AMA la crisi e ne uscirai in modo vincente!

Ognuno di noi sta vivendo un po’ in apnea questo periodo difficile.

Molte volte capita di non ritrovare le proprie certezze e di sentire che la terra sotto i piedi viene meno.

Molti riferimenti che fino q qualche anno fa erano dati per scontati ora non lo sono più molto, talvolta per nulla.

Giocare in un contesto liquido significa muoversi in modo veloce, deciso e armonico.
Questi tre aggettivi mi piacciono particolarmente per descrivere i comportamenti e gli atteggiamenti personali e professionali che ritengo davvero efficaci, nella situazione attuale.

  • la velocità è fondamentale, perché solo apparentemente il mercato ha rallentato. Questa credenza rischia di essere un un alibi pericolosissimo e di generare conseguenze davvero negative. La velocità è consapevole e pensata, non va confusa con la fretta. La velocità è figlia della chiarezza che consegue alla riflessione. La velocità nasce anche dall’entusiasmo e dalla motivazione.li siano i comportamenti che ritengo essere oggi vincenti:
  • la decisione è un’importante condizione mentale che permette di rendere incisiva la propria azione, personale e professionale. Il connubio di velocità e decisione rende molto più efficace una strategia già di per sé buona. la decisione è un importante strumento di comunicazione. Fatti direttamente riscontrabili sono più espliciti di molte parole, soprattutto in un periodo come questo, in cui le parole vuote si sprecano.
  • l’armonia è particolarmente importante, perché solo riuscendo ad essere in buona sintonia con il contesto nel quale ci si trova ad operare. So bene che può sembrare un controsenso, ma per rendere al meglio è indispensabile amare questa crisi, imparare ad apprezzarla ed a trovarsi a proprio agio, come un delfino in alto mare. Solo così si potranno mettere in campo comportamenti coerenti ed efficaci.

Grazie per la tua attenzione!

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Comunicazione, ruolo, successo: che ne pensi?

Solo un ingenuo oppure colui che non si arrende nemmeno davanti all’evidenza, potrebbe ritenere che la capacità di comunicare e di porsi agli altri in modo adeguato sia figlia dei nostri tempi, della società della comunicazione, della rete, dell’apparenza.

In realtà la competenza comunicativa, intesa nel senso più ampio e completo dell’accezione, è antica quanto il mondo, ancor più dell’uomo.

Insetti ed animali ci spiegano con efficacia visiva i segreti della comunicazione, soprattutto non verbale, nel corteggiamento, nei duelli, nella definizione delle gerarchie per il comando del branco o la difesa del territorio.

Luomo, una volta imparato a parlare, fin da subito ha compreso la magia della parola, del bel dire e del farlo in modo persuasivo, fino a farne una disciplina di studio per eletti: la retorica.

Buona parte della conoscenza che abbiamo del mondo greco e romano deriva dagli scritti di uomini che hanno fatto della parola e della comunicazione il proprio mestiere e la propria fortuna.

Ecco le radici profonde della comunicazione.

Ma cosa puoi fare per migliorare il tuo modo di parlare in pubblico, di presentare agli altri l’immagine di te che ritieni ti rappresenti davvero, sia in campo professionale che nella vita privata?

 

Molto spesso accade che la paura imprigioni, blocchi o limiti molte aspirazioni al riguardo;  devi tener conto che questa emozione è comune a chi parla davanti ad altri, solo che è possibile gestirla attraverso semplici quanto utili attenzioni:

  • la puoi considerare un’utile spia che ti segnala l’esigenza di preparati adeguatamente, ad esempio concentrandoti su argomenti che davvero ti interessino e ti stiano a cuore (cioè di temi rispetto ai quali sei sicuro di essere autorevole)
  • tieni presente che non riuscirai ad azzararla e dunque va trovata un’adeguata strategia di convivenza
  • diminuisce con l’abitudine e dunque va costruita una consuetudine.

