Una regola semplice, arguta, efficace

Si tratta di una regola di comunicazione da applicare in situazioni conflittuali o potenzialmente tali. Ci viene in soccorso dalla cultura e tradizione anglosassone in materia di mediazione:

Una sola persona alla volta può tenere comportamenti irrazionali o arrabbiarsi.

Ovvero, non accetto il tuo ballo e ti lascio ballare da solo; vediamo quanto continui.

Cerco l’uomo…

Ma quanto conta la persona in una relazione?

Quanto concIMG_1412orre l’individuo nel conferire spessore, qualità e concretezza?
Quanto “pesa” l’uomo nella costruzione di un fondamento di credibilità da cui scaturisca nell’altro la disponibilità a concedere la propria fiducia?

E su questa strada quanto può passare in modo lineare una seria e costruttiva proposta commerciale?

Ne convieni oppure no?

Se convieni con me, cosa pensi di tutti coloro che si ostinano a “vendere prezzo”, piuttosto che “rappresentare valore”?

E tu, come ti comporti?

 

 

Una gentile blindatura

In queste settimane mi sto dilettando con la ristrutturazione del mio appartamento.

Quando si è trattato di metter mano al portoncino d’ingresso… beh, vuoi forse che la serratura funzionasse bene?

Certo che no!21102009296

Ed allora è cominciata una delle mie inaspettate avventure.

Contattato il serramentista, questi mi ha chiesto il tipo di serratura… e che ci vuole, se il montatore non lo sa e io meno che meno?

Eureka!

Col foto-cellulare scatto due istantanee e via la mail al serramentista e da questi al costruttore (locale e storico) del blindato.

Dopo un pò si scopre che in qualche andito del magazzino – accuratamente conservata – c’è una serratura che potrebbe essere come la mia.

Di volata mi reco presso l’azienda costruttrice, dove il mio riferimento è il titolare.

La nuova serratura è luccicante e, ovviamente, funziona benissimo.

Ma… ma è diversa dalla mia!

Per montarla sono necessarie delle modifiche e non di poco conto.

Nel frattempo è arrivata l’una, penso al mio portoncino che giace riverso e … aperto su due cavalletti in terrazzo ed all’appartamento aperto, con gli operai a pranzo.

Il titolare dell’azienda ha probabilmente colto questi miei pensieri, ed ha cercato di darmi una mano, dimentico del pranzo, aprendo la mia vecchia serratura per vedere se era possibile ripararla.

Mi è piaciuto vedere un titolare di una storica e fiorente PMI trarre dal cassetto della scrivania cacciavite, straccio e lubrificante ed armeggiare a ‘cuore aperto’ sul mio povero insieme di gracchianti ferretti.

Fatto questo ha considerato come la mia chiave – usurata – forse non lavorasse bene e ha detto che ne avrebbe fatta fare una nuova da un suo operaio, dirigendosi verso l’officina.

Gli ho chiesto se potevo seguirlo, perchè mi interessava vedere la sua azienda.

L’operaio interpellato disse che non se la sentiva di copiare quella chiave antica, che richiedeva un procedimento totalmente manuale e un pò d’… occhio esperto.

Il titolare allora decise di farlo egli stesso e mi raccontò, nel frattempo dei sui esordi giovanili nell’azienda.

Era piacevole vedere come manovrava con perizia ed attenzione quella macchina manuale; dietro questa cura e competenza c’è gran parte del successo di molte PMI italiane.

Finita la copia mi ha detto:

Visto che le interessa le faccio visitare l’azienda.

Con piacere.

E sai da dove abbiamo cominciato?

Dal cantiere dell’ampliamento in corso, perchè la crisi si sente sì, ma bisogna anche guardare avanti.

Poi sono ripartito, con due serrature e l’accordo che se non avessi usato la nuova l’avrei riportata.

Una bella avventura, in una giornata che sembrava iniziata piuttosto male.

Grazie per la tua attenzione.

Organigramma, organizzazione e ruoli professionali: due chiavi per leggere tempi e metodi di lavoro

Leggendo i due commenti fino ad oggi pervenuti da parte dei Divi Claudii in calce all’articolo in materia di tempi e metodi di lavoro, ho pensato di approfondire il tema, secondo due punti di vista distinti ma sinergici.

Come sempre, mettiti comodo e guarda il video!

Leggi l’articolo correlato!

Grazie per la tua attenzione.

Il TUO posizionamento EFFICACE!!

Esatto. Del posizionamento.

Ovvero, di come rendere visibile la tua competanza, il tuo sapere, le tue qualità, il servizio che offri.

Facciamo un’ipotesi: domani pubblico un bell’articolo.

Per scriverlo mi sono impegnato, ho studiato, ricercato, discusso.

Dopo averlo scritto ho limato il testo, l’ho affinato, curato; è uscito proprio un buon lavoro.

L’ho riletto; davvero mi rappresenta. davvero comunica ciò che volevo far giungere alla mente ed all’animo altrui.

E’ davvero un buon lavoro.

Bene.

Cosa manca? Manca la cosa più importante, cioè la certezza che venga letto da un gran numero di persone e, soprattutto, da coloro che rappresentano il mio targetdi riferimento.

Quindi la competenza, l’abilità, l’entusiasmo, rischiano di essere vincolate nel limbo delle potenzialità teoriche, se non sono veicolate ad uno sbocco efficace, per rendere al meglio.

