed è ringraziare di cuore tutte le persone che incontro e che ho modo di apprezzare come si impegnino davvero nel proprio lavoro.

Trovo che mi regalino una parte di se’ e che migliorino la mia giornata.

Così mi viene spontaneo cercare di migliorare la loro.

In fondo non sarebbe difficile…

… vivere in un’organizzazione e lavorare con altre persone.

Basterebbe non farne reciprocamente una questione di vittoria o sconfitta, ma cogliere con passione l’opportunità di percorrere un tratto di strada assieme ad altri, perché solo in questo modo molti traguardi diventano realmente raggiungibili.

Accettando la fatica, imparando ad essere flessibili e diventando più pazienti e meno permalosi.

Ma l’arte di complicare le cose non sempre aiuta, anzi molto spetto sgambetta le migliori intenzioni.

Buon ferragosto!

Quanto conta una “bella” voce? (1^ parte)

Mi piace tornare periodicamente a parlare di comunicazione, vista l’importanza che la competenza comunicativa ricopre nella vita e nel quotidiano.

E la voce rappresenta senz’altro uno dei principali strumenti della tua comunicazione; sia per esprimerti, che per conoscerti.

La voce ti fa sembrare più o meno sicuro di te e di ciò che affermi e, al contempo, ti farà sentire più o meno sicuro. Gioca dunque un duplice ruolo, verso gli altri e verso te stesso; proprio per questo motivo va conosciuta e gestita in modo adeguato, senza rifiutare l’ascolto… delle proprie parole.

Esatto, senza commettere questo primo errore, visto che di solito ci si sente a disagio ad ascoltare “dall’esterno” la propria voce, quasi si avesse la sensazione di non riconoscersi (o non si volesse proprio farlo!)

Eppure conoscersi è importante per aver chiaro qual è l’effetto che produci sugli altri quando comunichi, anche perché dalla capacità di risultare efficace dipende lo “stare bene” nella relazione e viceversa: si tratta di un circolo virtuoso o vizioso, a seconda di come ti riesci a porre nelle situazioni.

Ascolta te stesso, dunque; i mezzi non mancano di sicuro. renditi conto di quale può essere l’effetto che produci sugli interlocutori. Cerca anche di capire se la voce che senti ti soddisfa e ti sembra coerente con la persona che vuoi essere.

Il primo passo per una “bella” voce è sapere com’é oggi la tua “vera” voce.

Grazie per l’attenzione!

Ma qual è il confine vero

… tra lasciare che la vita scorra e che le cose accadano e voler invece plasmare il mondo intorno a sé, affinché si materializzino i propri e altrui sogni?

E qual è il naturale punto di separazione fra la guida e l’autonomia di chi si ha accanto? Fra coordinamento e crescita personale?

Quanto lavoro quotidiano è dedicato al fare e quanto a trovare un personale e non troppo precario equilibrio fra queste diverse dimensioni della relazione con il mondo e con le persone?

Quanta creatività viene stimolata e messa in campo proprio dal non lasciar che accada solo ciò che vuol accadere?

Quanto si annusa il vento ogni giorno per cercare “quello giusto” e quante “nasate” costa decidere di non arrendersi alla prima soluzione che ci si ritrova fra le mani?

Non sono certezze e neanche risposte, è vero, ma non sono neppure domande sciocche (almeno credo). E le domande aiutano a pensare.