Verso i tuoi traguardi con decisione ed ottimismo: ecco perché, come e quando!

Cogliere l’attimo.
Vivere il presente.
Questa è la chiave del successo e del benessere personale e professionale.

Vivere il presente anche se il presente attuale è faticoso e poco entusiasmante.
Affrontare il presente che ti circonda è l’unica strada efficace per costruire soddisfazioni e risultati, senza rimpiangere nulla di quanto è passato né attendersi alcunché da altri.

Vivere il presente per creare e cogliere occasioni, in modo pieno, determinato, motivato.
Vivere il presente per condurre con sé la propria squadra, per interagire positivamente con i compagni di viaggio, per tessere relazioni e reti sociali e professionali.

La fortuna è la preparazione che incontra l’occasione: quindi la fortuna nasce dalla ricerca, dalla conoscenza, dalla comprensione che favoriscono l’intuizione, la relazione, il posizionamento.
Consapevolezza e responsabilità personale sono alla radice delle scelte fondamentali di una persona e sono sempre estremamente interconnesse.
Conoscere per crescere, conoscere per agire, conoscere per costruire il benessere proprio ed altrui: cosa ci può essere di meglio?

Purtroppo nella mente di molti conoscere = formazione = noia/fatica.

Oppure conoscere = imparare teorie = difficoltà di applicazione concreta.

Ma questo non è vero sempre e comunque: ObiettivoEfficacia, Strumenti e metodi per il tuo benessere quotidiano è sempre al tuo fianco e ti propone tre importanti e concreti momenti per comprendere meglio il tuo presente ed agire efficacemente sul tuo contesto. Elo fa in come sempre in modo dinamico, aperto, dialettico, perchè formarsi è bello, se fatto nel modo giusto!

Ecco le nostre proposte:

1. Marketing e comunicazione per il professionista:
Si tratta di un seminario pensato per fare in modo che un professionista riesca a comunicare efficacemente con il proprio cliente e con il mercato nel quale opera o vuole operare. Si rivolge a chi è stufo di non riuscire a valorizzare il proprio lavoro, di non essere riconoscibile; a chi non si è mai preso cura del proprio posizionamento di mercato e deve fare continuamente i conti con una clientela che non lo soddisfa, mentre fatica ad avvicinare potenziali clienti davvero in linea con le aspirazioni più profonde.
La qualità del servizio offerto non va solo prodotta ma anche mostrata, raccontata, prima e durante. Non si tratta certamente di vendere fumo, ma di curare il marketing e la comunicazione con un’attenzione ed una professionalità che è davvero pericoloso lasciare al caso ed all’improvvisazione estemporanea.
Al seminario impari ad usare in modo nuovo strumenti abituali quali il dialogo, il front-office, le relazioni professionali: strumenti efficaci, a costo-zero, ad alta resa.

2. Innovazione e cambiamento nello studio professionale:
un tema attualissimo in un periodo nel quale molti paradigmi che avevamo dati per scontati come se fossero dei dogmi sono saltati. In questa situazione è facile avvertire una situazione di spiazzamento, di impotenza, quasi di caduta. (Ma in fondo, cos’è la caduta, se non un’occasione che ci viene utile per vedere le cose da una prospettiva differente, se lo vogliamo?). E’ tempo di cambiamento, di miglioramento qualitativo e di aumento della produttività.
Allora eccoti le soluzioni per fare in modo che i tuoi progetti si avverino e la tua squadra sia coinvolta e partecipe verso i traguardi che hai definito.

