Sorridi?!

E’ importante vivere con ironia ed entusiasmo, non malgrado i problemi, ma proprio perché essi esistono.

Daniel J. Siegel

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Comunicazione efficace: zucchero o sale?

Nei giorni scorsi si parlava di comunicazione, di riso e di sorriso; mi sono imbattuto in un simpatico toscano che mi ha fatto dono di un detto popolare che non conoscevo.
Mi è piaciuto e te lo propongo, come scusa per riflettere un pò sul proprio stile di comunicazione.

Comprano più dieci grammi di zucchero che un chilo di sale.

Mi sambra davvero un buon promemoria, semplice, chiaro, efficace.

Grazie per l’attenzione!

La suggestione di un profumo

Ieri sera me ne sono andato a fare due ‘rigidi’ passi, nel freddo dopocena della mia città.

Mi serviva un po’ di pace e solitudine per seguire il garbuglio dei miei pensieri.

D’un tratto m’ha colto un profumo suadente, capace di suggestionare i miei pensieri, distogliendomi da ciò a cui stavo pensando con gran poco costrutto e che in quel momento rappresentava il mio orizzonte.

Una ventata d’aria m’è entrata nel naso e nella mente.

Ho raddrizzato la postura e sorriso.

Una piccola simpatica bugia!

Giovedi sera.
Dopo la sfavillante Firenze, la lunga corsa in autostrada, con periodici impaccamenti dietro lenti e fumosi tir in sorpasso.
Arrivo a Roma dopo le 23.
Parcheggio l’ormai famoso Espace – a proposito, altra foratura domenica scorsa! – nel solito hotel, ormai seconda dimora.
Ho già notato, con disappunto, che il ristorante viciniore ha ormai abbassato le saracinesche e spento le luci.
Mi dirigo con passo affrettato verso quella che so essere l’unica altra oasi di ristoro.
Entro, mi accoglie il titolare, chiedo se posso ancora mangiare.

Una battuta:

Certo!

Abbiamo aperto ora; si accomodi dove vuole.

Davvero basta poco per far scaturire un sorriso.

Sono proprio un uomo fortunato.

Più belli e più felici?!

Ieri ho percorso un lungo tratto d’autostrada e ho alternato il dialogo con i miei pensieri all’ascolto della radio.

Ad un tratto la mia attenzione, concentrata sulla guida in un tratto difficile d’autostrata, sotto un acquazzone più estivo che autunnale, è stata attratta dalla pubblicità di una clinica estetica, che stimolava i/le possibili clienti con questa lusinga più belli e dunque più felici.

Tra me e me ho pensato a come sarebbe semplice mettersi nelle mani di un esterno a noi stessi, che, con la sua tecnica sapiente, ci rende più felici, passando attraverso il miglioramento dell’aspetto fisico.

Posso capire che questo può aiutare nel caso dell’eliminazione di una malformazione limitante, che fin a quel momento ha causato problemi di relazione alla persona, ma nel caso di una situazione normale…

Pensate che vantaggio si potrebbe avere, in termini commerciali, nel poter promettere la felicità!

Vieni da me e non sarai  più triste!

Anzi, sarai felice!

 

Purtroppo, o meglio per fortuna, non è così.

O almeno, secondo me non è così.

Il passaggio non è tanto dalla bellezza alla felicità, quanto il contrario; più felice (ovvero: più in pace con me stesso) -> più bello (ovvero: più sorridente, più disteso, più aperto, più ottimista…).

Non lo pensi anche tu?

Certo, visto così è più complessa la cosa, perchè mi devo far carico che si tratta di una responsabilità mia, non delegabile, che sta nei miei pensieri e non in una tecnica. Ma è anche vero che, una volta che ci sono arrivato, questa è farina del mio sacco e non mi vincola all’esterno.

 

Ciao e grazie per la tua attenzione!