Pensa dunque anche alla tua situazione:

  • le tue capacità raggiungono un buon numero di clienti e potenziali clienti che le possano apprezzare ed utilizzare?
  • il tuo approccio al mercato è strutturato e calibrato sulla base di un piano che attua una strategia mirata a raggiungere/consolidare un posizionamento motivato?
  • ti capita spesso di pensare di non essere sufficientemente in grado di promuovere la tua professionalità nel verso giusto?

Vale la pena rifletterci un pò, non ti pare?

Ciao.

http://www.repubblica.it/2009/02/sezioni/tecnologia/web-motori/web-motori/web-motori.html

Identità, autorevolezza e autostima // Flusso o deriva?

sotsass1Sto camminando, intorno all’ora di pranzo, per le vie della mia città.

Sono solo, non incontro nessuno che conosco, il cellulare non squilla nè vibra.

Mi domando:

Quanto io sono io e quanto io sono ciò che è creato dalla relazione con gli altri?

Di più: quanto sono ciò che gli altri mi riconoscono di essere?

Quanto esisto grazie al riconoscimento degli altri?

Qual è il rapporto fra l‘autostima quale valore attribuito a se stessi e l’autorevolezza, come valore attribuito dagli altri?

E’ la prima che influisce su atteggiamenti e comportamenti e dunque traina la seconda?

Oppure l’autostima si alimenta nel riconoscimento altri, nell’assommare figure e posizioni, più che nell’essere individuo?

E quanto incide lo stato d’animo del momento?

Penso sia molto importante l’attenzione data ai feedback: sono privilegiati i propri o quelli degli altri; servono per indirizzare un percorso autonomo oppure per sostenere un’impalcatura posticcia, costruita per compiacere ed essere accettati?

Dietro a questa diversità compare ben evidente il concetto di stabilità della persona centrata su se stessa, finalizzata e focalizzata, piuttosto dell’atteggiamento altalenante di chi è vittima di ciò che ritiene gli altri pensino di lui.

Qual è il ruolo degli stereotipi personali e sociali che si affollano nella mente?

quanto incidono le emozioni negative, rispetto a quelle positive?

Insomma: nel flusso o alla deriva?

Liberi ed interdipendenti o dipendenti dagli altri e dal contesto?

Tu che ne dici?

Grazie per il tuo parere!

Articoli correlati:

https://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/10/31/attenzione-attenzione-parziale-continua-in-agguato-2parte/

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https://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/02/cosa-vuol-dire-essere-nel-flusso-1-parte/

https://obiettivoefficacia.wordpress.com/2009/03/04/cosa-significa-essere-nel-flusso-2-parte/

Ps: l’immagine è opera di Ettore Sottsass; la didascalia dice ‘Sto Meditando Non Toccatemi’

http://www.archimagazine.com/asott.htm

Cosa vuol dire… essere nel flusso 1^ parte

Teoria dell’esperienza ottimale (M. Csikszentmihalyi e altri)
Vorrei parlare brevemente di una teoria di psicologia sociale che ritengo interessante e che proporrò per sommi capi.

Riguarda la qualità dell’esperienza, lo sviluppo del comportamento e la costruzione della personalità individuale, con una particolare attenzione alla relazione con i processi di evoluzione della cultura a cui gli individui appartengono.

Essa fa parte di quel filone di studi che, negli ultimi decenni ha portato la ricerca ad occuparsi di indagare modelli positivi di funzionamento e dello studio delle risorse della persona per contribuire al percorso di crescita e di integrazione nel contesto sociale, piuttosto che delle situazioni problematiche o di deficit.

Nello specifico l’approccio rappresentato si ispira al concetto aristotelico di eudaimonia, cioè di felicità che fa riferimento alla soddisfazione individuale ed all’integrazione positiva con il contesto sociale di riferimento, in un processo di socializzazione ed integrazione reciproca che genera benessere.

Trae spunto da uno studio che ricercava i motivi per i quali le persone in taluni casi svolgono attività difficili, spesso pericolose, talora a rischio, senza che sia presente alcun tipo di ricompensa materiale o comunque quando questa rappresenti solo un elemento secondario del sistema di gratificazioni tratte dall’individuo. L’esame di centinaia di soggetti e l’indagine rivelò come essi condividevano uno stato soggettivo simile e tanto positivo da spingerli a prolungare ed a ricercare nuovamente l’esperienza. L’esperienza provata venne frequentemente descritta utilizzando la metafora di “una corrente che li trasportava”.

L’esperienza ottimale (il flow, la corrente che trasporta) è uno stato complesso in cui i processi cognitivi, motivazionali e affettivi interagiscono ed operano in modo integrato rispetto alle capacità ed alle aspettative della persona, così come si sono costruite nel tempo, sia rispetto alle richieste del contesto esterno attivo in quel momento.

Non è semplicemente un’esperienza di picco, estasi o esaltazione; si tratta invece di una condizione piuttosto strutturata e ricorrente, legata a situazioni quotidiane, comunque in grado di generare un significativo livello di coinvolgimento.

Il flusso di coscienza rappresenta uno stato soggettivo per cui l’individuo è talmente coinvolto in ciò che sta vivendo, da dimenticare ogni altro elemento esperienziale (es. ricordi passati, problemi contingenti, attività da svolgere nell’immediato futuro, ecc.) per focalizzare la propria cognizione e immergersi totalmente nella situazione in atto, il qui ed ora.

Grazie per la tua attenzione!

 

Vedi anche:

https://obiettivoefficacia.wordpress.com/2008/12/20/stay-on-the-blue-groove/