3. Il check-up organizzativo: conoscere, comprendere, migliorare, innovare:
Avere piena consapevolezza dello stato e del funzionamento della propria organizzazione costituisce la base indispensabile per poter lavorare bene ed attenere risultati soddisfacenti.
Affrontiamo assieme questi argomenti e verifichiamo le migliori soluzioni operative:

  • migliorare le procedure e la produttività interne per diminuire gli errori e le perdite di tempo, promuovere autonomia e senso di responsabilità, favorire l’attenzione alla qualità ed all’efficacia;
  • valutare e migliorare il sistema retributivo e premiante adottato, che più di ogni altro racconta la politica del personale adottata dal titolare dello studio;
  • promuovere le competenze professionali davvero importanti e qualificanti per lo studio, valorizzando il capitale umano;
  • migliorare il rapporto con la clientela, per ridurre uncomprensioni, insoluti, abbandoni…

Tre momenti dedicati ad altrettanti argomenti di primaria importanza, per avere risposte concrete alle tue domande, da applicare subito nel tuo quotidiano.

A cominciare da fine settembre; per un grande autunno, per un fantastico 2013.

NB: non esitare, segnala il tuo interesse e quello di tuoi colleghi ed amici al seguente indirizzo email:

andrea.pozzatti@gmail.com

Nei prossimi giorni ulteriori particolari…

Grazie per la tua preziosa attenzione!

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Verso i tuoi traguardi con decisione ed ottimismo

Cogliere l’attimo.
Vivere il presente.
Questa è la chiave del successo e del benessere personale e professionale.

Vivere il presente anche se il presente attuale è faticoso e poco entusiasmante.
Affrontare il presente che ti circonda è l’unica strada efficace per costruire soddisfazioni e risultati, senza rimpiangere nulla di quanto è passato né attendersi alcunché da altri.

Vivere il presente per creare e cogliere occasioni, in modo pieno, determinato, motivato.
Vivere il presente per condurre con sé la propria squadra, per interagire positivamente con i compagni di viaggio, per tessere relazioni e reti sociali e professionali.

ObiettivoEfficacia, Strumenti e metodi per il tuo benessere quotidiano è sempre al tuo fianco e ti propone tre semplici ma importanti momenti per comprendere meglio ed agire efficacemente nel tuo presente:

  • Marketing e comunicazione per il professionista: come valorizzare il proprio lavoro, essere riconoscibile, curare e definire il posizionamento di mercato per trovare i clienti più interessanti
  • Innovazione e cambiamento nello studio professionale: come creare le condizioni affinchè i progetti si avverino e la tua squadra sia coinvolta e partecipe dei tuoi progetti e traguardi
  • Il check-up organizzativo: conoscere, comprendere, migliorare, innovare: qualità e produttività, sistema retributivo, politica del personale, procedure interne, autonomia e controllo, senso di responsabilità…

Tre momenti dedicati ad altrettanti argomenti di primaria importanza, per avere risposte concrete alle tue domande, da applicare subito nel tuo quotidiano.

A cominciare da fine settembre; per un grande autunno, per un fantastico 2013.

Nei prossimi giorni ulteriori particolari…

Grazie per la tua preziosa attenzione!

Sii paziente

Sii paziente verso tutto ciò che è irrisolto nel tuo cuore e cerca di amare le domande,

che sono simili a stanze chiuse a chiave e a libri scritti in una lingua straniera.

Non cercare ora le risposte che non possono esserti date

poiché non saresti capace di convivere con esse.

E il punto è vivere ogni cosa.

Vivi le domande ora.

Forse ti sarà dato,

senza che tu te ne accorga,

di vivere fino al lontano giorno in cui avrai la risposta.

Reiner M. Rilke

La forza del tuo pensiero!

L’immaginazione è più importante della conoscenza. (Albert Einstein)

Il mondo è quello che risulta dai pensieri.

Tu, io, tutti noi costruiamo il mondo che vogliamo per noi

e lì dentro ci infiliamo ciò che vogliamo essere effettivamente.

Disponi di una forza enorme!

Bene,

allora guarda all’oggi ed al domani con atteggiamento positivo,

con la mente aperta alla crescita ed al cambiamento!

Buon Ferragosto!

Ho tutto… ma…!? (seconda parte)

(Continua l’articolo del 28 luglio…)

… Ma perché?

 

Tutto ciò che esiste attorno a te è frutto delle tue scelte,

fatte o mancate; cioè direttamente o indirettamente determinate.