La paura la puoi considerare come un prodotto dell’ignoranza (rispetto all’argomento o al come porlo agli altri) e dell’insicurezza personale (ad esempio le credenze che hai su te stesso, sul parlare in pubblico, ecc. e l’atteggiamento con cui ti accinge verso tali esperienze: fisiologia, emozioni, ecc.).

Curare la comunicazione verso te e gli altri è possibile ed è importante per interpretare e rappresentare efficacemente i ruoli sociali che ti stanno a cuore e per poter davvero raggiungere gli obiettivi che ti sei prefisoo.

 

ORGANIGRAMMA E ORGANIZZAZIONE: conoscere per migliorare

In queste settimane stiamo parlando di organizzazione dello studio e di organigramma;
mi sembra utile riproporre questo video di alcuni mesi fa.

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Come costruisco l’organigramma e come ci lavoro sopra

Grazie per l’attenzione!

Organizzazione aziendale e organigramma: il bilancio delle competenze (2^ parte)

Perchè parlare di Bilancio delle competenze? [continua]

Per riuscire a definire lo stato dell’arte, che ovviamente costituisce il punto di partenza, è necessario “chiudere” un bilancio delle competenze, cercando appunto di valutare lo stato dell’arte in un dato momento, che chiameremo t0; su questa base avrà senso andare ad operare in ragione di un progressivo sviluppo finalizzato ad un obiettivo professionale [es.: la maturazione di un ruolo aziendale], approfittandone per allargare lo sguardo al complesso degli equilibri e degli assetti organizzativo dell’organizzazione.

Sulla scorta di questa conoscenza di base e degli obiettivi professionali, sarà poi possibile – oltrechè utile – pianificare, condividere e programmare le scelte per arrivare in t1, t2… tn.

Conoscere il profilo professionale di partenza non è importante, dunque, tanto per possedere un inventario fine a sé stesso, quanto per costruire un punto fermo certo, in relazione al quale:

  • Pianificare e programmare la crescita professionale,
  • Prendere coscienza dei punti di forza e valorizzarli al meglio per sviluppare i punti deboli,
  • Imparare a conoscere ed accettare potenzialità e limiti, per meglio calibrare obiettivi e strategie, in un’ottica di valorizzazione delle individualità e di personalizzazione ragionata del percorso di crescita [“traiettoria professionale”].

Come risulta evidente, si tratta di un percorso a tappe, caratterizzato da una progressiva messa a fuoco degli obiettivi professionali individuali e dei modi per raggiungerli.

Organizzazione aziendale e organigramma: il bilancio delle competenze (1^ parte)

Perché parlare di bilancio delle competenze?

Per aiutare il lettore a:

  • impostare l’analisi di un profilo professionale, in modo da conoscerlo e da poterne padroneggiare efficacemente l’evoluzione attraverso la maturazione di una progettualità, che sia in grado di assecondare e sostenere le esigenze di sviluppo e di cambiamento.
  • acquisire una base metodologica per rafforzare la propria competenza nell’impostare le scelte di sviluppo professionale e nell’orientare un percorso di formazione continua, ponendo così le basi per meglio soddisfare le aspettative dell’organizzazione e delle persone coinvolte.

Lo strumento Bilancio delle competenze costituisce un primo momento di messa a fuoco, di riconoscimento e di riflessione, sulle diverse componenti il profilo professionale, cercando di definire un metodo che sia poi riutilizzabile ed adeguabile ai diversi passi di un cammino professionale.

Certamente l’insieme delle conoscenze, delle abilità e delle competenze che compongono il profilo professionale di un individuo vanno considerate non in modo rigido, ma secondo delle “traiettorie”, quindi rispetto a un divenire che implica cambiamento e modificazione, a fronte della motivazione indispensabile e della esistenza di opportunità per realizzarlo

Certamente questo cambiamento può essere sia subìto che gestito e, proprio nell’ottica di essere in grado di padroneggiare lo sviluppo professionale, si rende necessario conoscere in prima battuta, lo “stato dell’arte” ed essere in grado di definire conseguentemente esigenze ed obiettivi professionali e la strategia per adeguare le capacità alle sfide da intraprendere.

Continua mercoledi prossimo!
Grazie per la tua attenzione.