 

Ti piaccia o no di primo acchito,

conviene comunque pensarla in questo modo:

Se la situazione che mi caratterizza attualmente dipende da me,

come frutto di scelte mie, allora….

….allora la posso gestire, sviluppare, padroneggiare, governare, cambiare, far durare.”

 

Cioè, non sei immerso in un sistema precario ove tutto è momentaneo,

ma puoi costruire la tua felicità,

  • ammettendo il valore di quanto hai al momento,
  • riconoscendo i tuoi interessi più veri
  • comprendendo quelle che sono le motivazioni più profonde,
  • convincendo te stesso di quanto sia delegato al tuo agire il raggiungere la soddisfazione tua e di coloro che ti stanno accanto.

 

Allora potresti dire:

ho tutto quello che mi serve per essere felice, ma…

… siccome non so bene cosa mi serve per essere felice,

decido di non esserlo.

Però, poiché non è molto ragionevole assumere una decisione come questa,

allora… allora pongo la responsabilità di questo fatto fuori da me;

… in una situazione che non si avvera (anche perché magari non hai fatto di tutto perché si avverasse),

in un oggetto che non possiedo,

in una persona che non si comporta esattamente come vorrei,

in un figlio che non soddisfa pienamente il mio stereotipo di figlio ideale…”

 

Sono convinto che potrebbe essere tutto più semplice e chiaro,

avendo maggiore coscienza di ciò che è effettivamente importante per ognuno,

per me, per te.

 

Ecco allora che ritornano i fondamenti dell’intelligenza emotiva,

che pone alla base del successo personale

(e quale maggior successo personale può esistere rispetto

all’essere felici e al far star bene gli altri??)

  • la conoscenza di sé e
  • la padronanza di sé.

 

 

Ciao e a presto.

Grazie per la tua attenzione.

Ho tutto… ma…!?

Ho tutto… ma…!?

 

 

Ho tutto quello che serve per essere felice, ma…

 

Quante volte hai detto o hai sentito questa frase?

 

Quante volte hai pensato:

Ho tutto …

ma non sono felice quanto potrei esserlo davvero!!

(e intanto il tempo (la vita) passa)

 

Questa semplice – ma potentissima – frase dovrebbe essere in grado di riportare con i piedi per terra.

 

Chi sceglie per te, per me, per noi? Che vantaggio porta questo dualismo, questo non decidere per l’essere felice?

 

Rimanere con i piedi per terra significa per me essere piantati nel presente.

E questo è un ottimo sistema per non perdere il contatto con il qui e ora,

per evitare pericolosi voli pindarici del pensiero che proiettano avanti o indietro,

facendo perdere quel necessario e salutare contatto con la realtà contingente,

con la concretezza dell’azione, a vantaggio della speculazione.

 

Ho tutto quello che serve per essere felice, ma…

… ma in realtà mi concentro su tutto quello che non ho,

che non ho avuto,

che potrei non avere in futuro,

che qualcuno non ha fatto o non ha fatto come avrei voluto…

 

Forse trovi, cercandole più o meno coscientemente,

delle “scuse” per non essere felice?

Forse ignori deliberatamente tutto quello che è davanti ai tuoi occhi,

nelle tue reali disponibilità, per lamentarti di qualcosa

di cui non disponi?

 

Ma perché?

 

Ciao e a presto.

Grazie per la tua attenzione e… il tempo che hai dedicato alle mie parole!

Il lavoro ed il contratto di lavoro

In questo periodo è in corso un ampio dibattito circa il superamento delle rigidità imposte dalla contrattazione colletiva, alla libera volontà delle parti.

V’è una corrente di pensiero che invità a porre maggiore autonomia in mano alle parti, lasciando ad ogni lavoratore l’opportunità di “giocarsi” al rialzo rispetto ad un minimo il proprio accordo economico con il datore di lavoro, certamente basandosi non solo sulle proprie capacità professionali, ma anche sulla propria abilità e competenza nel promuovere se setesso.

Alcune settimane or sono, su Repubblica, Il sociologo Luciano Gallino sottolineava come tale previsione normativa significasse in realtà non tanto abilire il contratto collettivo nazionale, quanto abolire il sindacato.

Egli scrive:

Tre secoli fa essi (i sindacati) cominciarono ad associarsi in vari modi per ottenere salari più alti e migliori condizioni di lavoro.

Nessuno poteva sognarsi da solo di ottenere simili progressi. Troppa era la debolezza contrattuale di ciascuno di fronte al potere economico, politico e sociale degli imprenditori, dei mercanti, delle pubbliche autorità.

Però l’unione di mille o diecimila debolezze realizzata con qualche forma di associazione poteva dar luogo a un soggetto collettivo in grado di opporsi con efficacia al potere dei padroni e dello stesso governo.

Come scrisse una volta per tutte Adam Smith in La ricchezza delle nazioni (1776), gli interessi delle due parti non sono affatto gli stessi, e per entrambe l’associazione è indispensabile al fina di difenderli.

… Il livellodel salario “dipende dal contratto concluso ordinariamente tra le due parti.”

Cioè tra le associazioni dei lavoratori e quelle dei datori di lavoro.

Anzichè riconoscere il naturale conflitto di interessi che rende indispensabile l’associazione sindacale ed il contratto collettivo, l’idea pre-smithiana del contratto individuale si fonda sul presupposto della eguaglianza di diritto tra le due parti.

Un presupposto che ignora la abissale disuguaglianza di risorse economiche, di mezzi di sussistenza, di peso politico , di capacità di resistere senza lavorare e produrre che sussiste tra il singolo lavoratore e la singola impresa, sia pure di piccole dimensioni.

Una condizione da cui discende la necessità di un sindacato che al tavolo della contrattazione sappia portare la forza costituita dalla combinazione di un gran numero di debolezze.

 

Si tratta di una questione importante, perchè coinvolge direttamente molte esistenze ed indirettamente molte altre, perchè riguarda non solo la competitività di un’impresa, di un territorio, del paese, ma anche la vita, la soddisfazione, il benessere materiale ed emotivo di molti individui.

Riguarda inoltre la cultura, la propensione al rischio, la visione del mondo di un popolo, di una generazione, di un sistema sociale.

Personalmente ritengo che non si possa ragionare in termini di questo e di quello,

ma di questo e di quello.

 

Sono passati decenni, secoli, e la nostra società è molto cambiata e con essa il modo di vedere il lavoro, di viverlo, di attribuire ad esso un senso professionale, sociale e personale.

Sono aumentati i livelli di istruzione e di informazione: ognuno di noi, se vuole, può essere molto più responsabile del proprio futuro e dunque anche del proprio lavoro.

Certo, questo significa sviluppare le competenze, le capacità e le abilità non solo di svolgere delle mansioni più o meno operativi, ma anche di rappresentare all’esterno le proprie abilità, le ambizioni, le disponibilità, il senso di responsabilità, in modo da valorizzare appieno sul mercato del lavoro il proprio valore personale e professionale.

 

Inoltre non mi piace pensare che le potenzialità degli uni siano frenate dalle mancate volonta di altri; questa non è solidarietà. E’ importante valorizzare la solidarietà nei confronti di coloro che non sono in grado, non di coloro che non vogliono impegnarsi.

Questo perchè non è più tempo di garantire chiunque, a prescindere dal proprio grado di impegno e di corresponsabilizzazione, e perchè abbiamo ormai imparato che dare troppo oggi significa far pagare ad altri domani, altri che, molto probabilmente, avranno assai meno di coloro che oggi vengono garantiti.

 

Allora…

allora penso ad un contratto collettivo che fissi dei limiti economici e soprattutto normativi che tutelino la persoane e il lavoratore, con particolare riferimento ai più deboli, e maggior spazio all’azione delle parti, ove il singolo può far valere i propri talenti, ache – perchè no – con l’appoggio consulenziale di un sindacato inteso modernamente, capace di valorizzare i singoli e le eccellenze, come di tutelare i minimi per ciascuno.

 

Grazie per la tua attenzione.